VIVERE LA "FEDE"

L’"Anno Sacerdotale", che ora giunge alla sua "conclusione",
«segna un "nuovo inizio" per tutto il "Popolo" di Dio,
che ha potuto apprezzare meglio il "Ministero" e la "testimonianza" di vita dei "Presbiteri"»:
parla il "Porporato Brasiliano", "Prefetto" della "Congregazione per il Clero".

RITAGLI     «Un tempo di "grazia"     DOCUMENTI
perché i "Preti" tornino a ciò che è "essenziale"»

Il "Cardinale" Hummes:
«Quest’"Anno" non è stato soltanto un "Evento Vaticano",
ma ha toccato anche le "Chiese locali"».
Il ruolo positivo del "Pontefice", l’"attualità" del "Curato d’Ars".
"Pedofilia", coscienza del "male" e il cammino di "purificazione".

SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY, IL CURATO D'ARS (1796-1859). PAPA BENEDETTO XVI, con fede e coraggio, guida la Chiesa e i Sacerdoti sulla via del Vangelo...

Da Roma, Gianni Cardinale
("Avvenire", 9/6/’10)

La fine dell’"Anno Sacerdotale", che ha il suo culmine in questi giorni a Roma, non «segna un "termine", ma un "nuovo inizio" con nuovo ardore e con nuove "energie spirituali" per i "Sacerdoti" e per la "Chiesa" nel suo insieme». Parola del Cardinale Claudio Hummes, "Prefetto" della "Congregazione per il Clero".

"Eminenza", quale è stato il livello di "recezione" dell’"Anno Sacerdotale" nella "Chiesa Universale"?

L’"Anno Sacerdotale" è stato molto ben recepito. Fin dal momento della sua "Indizione". Me lo ha confermato lo stesso "Santo Padre" quando ho avuto modo di parlare con lui. Ero sicuro che anche i "Presbiteri" sarebbero rimasti contenti che tutta la "Chiesa" si ricordi di loro in una forma così "solenne". Ed è stata veramente una grande "grazia".

Quali sono stati gli aspetti "qualificanti" di questo "Anno"?

Innanzitutto siamo riusciti a promuovere un "Anno" in senso positivo nei confronti dei nostri "Sacerdoti": per incoraggiarli, aiutarli, per far capire quanto la "Chiesa" riconosce quello che loro fanno, il loro "Ministero", e quello che loro sono, la loro "testimonianza" di vita. Secondo punto importante è stato che l’"Anno" è stato vissuto realmente nelle "Chiese locali". Non si è trattato di una iniziativa centrale della "Curia Romana" e basta. Anzi. Le "Conferenze Episcopali", le "Diocesi", le "Parrocchie", tante "Parrocchie", hanno vissuto intensamente l’"Anno". Tutto il "Popolo" di Dio si è mostrato vicino e in qualche modo responsabile dei propri "Sacerdoti". Un altro aspetto importante sono stati gli "Incontri Nazionali" di "Presbiteri" che si sono celebrati nel mondo. Io ho partecipato ad alcuni di essi e ho sempre trovato un alto livello di "spiritualità" e di "riflessione" sulla identità del "Sacerdozio", e vi ho avvertito anche forte l’"urgenza missionaria" che oggi è necessaria non solo nelle terre della "prima evangelizzazione", ma dappertutto anche nei "Paesi" di "antica cristianità". Come ci ricorda il Papa non basta conservare le "Comunità" esistenti, anche se questo è importante, ma è necessario uscire e andare a cercare sia i "battezzati" che si sono "allontanati", sia quelli che non sono mai stati "coinvolti" nella vita della "Chiesa". Questa dimensione "missionaria" è stata veramente viva in questo "Anno Sacerdotale"!

Quali sono gli "esempi" che più l’hanno colpita in questo "Anno"?

Innanzitutto il "Santo Padre". Non si è mai stancato di ricordare l’"Anno Sacerdotale". Lo ha fatto nelle sue "Omelie", nei suoi "Discorsi", nelle sue "Catechesi" del Mercoledì. È sempre tornato su questo "tema" con delle "riflessioni" molto profonde, incoraggianti e "illuminanti" per tutta la "Chiesa", ma soprattutto per i "Sacerdoti". Per tutti noi è stata una presenza importante, che abbiamo ammirato e di cui dobbiamo "rendere grazie". Un evento che mi ha impressionato in modo particolare è stata poi la "Festa" di San Giovanni Maria Vianney che abbiamo celebrato ad Ars il 4 Agosto dello scorso anno. Si è trattato di un momento "forte" per me personalmente: c’erano molti "Pellegrini", non solo "Sacerdoti". Un altro momento è stato poi quello del "Ritiro Spirituale Internazionale" dei "Sacerdoti", celebrato, sempre ad Ars, lo scorso Settembre. Sono stato colpito, commosso, da dal modo in cui i "Preti" presenti hanno vissuto quei giorni in un clima molto "fraterno", con una grande voglia di approfondire la loro "spiritualità Sacerdotale".

Qual è l’"eredità" che il "Curato d’Ars" lascia ai "Sacerdoti" di oggi?

Ovviamente non si può imitare letteralmente il "Curato d’Ars" ad un secolo e mezzo di distanza. La "cultura" è cambiata, la "storia" è andata avanti.
Ma il "Ministero" specifico del "Sacerdote", del "Parroco", lui li ha svolti in un modo veramente valido per tutti i tempi. Perché l’essenza del "Sacerdozio" è lo stessa per tutti i tempi, secondo quanto stabilito da Gesù Cristo. Il "Curato d’Ars" nella sua "piccolezza umana" rimane come una "gigantesca" ed esemplare "figura Sacerdotale".

Quali sono le "indicazioni concrete" che la "figura" del "Curato d’Ars" può dare ai nostri "Preti"?

Innanzitutto la sua "spiritualità". Lui era veramente un uomo di "preghiera". I suoi "Parrocchiani" lo percepivano realmente come un "Prete" che passava le notti in "adorazione" davanti al "Santissimo Sacramento" per pregare per la sua gente affinché si "convertisse" al Signore. Poi era un uomo dell’"Eucaristia". L’"Eucaristia" era al centro della sua vita personale e anche i "Parrocchiani" percepivano la "Messa" come il centro della "vita cristiana", come la grande forza dei "cristiani" nel mondo. Un altro punto centrale della sua "testimonianza" era poi il "Sacramento" della "Confessione". La gente cerca la "pace", il "perdono" e la "riconciliazione". Gesù è venuto per il "perdono" dei "peccati". E il "Sacerdote" ha ricevuto questo potere "sacro" di perdonare i "peccati". E non può fare a meno di questo "Ministero". Deve offrirlo agli uomini. Un altro aspetto importante della "figura" del "Curato d’Ars" è quello della "missione". San Giovanni Maria Vianney non aspettava i suoi "Parrocchiani" in "Chiesa". Se c’era uno solo del suo "gregge" che non veniva lui si preoccupava di andarlo a trovare. Era cosciente che doveva "rispondere" davanti a Dio di tutti quelli che gli erano stati "affidati", nessuno escluso.

L’"Anno Sacerdotale" si è incrociato con la "triste" vicenda delle "accuse" di "abusi sessuali" rivolte ai "Chierici"...

È stata una situazione per certi versi "paradossale". Ma questo forse ci ha "illuminato", ci ha aiutato a prendere "coscienza" più profonda su quanto accaduto riguardo agli "abusi", di come sia necessario fare una grande "purificazione" nella "Chiesa", e di quanto questa "purificazione" sia necessaria. Credo che l’"Anno Sacerdotale" ci ha aiutato a vivere bene questo momento di "purificazione" necessaria.

Le "Cerimonie" di questi giorni segnano la "fine" dell’"Anno Sacerdotale". E poi?

Questi giorni non segnano un "termine", ma un "nuovo inizio". L’"Anno Sacerdotale" non è stato concepito come un "evento" da compiere e che resta nel "passato". Noi speriamo veramente che questo "Anno" sia un inizio di un "tempo nuovo" di "grazia" per i "Sacerdoti" già in attività e per i "Seminaristi" che si preparano ad esserlo.