L’"invito" del Pontefice, e l’"impegno" dei Cattolici

RITAGLI     Da Assisi, una "Preghiera" per l’Italia,     DOCUMENTI
che sa stare "insieme"

Papa Francesco incontra i giovani dell'Umbria, alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in Assisi...

Carlo Cardia
("Avvenire", 5/10/’13)

Quasi un punto cruciale, di congiunzione! Il Papa, ad Assisi, celebra, con l’Italia, il suo Patrono, Francesco d’Assisi, prega per la pace e il nostro Paese, ci dona parole di saggezza, conforto, razionalità, perché possiamo riprendere un cammino che, nei giorni scorsi, ha corso il rischio di interrompersi! Il "Vescovo di Roma" esprime la sua vicinanza alla Nazione Italiana, pregando, «perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce, più che a ciò che divide»... Il Papa conosce le giornate difficili, di angoscia per il futuro, di vera sofferenza, della Politica Italiana, che potevano portare a una svolta drammatica, a un formidabile regresso, fino a vanificare il lavoro fatto negli ultimi anni! Ma ha visto che l’Italia ha molte cose che la tengono unita, solidale: la rendono capace di sopportare sacrifici grandi, stringersi attorno all’essenziale. Nei momenti più difficili della crisi, s’è come formato un coro, per fermare i responsabili della Politica dal compiere un passo fatale, dal superare la soglia di non ritorno: le forze sociali, economiche, culturali, in primo piano la Chiesa Italiana, con le parole della "Cei", e del Cardinale Angelo Bagnasco, hanno fatto sentire la propria voce, hanno spinto perché prevalesse una lungimiranza che sembrava persa. In queste voci, si è avvertita la capacità di reazione contro manovre sciagurate, che potevano creare fratture insanabili: si è sentita l’eco di una solidarietà senza rete, che unisce il Paese, e si manifesta nei passaggi più aspri. Ne abbiamo avuto conferma, anche quando l’Italia si è raccolta, con un sentimento di sgomento, partecipazione, attorno alle vittime della sciagura verificatasi nel Mare di Lampedusa: un sentimento, che riflette un deposito di solidarietà forte, dentro di noi, capace di dar vita a uno straordinario sostegno, per i patimenti di chi ha cercato di raggiungere il nostro Paese... Questo patrimonio comune non può essere scalfito, disperso, con visioni miopi, deformanti, della Politica, del Governo della "cosa pubblica"!
Forse, le parole del Papa possono accostarsi a quelle del Presidente
Giorgio Napolitano, che ha, senza soste, incoraggiato la classe Politica a ritrovare le ragioni dello «stare insieme»: farle prevalere su quello spirito di fazione, che è il miglior alleato di una crisi che non risparmia nessuno, sta divorando il futuro delle nuove generazioni, toglie fiducia a ogni ceto sociale, a ogni soggetto della vita economica e produttiva... Sono parole rivolte al futuro, che invitano a evitare gli errori del passato, a costruire ciò che tutti si aspettano dai responsabili del Governo!
C’è molto da ricostruire, nelle Istituzioni e nella società! Qualcosa s’è incrinato, non solo all’interno di alcune forze Politiche, ma nella fiducia della gente: qualcosa, che deve essere recuperato, per rimetterci in cammino... In primo luogo, la consapevolezza che non c’è più spazio per piccole o grandi guerre di notabili, che finiscono in un vortice privo di qualsiasi dignità Politica. L’approdo, cui queste guerre stavano portando, ha, alla fine, spaventato anche i rispettivi guerrieri, i quali, per convinzione o per convenienza, si sono ritirati dalla mischia. Ora, è necessario il secondo passo, indicato dal Papa, per recuperare il senso e i contenuti del bene comune, che tutti noi conosciamo: esso consiste nello stringersi insieme, per ridare, anzitutto ai giovani, una prospettiva di impegno nel lavoro, per la propria famiglia, per coloro che hanno sempre di meno, e sono affidati alla solidarietà altrui!
Per raggiungere questo obiettivo, è indispensabile coniugare una scala di valori etici, che spinga ad una solidarietà collettiva, di cui non possiamo perdere memoria! Stiamo parlando delle fondamenta che reggono una società, e non possono essere messe a rischio da chi coltiva interessi personali, o di fazione... L’augurio, e la Preghiera, del "Vescovo di Roma", per un Paese come l’Italia, vicina alla Chiesa, per tante ragioni storiche e Spirituali, costituiscono un gesto di fiducia e di speranza: testimoniano l’impegno dei Cattolici per fermare ciò che porta alla disgregazione, porre le basi di una coesione sociale fondata su valori, nei quali ci si riconosca veramente!