Le "Ordinazioni Illegittime" in Cina,
"ferita" alla "Libertà Religiosa"

RITAGLI     "Escalation Statocratica":     CINA
"arroganza" e "paura"

Luci di Preghiera, da tutto il Mondo, per la Chiesa in Cina... Con semplicità e fiducia, i Cristiani Cinesi attendono il dono della Libertà di Fede!

Carlo Cardia
("Avvenire", 15/7/’11)

La Chiesa continua a soffrire in Cina, ferita nella Libertà Religiosa e nella Struttura Episcopale. Ignorando le garanzie minime di Libertà Religiosa previste dalle "Carte Internazionali" e la scelta di dialogo aperto e costruttivo della Chiesa di Roma con la grande Nazione Cinese, di nuovo è "Ordinato" un Vescovo senza "Mandato Pontificio", costringendo con modi intimidatori altri Vescovi "Legittimi" a partecipare all’Ordinazione.
Dalle prime notizie emerge un miscuglio di irregolarità e pressioni compiute dal Regime, perché Giuseppe Huan Bingzhan è "Ordinato" Vescovo nella Cattedrale di "San Giuseppe" a
Shantou (Guangdong) in una Cerimonia presieduta dal Monsignor Frang Xinyao, Presidente dell’"Associazione Patriottica Nazionale". All’Ordinazione hanno partecipato anche otto Vescovi fedeli a Roma, ed altri erano assenti, come Monsignor Zhuang Jinjian, "Ordinato" nel 2006 e sempre ostacolato dalle Autorità, e Monsignor Paolo Pei Junmin, che ha respinto ogni intimidazione Politica. Si conferma un quadro di sofferenza grave per i Cattolici, spinti e pressati a scelte non condivise, condizionati da "Strutture Associative" non riconosciute da Roma, sottoposti a controlli e vessazioni. La ferita è profonda, viola il Diritto dei Cittadini di organizzarsi liberamente in una Chiesa che trova in se stessa la legittimazione di Fede e di Struttura, rivela l’intento di sostenere una sorta di Chiesa "parallela", non fedele ai "principi" che professa e ai Pastori che la governano. Di qui, gli interrogativi sugli scopi che si vogliono perseguire con una "Escalation Statocratica" su ciò che i Cattolici hanno di più caro: la Libertà dei loro Pastori, Successori degli Apostoli, nello svolgere la propria Missione Spirituale senza pressioni, coercizioni, ingerenza da parte di chi non ha alcun potere Spirituale e dovrebbe garantire la Libertà di tutti. È la sofferenza per la lesione di quel Vincolo di Comunione che unisce tutti i Vescovi al Papa, Successore di Pietro, e costituisce la base della Comunione dei Cattolici di tutto il Mondo. In una prospettiva ampia, i Cattolici sanno che ogni tentativo di creare una Chiesa "fittizia", influenzata dai poteri Politici per dividere e confondere i Fedeli, è destinato a fallire. Lo sanno per Fede, perché il rapporto tra i Vescovi e il Papa è il fondamento stesso dell’Unità, della forza della Chiesa.
Lo sanno dalla Storia, perché ogni volta che Sovrani o Regimi "alteri" hanno voluto piegare e indebolire la Chiesa hanno dovuto ricredersi, tornare indietro, pentirsi, e non sono mai riusciti a intaccare quel legame che unisce nel profondo i Fedeli di tutto il Mondo con la Cattedra di "Pietro". È accaduto ad Imperatori, Re e Principi, lungo i Secoli, alle Rivoluzioni dell’Illuminismo che volevano plasmare la Struttura Sacerdotale ed Episcopale a proprio piacimento, ai Regimi Comunisti dell’
"Europa dell’Est" nel XX Secolo che hanno perseguitato Vescovi e Sacerdoti per decenni, ma sono crollati come "castelli di carta". Questa convinzione non cancella la sofferenza dei Credenti quando sono colpiti dal potere Politico, ma rafforza la fiducia sul fatto che la Libertà della Fede prevarrà ovunque nel Mondo. In una dimensione più vicina a noi, dobbiamo interrogarci sul perché le Autorità, dopo le proposte di dialogo aperto e costruttivo di Benedetto XVI con la "Lettera Apostolica" del 2009 alla "Chiesa in Cina", insistano nel colpire beni fondamentali come la Libertà Religiosa, anche in contraddizione con le tendenze "liberalizzatici" in campo Economico e Sociale. La risposta è complessa, ma un dato risalta tra gli altri; la Libertà Religiosa è tra quei Diritti che attiene alla dignità umana e permette ai Credenti di testimoniare la Fede e partecipare alla costruzione di una Società più giusta e solidale. Forse il Regime ha ancora paura, non si sente capace di accettare la testimonianza Spirituale dei Credenti e la loro partecipazione leale alla vita della Nazione. Questa difficoltà spingerà ancor più i Cattolici a dimostrare l’amore per il proprio Paese, la fedeltà ai "principi" Cristiani e ai Pastori "Legittimi" che li guidano. E spinge tutti noi ad unirci ai Cattolici Cinesi per la promozione dei lori Diritti, in primo luogo quello di poter vivere una Fede Cristiana libera ed autentica!