"DIRITTI NEGATI"

Secondo gli ultimi "studi", il Tibet, piccolo "Paese" occupato dalla Cina,
custodisce "risorse" per 128 miliardi di "dollari".
E intanto si progetta un "impianto" per l’"energia idro-elettrica",
mentre prosegue l’"immigrazione forzata",
con cui Pechino vuole "fiaccare" la "resistenza locale".

RITAGLI     Tibet: «La "protesta" è forte. Ma "invisibile"»     SPAZIO CINA

Il "leader" del «Tibetan Youth Congress»:
«In "Occidente" non arriva più notizia del "pugno duro". Vogliamo l’"indipendenza"».

Luci di preghiera per il futuro del Tibet! Tenzin Gyatso, il DALAI LAMA, guida spirituale del popolo tibetano... Monaci buddhisti tibetani in cammino!

Lucia Capuzzi
("Avvenire", 28/5/’10)

È un "grido muto" quello del Tibet. «La "protesta" è forte, ma per l’"Occidente" è impossibile vederla. Le maglie delle "repressione" cinese si sono fatte troppo strette. Il "regime" non lascia filtrare le notizie», afferma Tenzin Norsang, "Segretario" del "Tibetan Youth Congress" ("Tyc"), l’"ala dura" del "movimento separatista": i suoi 30mila membri sono ferventi sostenitori dell’"indipendenza" della regione. Una posizione differente da quella del Dalai Lama, massima "autorità" del "buddhismo tibetano" e principale punto di riferimento dell’"opposizione" a Pechino. Dal 2005, quest’ultimo ha rinunciato alle "rivendicazioni indipendentiste" in favore di una "più moderata" richiesta di "autonomia". Dietro il cambiamento ci sono ragioni di "real-politik": il "leader" ha voluto cedere su quella che Pechino considera una «pretesa irrinunciabile», per riavviare il "negoziato".

Il "Tibetan Youth Congress" lotta per la "separazione" del Tibet dalla Cina. Perché rifiutate la "linea morbida" del Dalai Lama?

Il Dalai Lama è il nostro "leader". Non mettiamo in discussione la sua "autorità". Su questo punto, però, abbiamo diverse vedute. Personalmente, non credo che sia possibile per i "tibetani" essere davvero "autonomi" sotto la "bandiera cinese". Come dimostra l’esempio di Hong Kong. Pechino sta facendo di tutto per "asservirla". Non c’è "libertà" per i "tibetani" senza "indipendenza". Di questo sono e siamo convinti. "Sua Santità" ha scelto il "compromesso" per cercare di mettere fine al "massacro" del nostro "popolo" e della nostra "cultura" da parte del "regime comunista".

La Cina ha "indurito" le "misure repressive" dopo la "protesta" del 2008?

Il 2008 è stato uno "spartiacque". L’"anno" del Tibet. Le "manifestazioni pacifiche" di quei giorni hanno fatto conoscere la nostra causa all’"opinione pubblica mondiale". Pechino ha avuto paura di perdere il controllo della situazione. E ha reagito, come suo solito, con la "repressione". "Brutale" e "indiscriminata". Le "persecuzioni" contro "Monaci", "intellettuali", studenti, chiunque rivendichi il "diritto" a conservare la propria "cultura", sono aumentate nell’ultimo anno. A Marzo, poi – poco prima dell’"anniversario" delle "proteste" – , il "regime" ha lanciato la "Strike Hard Campaign" (l’"attacco decisivo"). Lhasa è stata "blindata". Sono stati schierati 600 "agenti", che hanno eseguito oltre 3mila "raid" in tre giorni. Alla fine, sono finite dietro le "sbarre" 6mila persone. In maggioranza "attivisti non violenti" o "artisti".

Quali sono le condizioni dei "tibetani" in "carcere"?

"Disumane". Vengono "torturati" per obbligarli a confessare "crimini immaginari". Vengono tenuti a "digiuno" fin quando non accettano di sottoporsi al programma di "rieducazione", ovvero di "assimilazione" alla "cultura cinese". Lo "slogan" della "Strike Hard Campaign" è: "Punizioni severe e rapide nel rispetto della legge". La prima parte è vera: i "sospetti" vengono "processati" nel giro di pochi giorni e "condannati" a pene durissime. I "giudizi", però, sono una "farsa".

La Cina sarà mai disposta a concedere l’"indipendenza" al Tibet? Non vi sembra di "lottare" per una "causa impossibile"?

Il sogno di un Tibet "libero" e "sovrano" non è "irrealizzabile". Certo, è una strada lunga, difficile, a tratti tanto "impervia" da sembrare "impercorribile". I "tibetani", però, sono pazienti. E la Cina è sempre più vicina al "collasso". L’"amministrazione centrale" è "corrotta". Il "regime" ha perso il consenso del "popolo". Il "regime" va avanti solo grazie al "pugno di ferro". Non so quanto potrà resistere.