"INTERVISTA"

RITAGLI     «"Avvento",     DOCUMENTI
chiamati alla "gioia" sulla via della "conversione"»

Mons. Marini, "Maestro" delle "Celebrazioni Pontificie":
«Con questo "Tempo Forte" dell’"Anno Liturgico",
la "Chiesa" ci aiuta a "ri-orientare" verso Gesù la nostra "esistenza"».

Papa Benedetto XVI, pregando per la Vita Nascente, ci guida, nell'Avvento, alla gioia dell'incontro con Dio...

Da Roma, Gianni Cardinale
("Avvenire", 27/11’10)

Stasera Benedetto XVI presiede in San Pietro la Celebrazione dei "Primi Vespri" della "Prima Domenica di Avvento". La Liturgia quest’Anno è inserita in una «Veglia per la Vita Nascente», promossa dal "Pontificio Consiglio per la Famiglia", cui aderiscono le Comunità Cattoliche di tutto il mondo. Sul significato dell’Avvento e su questo significativo «abbinamento», "Avvenire" ha intervistato Monsignor Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.

Monsignor Marini, qual è il "significato" dell’"Avvento"?

L’Avvento è il tempo dell’attesa. Dell’attesa che fa riferimento a una venuta, quella del Signore Gesù, il Figlio di Dio, l’unico Salvatore del mondo. Il Popolo Cristiano, in questo Tempo Forte dell’Anno Liturgico, vive la propria Fede rinnovando la consapevolezza gioiosa di una triplice venuta del Signore, quella di cui parlano anche i Padri della Chiesa.

Cioè?

Una prima venuta, della quale fare grata memoria, è quella del Figlio di Dio nella storia degli uomini, al momento dell’Incarnazione. Una seconda venuta è quella che si realizza nell’oggi della vita, e che è incessante. Essa prende forma in una molteplicità di modi, a cominciare dall’Eucaristia, presenza reale del Signore in mezzo ai suoi, per continuare con i Sacramenti, la Parola della Divina Scrittura, i fratelli, soprattutto se piccoli e bisognosi. Una terza venuta, da attendere nella speranza, è quella che si realizzerà alla fine dei tempi, quando il Signore ritornerà nella Gloria e tutto sarà "ricapitolato" in lui.

L’"Avvento" ha anche una dimensione "Mariana"...

Nel Tempo dell’Avvento il Popolo Cristiano è chiamato a rinnovare la consapevolezza che la sua vita è tutta contenuta nel Mistero di Cristo, Colui che era, che è e che viene. Anche per questo, l’Avvento è un Tempo marcatamente «Mariano». La Santissima Vergine è colei che in modo unico e irripetibile ha vissuto l’attesa del Figlio di Dio, è colei che in modo singolare è tutta contenuta nel Mistero di Cristo.

In che modo i singoli "Fedeli" e le "Comunità Cristiane" possono aiutarsi a vivere meglio questo "Momento Forte" del "Tempo Liturgico" della "Chiesa"?

Entrando in questo Tempo con l’atteggiamento interiore di chi si prepara a vivere un periodo di conversione e di rinnovamento, orientando con decisione la propria vita al Signore Gesù. La Chiesa, con l’Anno Liturgico, ci offre periodicamente la grazia di vivere momenti Spiritualmente "forti", occasioni propizie per ritrovare lo slancio del cammino verso la Santità. Nell’Avvento un tale slancio ha un tono singolare, che è quello della gioia. La gioia al pensiero che il Signore si è già mostrato nel suo volto di amore Misericordioso e inimmaginabile. La gioia al pensiero che il Signore è nostro contemporaneo e vicino oggi, nel presente della nostra esistenza, nella quotidianità semplice delle nostre giornate. La gioia al pensiero che il futuro non è avvolto nell’oscurità, ma risplende della luce del Cielo di Dio in Cristo. Tutto questo diventa esperienza di vita anche in virtù di un cammino personale e Comunitario di conversione, fatto di una più intensa e prolungata Preghiera, di una qualche forma Penitenziale e di distacco dalla mentalità del Secolo presente, di una Carità più generosa e autenticamente Cristiana.

Quali sono le "caratteristiche" delle "Celebrazioni" in questo "periodo"?

La Liturgia, per il tramite dei Riti e delle Preghiere, conduce alla partecipazione attiva del Mistero celebrato. Pertanto, nella Celebrazioni del Tempo di Avvento, deve trasmettere il senso dell’attesa tipico dell’Avvento. Lo deve fare con le sue Preghiere, con il suo Canto, con il suo silenzio, con i suoi colori e con le sue luci. In tutto deve farsi presente il Mistero del Signore che viene, lui che è il Principio e la Fine della storia; in tutto deve rendersi in qualche modo toccabile la gioia vera e sobria della Fede; in tutto deve trasparire l’impegno per il cambiamento del cuore e della mente per un’appartenenza più radicale a Dio.

E quali le "particolarità" delle "Liturgie Pontificie"?

Se pure in un contesto peculiare, quale quello dovuto alla presenza del Santo Padre, le Liturgie Pontificie non possono che presentare le caratteristiche tipiche di questo Tempo dell’Anno. Con una nota in più: quella della esemplarità. Perché non è mai da dimenticare che le Celebrazioni presiedute dal Papa sono chiamate a essere punto di riferimento per l’intera Chiesa. È il Papa il Sommo Pontefice, il grande "Liturgo" nella Chiesa, colui che, anche attraverso la Celebrazione, esercita un vero e proprio Magistero Liturgico a cui tutti devono rivolgersi.

Quest’"Anno" in particolare la "Liturgia" dei "Primi Vespri" di "Avvento" è inserita in una «Veglia per la Vita Nascente». Qual è il "significato" di questo particolare «abbinamento»?

Si tratta di un abbinamento che si sta rivelando felice. L’iniziativa di una «Veglia per la Vita Nascente», promossa dal "Pontificio Consiglio per la Famiglia", viene in tal modo ad inserirsi nella Celebrazione di Inizio dell’Avvento, un Tempo quanto mai indicato per il richiamo al Tema della "Vita". L’Avvento è il Tempo dell’attesa di Maria, che portava nel Grembo il Verbo di Dio fatto Carne. L’Avvento è l’attesa della "Vita Vera", quella che si è manifestata nel Figlio di Dio fatto uomo, pienezza e compimento del disegno di Dio sull’umanità. In quella "Vita", apparsa a Betlemme, ha trovato significato nuovo e definitivo la dignità di ogni vita umana. Così, davvero, pregare per la "Vita Nascente", nel contesto della Celebrazione dei "Primi Vespri" per l’Inizio dell’Anno Liturgico, risulta significativo e Provvidenziale!