I "GESTI" DELLA "FEDE"

Il "Vescovo" Catella:
«Un "periodo" per ripensare "progetti" di "vita".
Il "Natale" è l’irrompere della "luce" dentro la nostra "storia"».

RITAGLI     «"Avvento",     DOCUMENTI
un "tempo" che apre alla "speranza"»

«La figura di "Maria", nel suo ruolo di "Madre",
è proposta come il "modello" del "Cristiano",
che non è "dormiente", ma, al contrario, è "attivo" e "impegnato"».

Da Roma, Gianni Cardinale
("Avvenire", 1/12/’10)

"Avvento" come Tempo di attesa e di speranza. È l’indicazione che lo stesso Benedetto XVI ha dato nel breve "Discorso" pronunciato Domenica mattina prima della Recita dell’"Angelus". E di questo Tema parliamo con Monsignor Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato e Presidente della "Commissione Cei" per la "Liturgia".

"Eccellenza", qual è il "significato" dell’"Avvento"?

Sono le Celebrazioni e i Libri Liturgici ad aiutarci a capire il significato e il valore di questo Tempo. Tempo breve, sono Quattro Settimane, ma intenso. Il Lezionario, l’insieme delle Letture Domenicali e Feriali, e il complesso delle Orazioni ci aiutano a scoprire tre Temi che si fondono insieme.

Cominciamo dal "primo"...

È quello che fa presente le realtà ultime. Quindi "Avvento" inteso come venuta piena e definitiva del Signore Gesù alla fine dei tempi. L’incontro personale, l’incontro dell’umanità, l’incontro della storia ultimo e definitivo con il Signore. E le Letture richiamano il senso dell’esistenza non come un fatto statico ma come un andare incontro, un andare verso. Quindi un fatto impegnativo per intendere la propria vita come cammino incontro al Signore. Questo è il primo Tema.

Ed il "secondo"?

È un Tema più propriamente "Natalizio". Come preparazione immediata all’"Avvento" inteso come venuta nel Tempo e nella storia del Signore Gesù: l’Evento della "Incarnazione". Questo atto di supremo amore di Dio nei confronti dell’uomo per cui non soltanto Dio si schiera, come ci diceva già l’Antico Testamento, dalla parte dell’uomo e in maniera particolare del povero, dell’orfano, della vedova, dello straniero, ma addirittura assume l’umana natura, si fa uno di noi, diventa in tutto e per tutto, fuorché nel peccato, nostro fratello in umanità e per esperienza conosce così la vita umana nei suoi lati positivi e belli ma anche in quelli difficoltosi.

Infine, il Tema "Mariano"...

In effetti, quale Tempo dell’Anno è il più idoneo e adatto a guardare a Maria di Nazareth? In fondo "Avvento" è prepararsi ad una Natività, ad una Nascita, al cui centro c’è anche una Madre. Una Madre che è proposta come il modello del Cristiano che nella storia non è dormiente, ma è attivo e impegnato.

I "Fedeli", e le "Comunità", come possono vivere questo "Tempo"?

Intanto, impegnandosi di "ritradurre" tutto questo in pensieri, ma soprattutto in progetti di vita concreti. L’"Avvento" è un Tempo che apre alla speranza e quindi apre alla concreta possibilità di progettare. Il "Natale" è l’irrompere di questa luce dentro la nostra storia. Una strada che si apre. Una porta che si spalanca davanti. Perché la storia sta a cuore di Dio, tanto che la fa sua, viene a viverla. Quindi un primo impegno è quello di uscire dall’avvilimento, dall’abbattimento, e guardare alla realtà concreta come portatrice di speranza se è inabitata dall’amore. Il "Natale" è questo segno che la storia non è abbandonata. Ciascuna persona sta davvero a cuore di Dio.

"Avvento" è anche "Tempo" in cui, in "famiglia", si costruisce il "Presepio"...

La sua preparazione può essere veramente utile in famiglia, nelle Comunità, negli Oratori, nei Gruppi Parrocchiali. Questo preparare il Presepio è un fatto semplice, ma anche bello e artistico. L’immedesimarsi in quei Personaggi che guardano, che scrutano, e che sanno riconoscere in un fatto così banale, quale è il nascere di un Bambino, un segno grande e forte e umile e per questo vero e autentico di Dio che si fa carico della nostra umanità.

Ed in che modo ci si può preparare a vivere le "Liturgie" di questo "periodo"?

Accogliendo Settimana dopo Settimana il contenuto delle Letture che ci vengono proposte. Così la "Prima Domenica", che abbiamo già trascorso, ha declinato soprattutto l’annunzio della venuta ultima e definitiva e ci ha invitato ad avere atteggiamento di vigilanza. È stata l’occasione per aiutarci a riflettere su questa sfida: ma vale davvero la pena attendere oggi? C’è qualcosa da attendere? La Comunità Cristiana nel proporre con umiltà e con forza, con fede viva e semplice, l’atteggiamento dell’attesa fiduciosa dice che c’è qualcosa per cui vale davvero la pena attendere. Non è come aspettando "Godot", che non arriva mai.

"Domenica" prossima, le "Scritture" ci ricorderanno la figura di "Giovanni il Battista"...

Sì, comincia ad entrare in scena questo Personaggio scabro, poco accomodante, che annuncia questa imminente venute che giudica e insieme salva, che aiuta a scoprire ciò che è valido da ciò che non è valido, ciò che aiuta da ciò che non aiuta, ciò che regge alle prove e ciò che non regge. Nella "Terza Domenica" poi incontriamo sempre il "Battista", che non solo annuncia, ma incontra il Signore Gesù. Un po’ come noi: non lo incontra direttamente, ormai è già in Prigione, e ha qualche dubbio, lui che è figura forte e dritta: sei proprio tu quello che deve venire? E Gesù dà i segni. Sta cominciando la liberazione dell’uomo.

Infine, la "Quarta Domenica"...

Dove incontriamo la presenza di Maria e Giuseppe. E il Testo di Matteo, che leggiamo quest’Anno, è più sbilanciato verso Giuseppe. Con il suo dubbio e con il suo atto umile e forte di fede che, in un Evento che può essere variamente interpretato, apre la ragione ad un di più che gli viene dall’Alto e che gli permette di capire che si tratta di un Evento pieno di amore e di presenza del Signore!