"PIETRO E IL MONDO"

RITAGLI     «Decisivo il ruolo delle "Chiese"     DOCUMENTI
in "Medio Oriente"»

Andrea Riccardi: «Sono un "seme" di "democrazia" e di "pluralismo".
Questo "Viaggio" lo sottolinea.
Importante l’"amicizia" di Ratzinger con Chrisostomos».

Papa Benedetto XVI porta pace e benedizione, per gli abitanti dell'Isola di Cipro...

Da Roma, Gianni Cardinale
("Avvenire", 6/6/’10)

«Quello di Benedetto XVI è un "Viaggio" reale e anche molto "simbolico". È un "Viaggio" tipicamente – direi – "Ratzingeriano". Dai significati "spirituali", ma con un occhio alla "storia"». Il "Professore" Andrea Riccardi, "Fondatore" di "Sant’Egidio", è al seguito del Papa a Cipro, dove nel 2008 la "Comunità" ha tenuto il suo "22° Meeting Inter-Religioso". A lui chiediamo di commentare il ruolo della "Chiesa" e dei "cattolici" come attori di "pace" e "riconciliazione religiosa" e "politica" nell’"Isola" e in tutto il "Medio Oriente". «Qui si sente – spiega – il confronto con un tipo di presenza "Musulmana" come quella "Turca". Presenza particolare ma che, come dicono i "Francesi", è "incontournable", "inaggirabile". Cipro è una "frontiera" tra mondo "Turco" e mondo "Ortodosso", ma è anche "frontiera" con il "Medio Oriente", anche "economicamente". Ed è significativo che si sia scelto di iniziare qui il "Sinodo Speciale per il Medio Oriente"».

Dove però i "cristiani" continuano a diminuire...

C’è grande preoccupazione per il loro "calo". Il dramma della "guerra" in Iraq ha portato al loro "dimezzamento". Poi c’è l’incertezza della situazione "libanese", che pure è tra le migliori, e poi la piccolezza della "Comunità" in "Terra Santa". Bisogna avere il "coraggio" di essere più solidali con questi "cristiani". Ma bisogna anche dire che questi "cristiani" devono in un certo senso "rifondare" la loro "identità spirituale". E a questo mira il "Sinodo".

Quale può essere il ruolo dei "cristiani" nel "Medio Oriente" di oggi?

Ritengo che "politicamente" e "civilmente" questa presenza di piccole "minoranze cristiane" sia una presenza importantissima, perché è un "seme" di "democrazia" e di "pluralismo". Altrimenti questi "Paesi" si sarebbero ridotti ad un "totalitarismo Musulmano".
Mi diceva un mio amico: se ne vanno i "cristiani", poi verrà il problema delle "minoranze etniche", e poi di quelle all’interno del "mondo Musulmano" ("Sciiti", "Drusi", "Alauiti"...). E noi conosciamo i rischi e le tentazioni che il "mondo Musulmano" vive in questo momento nella forma del "fondamentalismo" e dell’"integralismo totalitario".

Il "Viaggio" del Papa ha un significato anche dal punto di vista "ecumenico"...

Giovanni Paolo II aspettò ventun anni per visitare un "Paese Ortodosso", la Romania. Benedetto XVI lo può fare al quinto anno del suo "Pontificato". E questo "gesto coraggioso" è stato possibile anche per la capacità di stabilire una "amicizia" di tipo personale con l’"Arcivescovo" Crisostomo. Questo si è sentito molto nelle parole del "Metropolita Ortodosso" che ha anche calmato qualche "bollente spirito" del suo "Sinodo". Crisostomo Venerdì ha pregato col Papa, ha recitato il "Padre Nostro" insieme a lui. E quanti sono gli "Ortodossi" che pregano con i "Cattolici"? Questi sono fatti estremamente importanti e ci fanno riflettere sul fatto che anche il "dialogo teologico" se non si immerge nel "dialogo" nell’"amore" rischia di essere sterilmente "accademico", e di essere "manipolato".

Lei parlava di "Viaggio coraggioso", in che senso?

È stato un "gesto" di grande "coraggio" perché nessun "Capo di Stato" viene a Cipro e lui lo ha fatto, e questo ha toccato il cuore dei "Greco-Ciprioti". Ma non è venuto in funzione "anti-Turca", come si è visto anche dalla calma con cui è stata trattata la triste vicenda del "Vescovo" Padovese.

In questo "Viaggio", sono presenti anche i "Patriarchi" delle "Chiese Cattoliche" di "Rito Orientale", che gli "Ortodossi" considerano, con tono "dispregiativo", "uniati"...

Il "Cardinale Siro-Cattolico" Moussa Daoud non poté accompagnare Giovanni Paolo II in Grecia. Mi sembra un segnale di "accettazione mutua". E questo è importante perché nei momenti di difficoltà, e nelle "tragedie", i "cristiani" debbono riscoprire la loro "unità". E non è sempre così in queste "Chiese Orientali" che, bisogna dirlo, tante volte sono "divise" al loro interno. Perché quando si perde il senso della "missione" ci si divide.

E quale può essere la "missione" dei "cristiani" oggi in "Medio Oriente"?

L’"evangelizzazione" è molto difficile. La "missione" può essere quella di far crescere una cultura di "pace", una "pre-evangelizzazione" dell’"amore". Si tratta di "sfide" grandi. È per questo che il Papa unisce queste "Chiese" in un "Sinodo" cui parteciperanno, come "Delegati fraterni", anche esponenti delle "Comunità Ortodosse".