Oggi "Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria"

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testimone di "lotte quotidiane"

Claudio Calvaruso
("Avvenire", 17/10/’10)

Ricorre oggi la "Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria", riconosciuta ufficialmente dalle "Nazioni Unite" nel 1992 e celebrata per la prima volta nel 1987 dai centomila difensori dei Diritti dell’Uomo di tutti i Paesi, condizioni e origini, riuniti da Padre Joseph Wresinski, Fondatore del Movimento Internazionale "Atd-Quarto Mondo", sul Sagrato dei Diritti dell’Uomo al Trocadéro a Parigi.
Sono quindi passati 23 anni da quando per la prima volta Padre Joseph Wresinski inaugurò una Lapide in ricordo delle Vittime della Miseria. Dieci anni fa, sul Sagrato di San Giovanni in Laterano, è stata posta una copia di quella Lapide, in onore dei più poveri ed in ricordo delle loro sofferenze e dei loro disagi. «Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i
Diritti dell’Uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere Sacro!». Queste parole di Padre Joseph Wresinski, iscritte sulla Lapide, sono il cuore del Messaggio della Giornata. Dalla sua Istituzione, il 17 Ottobre è diventato un giorno che offre nel mondo a tutti quelli che vivono nella povertà estrema l’occasione di essere protagonisti, testimoniare delle loro sofferenze e delle loro lotte quotidiane.
In occasione della Conferenza Inaugurale dell’"Anno Europeo contro la Povertà e l’Esclusione Sociale", che ha avuto luogo nel Novembre scorso nella sede della Commissione Europea, Carine Vanden Elsout, Rappresentante dell’Associazione "Atd-Quarto Mondo", presentò un intervento dal titolo: «Il nostro è un sapere diverso dal vostro».
«La miseria è il non avere accesso ai Diritti Umani fondamentali, la miseria sono gli altri che decidono per noi quello che è giusto e quello che non lo è – dice Carine Valden Elsut – . Noi poveri siamo, invece, persone a pieno titolo e anche se molti non lo vedono, la nostra vita è una lotta per conservare la nostra dignità e perché i nostri figli possano esser fieri delle loro famiglie e possano avere vite migliori delle nostre. Ma la nostra lotta non si limita ai nostri figli, è una lotta perché tutti, domani, possano avere una vita degna». «Per combattere questa lotta – dice ancora Carine – , noi vogliamo contribuire col nostro sapere. A causa delle esperienze che viviamo, il nostro è un sapere diverso dal vostro – spiega – , noi sappiamo delle cose che voi non potete sapere, nemmeno i ricercatori più colti le possono sapere... Il sapere dei poveri riguarda la scuola, l’ambiente, la giustizia, la sanità, la cultura. La sfida più grande è incrociare il nostro sapere e le nostre pratiche, il sapere e le pratiche dei poveri, con il sapere di chi ha studiato. Solo così potremo porre fine a miseria e povertà!».
Sempre nell’ambito dell’"Anno Europeo di Lotta contro la Povertà e l’Esclusione Sociale" ed in occasione della "Giornata del Rifiuto della Miseria", è stato presentato anche un Progetto di Ricerca, promosso dal Ministero del Lavoro, dal titolo «Per un nuovo sapere sulla povertà», fondato appunto sull’«incrocio dei saperi», e che metterà insieme intorno ad un tavolo, per confrontarsi sui temi della povertà, Rappresentanti delle persone povere, dei Volontari, degli Operatori Sociali, dei Rappresentanti delle Istituzioni. Il Progetto sarà realizzato congiuntamente dalla "Fondazione Luigi Di Liegro", da "Atd-Quarto Mondo" e dalla "Fondazione Labos". L’obiettivo di questo Progetto consiste nel dare la parola ai poveri, in quanto testimoni privilegiati delle situazioni di disagio e di povertà, e quindi anche le uniche persone in grado di approfondire la conoscenza di questo fenomeno e di indicare delle strategie valide di contrasto.
«I poveri abbandonano questa terra senza lasciare traccia – affermava Padre Joseph Wresinski – , e vengono chiamati a torto i senza voce mentre invece la loro voce ha mille anni!». Questo 17 Ottobre deve quindi rappresentare un "Evento" in cui riflettere su quanto sia importante per le persone povere prendere coscienza della propria identità e del proprio "sapere", così ricco e fondamentale per tutti noi, e quanto sia importante per tutti noi aiutarli a recuperare quella fiducia in se stessi, che sembra sempre più assottigliarsi e svanire, anche a causa della nostra indifferenza e della nostra scarsa fede in loro!