"GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI"

Mons. Celli: «"Preti" aperti alle "potenzialità", ma attenti ai "rischi"».
Oggi la "44ª Giornata delle Comunicazioni Sociali".

RITAGLI     "Educare" ai nuovi "media", sfida "pastorale"     DOCUMENTI

Il "Presidente" del "Dicastero Vaticano" commenta il "tema" scelto dal Papa:
«La "missione" principale della "Chiesa" resta sempre l’"annuncio" del "Vangelo"».

Da Roma, Gianni Cardinale
("Avvenire", 16/5/’10)

«Il Sacerdote e la Pastorale nel Mondo Digitale: i nuovi Media al servizio della Parola». È questo il "tema" scelto da Benedetto XVI per la "Quarantaquattresima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali" che la "Chiesa Cattolica" celebra in questa Domenica. Segno anche dell’interesse e dell’attenzione con cui il Papa, che ha dedicato alla "Giornata" un apposito "Messaggio" diffuso lo scorso 23 Gennaio, e i suoi stretti "Collaboratori", guardano alle nuove opportunità che la "tecnologia" offre. E in prima linea in questa valorizzazione c’è il "Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali", presieduto dall’"Arcivescovo" Claudio Maria Celli. «La "missione" primordiale della "Chiesa" è l’"annuncio" della "Parola" – spiega ad "Avvenire" il "Presule" – , ed è innegabile che oggi il "mondo digitale" offre delle possibilità "inimmaginabili" fino a qualche anno fa».

E quindi la "Chiesa" segue attentamente tutta la "problematica", con una valutazione complessivamente "positiva" nei confronti del "mondo digitale"...

Certamente, anche se da parte della "Santa Sede" non c’è "ingenuità", perché siamo perfettamente anche consapevoli dei "limiti" connessi con le "nuove tecnologie".
Ma, in questo caso, la "Santa Sede" e il Papa vogliono sottolineare le possibili opportunità favorevoli offerte.
Proprio perché la "Parola" di Cristo Signore, che salva l’uomo, risuoni anche nel "mondo digitale". Il problema è come sfruttare queste opportunità nei diversi "contesti mondiali". Un conto è, infatti, il
"contesto asiatico", in cui è importante anche l’aspetto del "dialogo" con le grandi "tradizioni religiose", e un altro conto è quello "europeo", caratterizzato dalla "secolarizzazione".

Il "mondo digitale" può essere, in pratica, un modo per raggiungere "luoghi" ed "ambienti", dove non riesce ad essere "fisicamente" presente?

Conosco un "Parroco" di una grande "città europea", un "Sacerdote" colto ed intelligente, che ha aperto un "Sito interattivo". E lui mi ha detto: è più la gente che viene a visitare il mio "Sito", piuttosto di quella che frequenta la "Messa" la Domenica. Non penso che il "mondo digitale" possa sostituire quella che è la vita normale della "Chiesa". Ma la "Chiesa" deve essere presente in quelle, per usare la bella e suggestiva "immagine" indicata dal Papa nel suo "Messaggio", pubblicato a Gennaio, grandi "auto-piste" del "mondo cibernetico", dove gli uomini di oggi si ritrovano. Sappiamo benissimo che oggi i "giovani" passano più tempo davanti allo schermo del "computer" che a quello della "tv". Ed è bello che anche in queste grandi "auto-piste" i "giovani" possano imbattersi nella "Parola" del Signore, che, amo pensare, ha posto la sua "tenda" anche nel "mondo cibernetico".

Lei prima accennava ai "rischi" connessi all’uso delle "nuove tecnologie". A cosa pensava?

Una delle grandi "preoccupazioni", che sono proprie anche delle "istituzioni civili", è quella della "protezione" dei "minori". È noto che oggi i bambini navigano da soli in "Internet". Con tutti i "rischi" che si possono immaginare. La "Chiesa", che è maestra d’"umanità", può aiutare le persone a usare responsabilmente gli "strumenti" messi a disposizione dalle "nuove tecnologie".

Il "Messaggio" di quest’anno è dedicato in modo speciale ai "Sacerdoti", anche alla luce dell’"Anno speciale", che si chiuderà a Giugno...

Il Papa nel suo "Messaggio" parla di «Pastorale nel Mondo Digitale», su questo è stato molto chiaro. Ma non tutti i "Sacerdoti" potranno dedicarsi a questo particolare "campo d’azione", perché anche ci qui ci vuole una particolare "vocazione". Speriamo che i "giovani Sacerdoti", che sono, come dicono gli "americani", "digital born", sappiano svolgere la propria "missione pastorale" nella "cultura attuale", che è stata cambiata, alterata, dalle "nuove tecnologie".

Un "fenomeno" nuovo è quello dei "blog" e del "social network"...

Anche in questo è necessaria l’"educazione". Sono "strumenti" delicati. In cui si corre il rischio di essere "strumenti" di "menzogna", di non rispetto della "dignità" della persona. Una volta se c’erano degli "spettacoli indegni" si invitava a non vederli. Questo rimane. Ma con l’espansione delle "nuove tecnologie interattive", questo non basta più. Dobbiamo "educare" le persone a giocare un ruolo positivo non solo nel ricevere, ma anche nel porre in essere le nuove "realtà comunicative", come sono appunto i "blog" o "Face-book".