MISSIONE SPERANZA

DAL BANGLADESH...

RITAGLI     La "Missione" dello "Stupore"!     MISSIONE BANGLADESH

La "Missione" è anche "stupirsi"!
La "Grazia" del Signore sgorga "improvvisa", inonda di "gioia".
Sta a noi saperla "scoprire", nelle "pieghe" della "vita" di ogni giorno.

P. FRANCO CAGNASSO, Missionario del Pime in Bangladesh!

P. Franco Cagnasso
("Missionari del Pime", Dicembre 2010)

«Tornando a casa, una sera vedo un anziano che cammina svelto, chiacchierando con alcuni bimbi "cenciosi". Ha una sacca in spalla, vestiti logori, sembra Europeo e la faccenda m’incuriosisce. Li seguo... Così conosco Fratel Lucio, che raduna, fa giocare, istruisce, cura i bambini delle strade di Dhaka. Chiedo di slancio: "Posso dare una mano?". Mi risponde che sta cercando Volontari, e la mia nuova vita incomincia...».
Simpatica, semplice, Lota spiega come s’è innamorata di questi bambini, diventando la più dedicata e appassionata Volontaria nell’
"Organizzazione" di Fratel Lucio.
I 60 ragazzi e ragazze del "Corso Samuele" l’ascoltano affascinati, fanno domande, si entusiasmano. «Di quale Parrocchia sei?». «Beh – sorride – , appartengo a tutte le Parrocchie: sono Musulmana!».
Sorpresa, silenzio, gioia...
Si chiama Dominic, commerciante di sessant’anni circa, massiccio, sembra un Oratore improbabile per un "Corso Vocazionale". «Ho un figlio gravemente menomato: non comunica, non si muove, non capisce. Con mia moglie l’ho curato per 12 anni, pieno di rabbia con Dio: perché? Pensavo a quanto avrei potuto fare se non avessi dovuto star dietro a quel figlio! Poi, durante un
"Ritiro", ascoltando Jean Vanier, ho intuito che c’era un altro modo di vedere la mia realtà. Forse il bene che potrei fare lo sto già facendo, è qui con me. Quante occasioni! Pian piano il cielo si è rasserenato. Sono passati 30 anni, mio figlio non ha mai sorriso a me, a mia moglie, a nessuno. Ma in lui incontro Dio, e con me tanti altri che mi aiutano, o che cercano aiuto. Sono un uomo felice!».
Si ascolta rapiti, molte domande vengono in mente e si trasformano in
Preghiera...
L’ho vista più volte attraversare il giardino, pensavo venisse per un "Corso di Preparazione al Matrimonio", finché ieri un Seminarista me l’ha presentata. È una donna giovane, asciutta, il viso a tratti marcati dà un senso di forza. Ha tre figli. «Ci stiamo preparando al Battesimo!». Le brillano gli occhi. «Come ti è venuto in mente?». «Sono cresciuta sulla strada. Insieme a noi, bimbe Musulmane, giocavano alcune Cristiane. Mi piacevano, mi sembravano buone e mi sono detta che volevo essere come loro. Poi mi sono sposata, e ora anche mio marito vuole il Battesimo. Però deve pedalare tutto il giorno sul "Risciò" per mantenerci e non può venire. Io ascolto, la sera gli spiego quello che ho imparato, e la Domenica veniamo a Messa con i bambini. Altre due famiglie dello "Slum" vogliono unirsi a noi!». Ride: «Difficoltà principale? Il Prete! Non si fidava, chiedeva perché mai volevo farmi Cristiana, mi diceva: sii una buona Musulmana... Ma ho vinto io, e ora ci incoraggia!».
Il
Vangelo è pieno di sorprese. Gesù si sorprende di noi: «Non avevo mai trovato tanta fede in Israele!»; oppure: «Ma ancora non capite?». Più spesso è lui che sorprende e sconcerta: «Il figlio del falegname? Dove ha imparato tutte queste cose?». «Quest’uomo non parla come gli altri, c’è autorità nelle sue parole!». «Un "Guru" che mangia e beve con esattori delle tasse e prostitute?». «Ma che Profeta è, se non sa che razza di donna lo tocca?». La sorpresa porta gioia a chi ha il cuore pronto, la gioia di vedere la bontà di Dio che ci viene vicino: «Chi è costui, che perdona anche i peccati?». Fino alla gioia indicibile e alla sorpresa assoluta: «È Risorto, è tornato fra noi!».
La
Missione ci fa scoprire nelle pieghe della vita di ogni giorno come il Signore opera fra i piccoli, i semplici, dentro i cuori, nella sofferenza. La sua Grazia sgorga improvvisa, inonda di gioia. Se non sappiamo accorgercene, ci preoccupiamo, restiamo freddi e impermeabili, come gli Scribi e i Farisei. La Missione è anche "stupirsi"!