VERSO IL "NUOVO ANNO"...

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P. ALBERTO CACCARO*
("Mondo e Missione", Gennaio 2013)

All'inizio dell'Anno, si scomodano cartomanti e indovini, si leggono Oroscopi, si ripetono auguri, si fanno promesse! In questo tempo di crisi, poi, l'incertezza e la paura ci chiudono, spengono le luci di casa e della vita che vi palpita. C'è un diffuso senso di fatica, «le scale da salire sono scivoli, scivoli, il ghiaccio sulle cose, la tele dice che le strade son pericolose», canta Jovanotti. Sembra, anzi, esserci una strategia della paura, della minaccia incombente che, dicono gli studiosi, spinge al consumo, all'acquisto compulsivo che muove il mercato... Ci vogliono quindi le immancabili, catastrofiche, previsioni del tempo! È una strategia: troppo caldo d'estate, troppo freddo d'inverno! Per un motivo o per l'altro, si diffondono messaggi che scoraggiano, paralizzano. Chiudono, isolano... Per questo, suonano ancora necessarie le parole del "Beato" Clemente Vismara, per sessantacinque anni Missionario in Myanmar. Parole necessarie, perché intrise di Fede; non per addetti ai lavori, ma per tutti, qualsiasi sia la professione, l'età e la condizione: «La vita è fatta per esplodere, per andare più lontano! Se essa rimane costretta entro i suoi limiti, non può fiorire: se la conserviamo solo per noi stessi, la si soffoca!».
Di fronte ai linguaggi tecnici dell'economia, che prevedono sempre una crisi, e spesso squalificano, anzi "declassano", intere Nazioni e intere famiglie, o ai linguaggi della psicologia, sempre alle prese con l'ipotesi di una depressione e un ansiolitico da prescrivere, vorrei, all'inizio di quest'Anno, riproporre il linguaggio della Fede, per dire che la vita, come la Fede, è anzitutto «l'esperienza di un amore ricevuto» (
"Porta Fidei, 7"). E quell'amore è il Mistero di Cristo in noi!
Per questo, l'
Apostolo Paolo si affaticava: per generare Cristo, nella vita di chi incontrava! Era "padre", autenticamente "padre", cioè capace di generare, non solo la vita biologica, ma anche, e soprattutto, la vita di Fede. Questa è la "paternità" richiesta a noi Missionari, Sacerdoti e Laici! Per contro, si ha paura solo quando ci si riscopre "figli di nessuno", e conseguentemente "padri e madri di niente"... Che cosa abbiamo generato? O che cosa Dio ci chiede di generare? Generare nel tempo l'Eterno! Nella vita dei nostri figli, la vita di Dio: «Figli miei, di nuovo partorisco nel dolore, finché Cristo non sia formato in voi!» ("Gal 4,19"). La crisi (delle Vocazioni) è, anzitutto, una crisi di "paternità"! Di "padri" incapaci di generare a Cristo, di trasmettere la Fede ed affascinare. Per noi Missionari, chiamati spesso "Padri" (che responsabilità!), in questo inizio d'Anno chiediamo la grazia di saper, come Maria, generare Cristo... Nel tempo, l'Eterno: nella vita dei nostri figli, la vita di Dio! «Che cosa mi prometti, Papà?». «Ti prometto Dio!». Diversamente, è "volgare"... Direbbe Pasolini: «Manca sempre qualcosa, c'è un vuoto in ogni mio intuire! Ed è "volgare", / questo non essere completo, è "volgare", / mai fu così "volgare", come in questa ansia, / questo "non avere Cristo"! (...)».

* Missionario in Cambogia,
e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano