"COOPERAZIONE INTERNAZIONALE"

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P. ALBERTO CACCARO*
("Mondo e Missione", Novembre 2012)

Parto da un fatto: se in Cambogia non avessi avuto i "Cooperanti" Francesi, avrei fatto molto meno! Louis, Tibaud, Dimitri, Antoine, Alban, e molti altri... Tutti giovani, di età compresa tra i venti, e i venticinque anni: nel loro "Curriculum Scolastico", hanno potuto inserire non meno di sei mesi di servizio all'estero, e sono piombati in Cambogia, uno dopo l'altro! Forse incoraggiati dalla possibilità di convertire l'esperienza di "Cooperazione" in "Crediti Formativi", o per le agevolazioni Assicurative previste: ciò che li ha spinti a lasciare banchi e libri, per un servizio di questo tipo, non poteva essere solo legato ad "alchimie" Legislative ed Istituzionali... Ma al cuore, e al desiderio che lo muove! Nel loro caso, la Fede!
Guardo con favore alla "Carta Conclusiva" dello scorso
"Forum sulla Cooperazione Internazionale", "Muovi l'Italia, cambia il mondo", soprattutto laddove auspica un più profondo legame fra "Cooperazione" e Scuola: «Il legame "Scuola-Cooperazione" deve entrare in modo sistematico nel piano di offerta formativa Scolastica, favorendo l'Educazione alla Cittadinanza Globale!». Questo significa che la Scuola deve farsi carico del desiderio dei giovani, promuoverlo, dilatarlo... Fino agli estremi confini della terra, diremmo noi Missionari! La "Cooperazione", come esperienza in atto, è necessaria allo sviluppo umano delle nuove generazioni. Dilata il desiderio, lo interpreta e lo rilancia!
Soprattutto in un contesto Sociale dominato, direbbe
Lacan, dal "discorso del Capitalista", che riduce il desiderio a bisogno... E la vita a mercato! Frutto del Capitalismo "Tecno-Nichilista", questo discorso sviluppa un immaginario della libertà profondamente individualista e materialista, che compromette la qualità dei rapporti umani, prima ancora che dei rapporti tra Nazioni. Il "macro" ed il "micro" si comprendono, e risolvono, solo insieme: il "corto-circuito" dei rapporti tra Nazioni ed Istituzioni non è che la conseguenza di un "corto-circuito" relazionale, più complessivo. Il Ministro Andrea Riccardi, nella Relazione al "Forum", segnalava «un generale fenomeno d'introversione, che ha rimpicciolito progetti e sogni», ed auspicava di fare «della "Cooperazione Internazionale" una Politica centrale del Paese», anche se «non potremo arrivare all'obiettivo Europeo dello 0,7 per cento del "Pil" nel 2015», per i Fondi destinati alla "Cooperazione". Ma il problema non può essere considerato solo in termini di Legislazioni favorevoli, o risorse Economiche disponibili, quanto in termini Educativi. In questo senso, la Scuola gioca un ruolo importante, perché «la voglia di mondo, e la spinta all'uguaglianza, che anima molti giovani e Studenti», segnalate da Riccardi, siano promosse ed incoraggiate attraverso esperienze di impegno concreto, poiché «un Paese che non "coopera", è un Paese che declina»!

* Missionario in Cambogia,
e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano