CHIESA NEL MONDO

«La "Chiesa Cattolica" in "Medio Oriente": comunione e testimonianza;
"La moltitudine di coloro che erano diventati credenti
aveva un cuore solo e un’anima sola" ("At 4,32")».
È il tema dell’"assise" di cui ieri Benedetto XVI ha anticipato la convocazione.

RITAGLI     Card. Sandri:     DOCUMENTI
«Un evento che aiuterà la "pace" nella regione»

Il Prefetto della "Congregazione per le Chiese Orientali":
«Il "Sinodo" porterà frutti spirituali
e il rilancio del dialogo "ecumenico" e "inter-religioso"».
Il Cardinale argentino ha partecipato, con Bertone,
all’incontro del Papa coi "Patriarchi".
«Un segno di vicinanza a terre "martoriate"».

Papa Benedetto XVI, messaggero di pace e di dialogo...

Da Roma, Gianni Cardinale
("Avvenire", 20/9/’09)

Il Cardinale argentino Leonardo Sandri è il Prefetto della "Congregazione per le Chiese Orientali". Insieme al "Segretario di Stato", il Cardinale Tarcisio Bertone, ha partecipato all’incontro di Castel Gandolfo di Benedetto XVI con tutti i Patriarchi e Arcivescovi maggiori delle Chiese di "rito orientale" in comunione con Roma. Entrambi i "porporati", insieme ad alcuni collaboratori, avevano avuto un incontro preparatorio con i "gerarchi" orientali Venerdì pomeriggio. Per illustrare l’incontro in cui il Papa, tra l’altro, ha annunciato la celebrazione nel 2010 di un "Sinodo Speciale" per il "Medio Oriente", raggiungiamo al telefono il Cardinale Sandri, quando si sta preparando per recarsi al "Santuario" di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. «L’ho detto anche al Santo Padre – ci dice – metterò ai piedi di San Pio tutte le intenzioni maturate oggi, soprattutto quelle della pace, dell’unità della testimonianza della "Chiesa" in Oriente».

Eminenza, cosa ci può raccontare di questo incontro del Papa con gli undici Capi delle "Chiese Cattoliche" di "rito orientale"?

Tutti i Patriarchi e gli Arcivescovi maggiori hanno rinnovato la loro fedeltà, obbedienza e lealtà nei confronti del Successore di Pietro, nella persona di Papa Benedetto XVI. Questo, ecclesiologicamente, è la base, la forza del loro inserimento nella vita della "Chiesa Universale". Costituendo così le "Chiese Orientali Cattoliche" che sono, come amava ripetere Giovanni Paolo II, l’altro "polmone" della Chiesa. Poi ciascuno di essi, con tutta chiarezza e onestà, ha espresso i problemi principali che li assillano.

Quali?

Si tratta soprattutto dei problemi che possono nascere per la limitazione della loro "giurisdizione" nei territori non "patriarcali".

Di cosa si tratta?

Queste "Chiese Cattoliche" di "rito orientale" vivono il problema di una forte "emigrazione" di propri fedeli dai territori dove sono storicamente nate. Così alcune di queste Chiese si trovano ad avere più fedeli fuori che dentro il proprio territorio "patriarcale". E quindi hanno bisogno di costituire delle "strutture", che bisognerà studiare, per poter assistere pastoralmente questi loro fedeli, nei "Paesi del Golfo", ad esempio, o nei "Paesi Europei". Questa esigenza vale in modo particolare per i cattolici di "rito orientale": ucraini, romeni e indiani. Il Papa, che per altro era già stato informato di queste questioni, ha ascoltato con grande attenzione e alla fine ha offerto anche appropriati "orientamenti".

Sembra particolarmente urgente la questione dell’assistenza dei "cattolici orientali" nei Paesi del "Golfo Persico" e in Kuwait...

In effetti in quei paesi si trovano migliaia e migliaia di cattolici filippini, di "rito latino", e indiani, di "rito latino", ma anche "siro-malabaresi" e "siro-malankaresi". E i "Pastori" di queste "Chiese Cattoliche Orientali" vorrebbero avere anche loro la possibilità di seguire i loro fedeli nel modo dovuto. Ma anche in Italia, ad esempio, con l’accordo delle "gerarchie locali", i tanti "immigrati" ucraini e romeni hanno bisogno anch’essi di una "assistenza spirituale" adeguata. Altrimenti non ci possiamo lamentare se si rivolgono alle "comunità ortodosse" o alle "sette protestanti".

Quali altri problemi sono stati trattati?

Un’altra questione – riguardante soprattutto l’"Europa Orientale" – concerne gli "edifici di culto" dei "greco-cattolici" che vennero confiscati e che, al contrario di quanto avvenuto per altre Chiese e "comunità cristiane", non sono stati restituiti. È un problema di fondo, di "libertà religiosa" che deve valere per tutti e non solo per i "culti" che sono maggioritari in un Paese. Noi cattolici siamo molto larghi in questo, difendiamo e garantiamo i diritti degli altri cristiani nei paesi dove siamo maggioranza. Purtroppo laddove i nostri "confratelli" sono minoranza, molte volte non sono trattati con la stessa dignità.

In coda al suo "Discorso" di ieri, il Papa ha anche annunciato la celebrazione di un "Sinodo Speciale" per il "Medio Oriente". Il primo del genere, visto che in passato non ci sono stati "Sinodi Regionali", ma solo "generali", "continentali" o riguardanti un solo Paese (Olanda e Libano)...

Si tratta di un annuncio che di per sé non riguarda tutti i "Patriarcati" e "Arcivescovadi" maggiori presenti – come gli ucraini, i romeni e gli indiani – ma che manifesta la vicinanza del Papa per questa regione del mondo particolarmente martoriata da "conflitti" che non finiscono e che portano "emigrazione", disagio, perdita anche della presenza dei cristiani che sono un elemento essenziale di questi Paesi come esempio di convivenza con altre religioni.

Quindi, si tratterà di un "Sinodo" con una forte implicazione, per così dire, "inter-religiosa"...

E anche "ecumenica". Sarà un momento molto importante, anche perché noi possiamo vedere le cause esterne che possono incidere nelle situazioni di "crisi" che caratterizzano il "Medio Oriente": la guerra, il "terrorismo", la violenza. Ma la cosa principale è che la Chiesa stessa abbia un momento di "auto-coscienza" del proprio dovere e impegno di vivere la "vita cristiana" come si deve. E questo sarà una spinta in più per la pace, per il dialogo "ecumenico" e per quello "inter-religioso". Non ho dubbi che questo "Sinodo Speciale" porterà molti "frutti spirituali" per tutto il "Medio Oriente".

I "lavori preparatori" cominceranno subito?

Certamente. È già stata nominata una "commissione preparatoria" di cui – insieme ad alcuni Patriarchi – è membro anche il sottoscritto, e i Cardinali Ivan Dias di "Propaganda Fide", Walter Kasper, del "Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani", e Jean-Louis Tauran, del "Dicastero" per il "Dialogo Inter-Religioso".