"IL PAPA IN MESSICO"

RITAGLI     «La "fede", nel "Dna" dell’America Latina»     DOCUMENTI

«È stata "preziosa", la "presenza" del "Pontefice",
nel "Bicentenario" della "Lotta" per l’"Indipendenza", che deve molto ai "Sacerdoti"!».

Papa Benedetto XVI, all'Aereoporto di Roma, appena tornato dal suo Viaggio Apostolico in Messico e a Cuba...

Dal nostro inviato a León (Messico), Lucia Capuzzi
("Avvenire", 30/3/’12)

«Essere "Latino-Americano", significa essere Cristiano! E viceversa!». Ama conquistare i lettori con frasi dall’effetto dirompente, Pablo Soler Frost, uno dei più noti Autori contemporanei Messicani! Ha scritto Opere di Teatro, Poesie, Aforismi, Sceneggiature per il Cinema ed oltre una decina di Romanzi. Libri diversi, per genere, stile, forma... In tutti, però, s’intravede in filigrana una tensione di fondo: quella tra etica e realtà. I personaggi di Soler Frost sono eternamente lacerati dal dilemma se aderire alla propria legge morale, o uniformarsi alla condotta imperante. Tradendo sé stessi, le proprie convinzioni, la propria fede... Quest’ultima è un tema ricorrente, nei Libri del Cattolico Soler Frost, che la Stampa ha ribattezzato «il Graham Green "Latino-Americano"»!

Perché c’è questa "identità" di fondo, tra "Cristianesimo" ed "America Latina"?

Le faccio un esempio! Mio padre è Ateo: tuttavia, per il fatto di vivere in Messico da oltre sessant’anni, ha acquisito una specie di rispetto, di "fascinazione", nei confronti delle manifestazioni – popolari od aristocratiche – della Fede Cattolica. Un tratto di lui per cui nutro un profondo rispetto. Il fatto che un "non-credente" possa intuire il Mistero, e restarne conquistato, mi conforta. Molti Scrittori Atei "Latino-Americani" hanno lo stesso atteggiamento di mio padre, verso la Religione.

Benedetto XVI ha appena "concluso" il suo "Viaggio", in "America Latina"! Il "primo", in due "Paesi", della "Regione", di "Lingua Spagnola"... Che cosa ha "rappresentato", per il "Continente", la "Visita" del Papa?

È stato un Evento fondamentale! Anche perché l’affetto cresce col contatto umano. Oltretutto, il Pontefice ha scelto di visitare l’America Latina nell’Anno in cui si concludono le Celebrazioni del "Bicentenario" dell’"Indipendenza". Non si deve dimenticare che il Clero ebbe una parte rilevante nella maggior parte delle Guerre "Anti-Coloniali", sia per aver creato un "humus" Culturale favorevole all’autonomia, sia per avervi partecipato direttamente. L’"Indipendenza Latino-Americana" è, perciò, un fatto Politico permeato da un profondo spirito Religioso. Duecento Anni dopo, la presenza del Pontefice ci ha fatto sentire che non siamo soli, e che i nostri enormi problemi sono costantemente nelle sue Preghiere.

Quanto continua ad "influire" il "Cattolicesimo", nella Cultura "Latino-Americana"?

La Cultura ufficiale "Latino-Americana", soprattutto quella Messicana, è in maggioranza "Giacobina"! Dentro le sue pieghe e nell’intimità delle case, però, si respira ancora uno profondo spirito Religioso. E fin quando questo spirito esiste, non c’è da preoccuparsi. Le vie della Provvidenza, a volte, sono "bizzarre"!

Che cosa significa essere un "Cattolico", nell’attuale "realtà" dell’"America Latina"?

Significa essere Crocifisso; significa avere una profonda speranza nella Resurrezione!

Il Papa, proprio in questo "Viaggio, ha invitato i "Cattolici" a mettere in pratica la "Fede", e non solo a "professarla"... Quale dovrebbe essere l’"impegno" dei "Cattolici", nel Messico della "Narco-Guerra"?

I Cattolici devono parlare, ascoltare, confortare, esserci per chi soffre. Siamo un Paese in Guerra! Ognuno può decidere di partire, o di restare. Se rimane, deve essere capace di sentire nel suo cuore il dolore delle vittime. Farsene "portavoce"! E imparare a perdonare!

E che cosa significa essere uno "Scrittore Cattolico"?

Quello che diceva San Paolo: se non parlassi io, lo farebbero le pietre! È difficile, in questo momento, non essere Cattolici. Il mondo geme, si dispera! L’egoismo, l’indifferenza, la confusione, sono ovunque. Dal lato opposto, però, ci sono le braccia del Signore, che ci sostengono e ci permettono di andare avanti, coltivando la speranza. Essere uno Scrittore è sempre una responsabilità. Vuol dire essere la voce dei senza voce! Denunciare gli abusi, gli errori, le contraddizioni, di qualunque Autorità o Gerarchia. Insomma, essere testimone di Cristo! Senza trasformarsi, però, in un Autore moralista o "bacchettone". Gli Scrittori non sono «censori». Traducono in parole i sentimenti della gente, soprattutto dei più deboli!