RIFLESSIONE

RITAGLI     Il principio di "responsabilità"     MISSIONE AMICIZIA

P. Massimo Casaro
("Missionari del Pime", Marzo 2010)

È il 5 Aprile 1943, quando il "teologo protestante" Dietrich Bonhoeffer viene arrestato per "cospirazione" contro Hitler. Sarà impiccato a Flossenbürg, il 9 Aprile 1945. La sua è una "testimonianza" esemplare, resa in nome di Gesù Cristo. Scrive in "Resistenza e resa": «Il coraggio "politico" può crescere solo sul terreno della "responsabilità" libera dell’uomo libero [...]. Essa ha il suo fondamento in Dio, il quale esige che l’uomo assuma liberamente nella "fede" il rischio dell’azione "responsabile" e che promette "perdono" a chi, così facendo, diventa "peccatore"». Ed ancora: «Siamo stati "testimoni" silenziosi di azioni "malvagie", abbiamo imparato l’arte della "simulazione" e del discorso "ambiguo", l’esperienza ci ha resi diffidenti nei confronti degli uomini e spesso siamo rimasti in debito con loro della "verità" e di una parola libera; conflitti insostenibili ci hanno resi "arrendevoli" o forse addirittura "cinici": possiamo ancora essere utili? Non di "geni", di "cinici", di "dispregiatori" d’uomini, di "strateghi" raffinati avremo bisogno, ma di uomini schietti, semplici, retti. La nostra forza di "resistenza interiore" contro ciò che ci viene imposto sarà rimasta abbastanza grande, e la sincerità verso noi stessi abbastanza implacabile da farci ritrovare la via della "schiettezza" e della "rettitudine"?».
C’è una parola che ritorna frequentemente, soprattutto negli "Atti degli Apostoli", ed è "parresia", "schiettezza". Una "virtù" che Dio chiede, impone ai suoi "discepoli", e che s’impegna a sostenere con il dono dello "Spirito", perché sempre incombe il rischio di soccombere allo "scoraggiamento". L’immagine dei "discepoli" nel "Getzemani", prima addormentati, poi in fuga, è esemplare in proposito.
Lo scopo della "vita morale", infatti, non è far trionfare il bene ma opporsi al male. Il trionfo del bene spetta a un "Altro". Ma per opporsi al male non basta una generica "buona volontà"; occorre anche l’intelligenza delle cose. Senza di questa il "Vangelo" si trasforma in una "favola" vagamente consolante, e la "fede" in una sostanziale perdita di tempo.