"LA STORIA DI CUBA"

RITAGLI      Padura Fuentes:      DOCUMENTI
«La mia “Isola” promiscua, difficile e incerta!»

Per lo "Scrittore Latino-Americano", è lo "scenario" in cui vive la "Nazione".
«I miei "Connazionali", desiderano "esprimere" la propria "creatività"!».

Papa Benedetto XVI incontra Fidel Castro, all'Avana, durante la sua Visita nell'Isola di Cuba...

Lucia Capuzzi
("Avvenire", 29/3/’12)

Promiscua, difficile, incerta! Impossibile descrivere con una sola parola la Cuba dei «tempi di Raúl»! Un Paese in cui la "Rete" permette ai "dissidenti" di comunicare coi "Media" di mezzo mondo, ma la "Burocrazia" del Regime impedisce loro di viaggiare all’estero senza la "Tarjeta Blanca", il "Permesso Ufficiale". In cui c’è voluta una Legge per consentire la vendita dei "tostapane", ma i "dvd" hanno cominciato a circolare ben prima che in Occidente, perché le "video-cassette" erano considerate «troppo capitaliste». Una Nazione «ostinatamente "Socialista", ma non egualitaria», secondo le parole dello stesso Castro, dove l’economia di mercato convive e combatte con l’eredità dei più assurdi vincoli di sapore "Staliniano". È questa la Cuba che traspare dai Libri di Leonardo Padura Fuentes, tra le voci più apprezzate del "Noir Latino-Americano", conosciuto in Italia soprattutto per il Ciclo «Le quattro stagioni» ("Passato remoto", "Venti di Quaresima", "Maschere" e "Passaggio d’autunno"), di cui "Marco Tropea" ha appena pubblicato una nuova Edizione. L’Autore confessa di aver scelto il genere Poliziesco proprio per «poter fare la cronaca sociale di un’epoca, addentrandosi negli angoli più sordidi della società e degli individui, ed esplorando i tratti nascosti di un determinato momento storico»! Nonostante lo abbia «indagato» a fondo, però, Padura Fuentes ha un attimo di perplessità prima di scegliere le parole più adeguate per descrivere l’attuale momento storico di Cuba. Poi dice: «È un "cocktail" di tre aggettivi: promiscua, difficile, incerta!». Eppure, nonostante tutto, lo Scrittore si confessa ottimista!

Mi "spieghi" gli "ingredienti", di questo "Cocktail"... Perché ha "scelto", proprio, questi tre "aggettivi"?

I Cubani sono "gregari" per Cultura: la dimensione "comunitaria" è molto forte! Ora, però, il Paese è diventato promiscuo. La crisi economica ha reso la prossimità asfissiante. Immagini tre, quattro generazioni di una stessa famiglia, costrette a vivere in un due stanze... Ma Cuba è promiscua anche perché la sfera privata dei cittadini è continuamente violata da chi, ufficialmente od "ufficiosamente", indaga sulle loro vite. "Difficile" è una delle parole più utilizzate nell’Isola: non bastano i soldi, non si trovano alcune cose importanti, non si ottiene quel che si vuole, tutto è "difficile"! I Cubani, infine, non sanno in che direzione va la Nazione, il che crea incertezza e rende "difficile" fare progetti di lungo periodo.

Quali ritiene che siano, i maggiori "problemi" dell’"Isola"?

Fra i tanti, sottolineerei l’inefficienza economica dimostrata tante volte dal modello ufficiale, la mancanza di rispondenza tra le aspettative della gente e le decisioni prese, l’ossessione per l’unanimità che si è trasformata in sistema!

Un quadro "cupo"...

Nonostante la promiscuità, le difficoltà, l’incertezza, però, la gente ha ancora speranza! La grande vitalità in ambito Artistico – nella Scultura, nella Musica, nel Cinema – è una dimostrazione. I Cubani hanno voglia di esprimere la loro creatività, di incidere nella realtà, di guardarla da una prospettiva nuova, "spregiudicata" e, dunque, libera!

E questo si può fare, a Cuba? C’è posto, ad "esempio", per una "Letteratura Indipendente"?

Si può fare ovunque! Ogni Autore, di fronte alla scrivania, ha tutta la libertà del mondo per raccontare ciò che vuole. I problemi cominciano se vuole far "editare" quello che ha scritto. A Cuba non si pubblica Letteratura Indipendente. Tutte le Case Editrici appartengono allo Stato, di cui fanno gli interessi. Certo, la "censura" è diminuita rispetto agli "Anni Settanta", però tanti temi sono ancora "tabù"!

Inclusi quelli che "tocca" lei... Come fa, allora?

Non pubblico nell’Isola! Da una ventina d’anni, gli Scrittori Cubani possono vendere le loro opere a Case Editrici straniere. Questo ci permette di aggirare la "censura" ed eliminare l’"auto-censura". E di essere liberi! Certo, si deve rinunciare a molti riconoscimenti in Patria!