"IL PAPA A CUBA"

RITAGLI     «Una "società"     DOCUMENTI
fondata sulla "dignità umana"»

Il "Dissidente", Dagoberto Valdés:
«Il Papa ha "sottolineato" che, chi cerca di "imporre" la sua "verità" agli altri,
diventa "fanatico", ed "ostacola" la "convivenza pacifica"!».

I fedeli Cubani accolgono con gioia Benedetto XVI, che celebrerà la Santa Messa, in Plaza de la Revolucion, all'Avana...

P. FELIX VARELA (1788-1853), Sacerdote Cubano dell'Avana...

Papa Benedetto scende dall'aereo, a Roma, al ritorno dal suo Viaggio Apostolico in Messico e a Cuba!

Lucia Capuzzi
("Avvenire", 29/3/’12)

«Verità, libertà, riconciliazione! In queste tre parole, si riassume il Messaggio del Papa a Cuba. E in queste tre parole, è contenuto anche il futuro che speriamo per la nostra Isola. Un futuro che i "Discorsi" di Benedetto XVI ci hanno lasciato intravedere, dandoci la forza per realizzarlo!». Dagoberto Valdés ha appena assistito, attraverso la "Tv", nella sua casa di "Pinar del Río", alla "Messa" celebrata da Benedetto XVI, nella "Plaza de la Revolución" dell’Avana. All’inizio, aveva deciso di recarsi nella Capitale per partecipare all’Evento. Poi, alla fine, ha rinunciato! Da qualche giorno, il suo cellulare – come quello di quasi tutti gli "attivisti" per i diritti umani – ha smesso misteriosamente di funzionare. Probabilmente, comunque, gli agenti della sicurezza dello Stato non gli avrebbero permesso di muoversi. «Erano sotto casa da Martedì! A tanti oppositori hanno impedito di uscire per andare alla "Messa"!», rivela. La Polizia segreta conosce bene le posizioni critiche nei confronti del Regime di questo "Ex-Agronomo" Cattolico – nominato da Giovanni Paolo II nel "Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace" – , che proprio a causa della sua fede ha dovuto abbandonare l’idea di studiare Sociologia. «I credenti non potevano accedere a Facoltà Umanistiche!», racconta. Il sistema, però, non è riuscito a impedirgli di coltivare la passione civile e l’interesse per l’analisi sociale, prima attraverso la Rivista "Vitral", ed ora con "Convivencia". Certo, Valdés ha dovuto pagare un caro prezzo: per dieci anni è stato rimosso dal suo incarico di impiegato nella Tabaccheria di Stato, e costretto a raccogliere foglie di palma!

A lungo, il "Regime Cubano" ha "discriminato", e "perseguitato", i "Cattolici"! Ora, però, dice di aver "concesso" piena "Libertà di Culto"...

Sono stati fatti dei passi avanti! Libertà Religiosa, però, non significa solo poter recarsi in Chiesa senza paura di ripercussioni. Vuol dire avere la possibilità di esprimere liberamente i propri pensieri, la propria individualità, le proprie scelte. Tutto questo, a Cuba, non è possibile! Le parole del Papa, pronunciate durante l’"Omelia" della Messa a "Plaza de la Revolución", sono illuminanti. Il diritto alla Libertà Religiosa – ha affermato – esprime l’unità della persona umana che è, al contempo, cittadino e credente!

Sono stati molti i "temi", "toccati" da Benedetto XVI, in quest’"Omelia"... Quali l’hanno "colpita" di più?

L’ultima "Omelia" Cubana è stata la sintesi del Messaggio del Papa all’Isola. Fin dal suo arrivo all’Aeroporto di Santiago, il Pontefice ha messo in risalto l’immenso valore della dignità umana come base per una convivenza pacifica. Ieri, a "Plaza de la Revolución", Benedetto XVI ha parlato di verità e libertà, ponendole a fondamento di una società davvero riconciliata che guarda al futuro. Il Papa, inoltre, ha sottolineato che chi cerca di imporre la sua verità agli altri diventa "fanatico", ed ostacola la convivenza armoniosa. Parole che dovrebbero far riflettere le Autorità "Castriste".

Il Papa ha anche "ribadito", più volte, la necessità di "inclusione"...

Il Pontefice ha toccato il grande nervo scoperto di Cuba: l’esclusione di una parte importante della società, che viene negata, criminalizzata, costretta al silenzio. È giunto il momento di cambiare, di «depenalizzare la discrepanza», come dice il mio amico Reinaldo Escobar, Giornalista e "Blogger" indipendente (marito di Yoani Sánchez, "ndr"). Credo che, ora come non mai, ci siano le condizioni per realizzare l’"inclusione"!

Quali sono, queste "condizioni"?

L’"opposizione" è maturata "politicamente"! Ed è un movimento pacifico, non violento e aperto al dialogo. Un fatto unico, nella storia di Cuba! Anche la società civile è molto più consapevole, forte ed articolata. Il Regime, dal canto suo, ha necessità di cambiare, non può farne a meno. Il Progetto Politico ed Economico della "Revolución", ormai, è finito! La stessa generazione che l’ha portato avanti, sa che ha i giorni contati. Esistono, dunque, le condizioni per avviare un dialogo che includa la totalità dei Cubani. È un’opportunità storica! Spero che Cuba – sia la società, sia il suo Governo – non la voglia perdere!