"CHI PRENDERÀ, IL LORO POSTO?"

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Suor Lucia Pulici, Suor Bernadetta Boggian e Suor Olga Raschietti, Missionarie Saveriane a Bujumbura, in Burundi...

P. ALBERTO CACCARO*
("Mondo e Missione", Ottobre 2014)

Recentemente, mi sono imbattuto in un Confratello, Missionario a Hong Kong... Ha superato gli ottanta e, semplicemente, mi ha detto: «Ho messo da parte, l'idea di far ritorno in Italia!». Pensavo che l'età, la salute, lo avessero convinto ad un rientro in patria, invece niente... In Missione, fino alla fine! Gli anni a venire, non saranno, per lui, molti... Chi ne prenderà, il posto? Seguiranno altre generazioni di Missionari, pronte a farsi carico del fatto – come ha ricordato Papa Francesco, nel suo "Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale" – che, «oggi, c'è ancora moltissima gente, che non conosce Gesù Cristo»?
È di poche settimane fa – senz’altro, lo ricordate – , il Martirio di tre Suore Missionarie
"Saveriane": Suor Lucia, di settantacinque anni, Suor Olga, di ottantatre, e Suor Bernadetta, di settantanove, uccise in Burundi... Anche in questi casi, l'età, la salute, la paura, avrebbero dovuto consigliare uno "stop" alla Missione: un rimpatrio opportuno! Invece, niente! In Missione, fino alla fine, e la fine è arrivata... Chi prenderà, il loro posto? Chi conosce Cristo, al punto da considerare urgente partire, e farlo conoscere, a chi ancora non ne ha mai sentito parlare?
In alcune loro testimonianze, dalla Missione, rese pubbliche, in occasione della morte delle tre Consorelle, emerge tutta la determinazione a continuare, nonostante il buon senso avrebbe consigliato di ripiegare! Le stesse Superiore dell'Ordine, raccontava Suor Olga, nel suo ultimo rientro in Italia, «erano incerte, se lasciarmi ripartire»... «Un giorno, durante l'Adorazione – continuava Olga – , pregai: "Gesù, che la tua volontà sia fatta; però, tu sai che desidero ancora partire!". Mi vennero, limpidissime, in mente, queste parole: "Olga, credi di essere tu, a salvare l'
Africa? L'Africa è mia! Nonostante tutto, sono, però, contento che parti: va', e dona la vita!". Da allora, non ho più dubitato!».
Oppure, Suor Lucia che, consapevole del peso degli anni, e di «un fisico debole, e limitato, che non mi permette più di correre, giorno e notte, come prima», si sentiva interiormente avvinta, dal «desiderio di essere fedele all'amore di Gesù (...), unita a Lui, al suo donarsi»... Si sentiva fisicamente debole, ma certa di poter «essere ancora a servizio di Lui, per la salvezza del mondo»! E, da ultimo, Bernardetta che, nella «situazione complessa, e conflittuale, dei "Paesi dei Grandi Laghi"», sapeva scorgere «la presenza di un Regno d'amore, che si va costruendo, che cresce, come un granello di senape: di un Gesù presente, donato per tutti»! «A questo punto, del mio cammino – concludeva – , continuo il mio servizio ai fratelli Africani, cercando di vivere, con amore, semplicità, e gioia»... Chi prenderà, ora, il loro posto?

* Missionario in Cambogia, e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano