"IL PAPA IN MESSICO"

RITAGLI     Il "Vescovo", Mons. Rodríguez Gómez:     DOCUMENTI
«Con i suoi "gesti",
ha "commosso" una "Nazione",
che invoca "giustizia"!»

Papa Benedetto XVI saluta i fedeli Messicani, indossando il sombrero, ricevuto in dono...

Dal nostro inviato a Città del Messico, Lucia Capuzzi
("Avvenire", 27/3/’12)

«Essere Cristiani migliori, significa anche essere migliori cittadini! E costruire un Paese più giusto, più solidale, più fraterno!». Il Vescovo, Victor René Rodríguez Gómez, "Segretario Generale" della "Conferenza Episcopale Messicana", è emozionato! Appena qualche minuto fa, ha visto Benedetto XVI salire sull’Aereo, dopo quattro giorni di Visita in Messico. «È un congedo carico di nostalgia! Il Popolo Messicano non ha salutato solo il Papa, ma anche una persona che sente profondamente vicina!». Le parole del Pontefice, i suoi gesti eloquenti, l’affetto commosso della gente, lasciano nella Nazione un segno profondo. Nonostante la difficile situazione del Paese, dilaniato da cinque anni di Guerra contro il "Narco-Traffico"!

"Eccellenza", che cosa ha "rappresentato" per la "Chiesa Messicana", la "Visita" del Papa?

È stata un conforto! E uno stimolo a portare avanti con rinnovato slancio il nostro impegno. Per la Chiesa è stato molto importante sentirsi animata dal "Vicario di Cristo" a vivere la fede, non solo come una dimensione interiore, ma come una responsabilità verso la società. Ogni persona è immagine di Dio, e come tale ha un valore immenso. Per questo dobbiamo impegnarci a costruire condizioni di vita degne, basate sulla giustizia, la carità, la pace e l’armonia. C’è bisogno di avere un Paese in cui il progresso e lo sviluppo economico siano a servizio della persona, e non il contrario. In cui il benessere sia diffuso fra tutti!

Qual è stato il "momento" più "significativo", della "Visita"?

In realtà, ci sono stati vari momenti! Quando abbiamo visto Benedetto XVI calpestare il suolo del "Guanajuato", è stata la realizzazione di un sogno che noi, come Chiesa Messicana, abbiamo atteso a lungo. Un altro momento di particolare rilevanza è stata la "Messa" nel "Parco del Bicentenario". E l’Incontro tra il Papa e il Popolo Messicano è stato commovente!

Il Papa ha rotto il "Protocollo", in molte occasioni", per "dimostrare" il suo "affetto" alla "folla"! Come quando ha "indossato" il "Sombrero"...

I "Media" locali, a lungo, avevano rappresentato il Papa come un uomo poco incline alla commozione. Quando Benedetto XVI ha indossato il "sombrero", che gli era stato regalato dai fedeli, e ha detto di aver compreso perché Giovanni Paolo II si considerava un «Papa Messicano», ha ribaltato ogni "cliché"! E ha commosso la gente, con cui ha stabilito un legame permanente.

Crede che la "Chiesa" possa "aiutare", il Messico, ad "uscire" dalla "spirale" di "violenza"?

La violenza ha radici lontane! La disgregazione famigliare, la bassa qualità dell’educazione, il mito del denaro propugnato dai mezzi di comunicazione, sono le "precondizioni" che hanno permesso a quest’ultima di proliferare. Il Messaggio del Papa è un’esortazione, affinché tutti noi come Comunità Ecclesiale diffondiamo, in particolare tra le nuove generazioni, i grandi valori della convivenza, quali la dignità, la giustizia, la solidarietà. Che sono il nucleo della Fede Cristiana!

Il Papa ha "parlato" di "Speranza"... Il Messico ha ancora la "forza" di "sperare"?

Benedetto XVI ci ha dato una preziosa testimonianza di vita e di fede! Ci ha motivati ad essere Cristiani migliori, a vivere con maggiore impegno la nostra fede. E ci ha rafforzato, nella certezza che i nostri sforzi, le nostre fatiche, le sconfitte, non sono inutili. Quanto di più tremendo può accadere a un Popolo, è perdere la speranza! Il Papa non solo ci ha portato una parola di speranza. Ci ha mostrato che la speranza è una scelta di vita. Non poteva farci dono più grande!