VIAGGIO IN MISSIONE...

RITAGLI     Brasile: la "sfida" dell’immenso!     MISSIONE AMICIZIA

Una "sfida" grande che fa grande l’uomo, che l’accetta con coraggio ed umiltà...

Uno sguardo sulla Favela di San Paolo, nel Sud del Brasile...

P. MASSIMO CASARO
("Missionari del Pime", Settembre 2010)

Questa estate ho trascorso più di due mesi in Brasile. Alla ricerca delle tracce che il "Pime" ha lasciato in tanti anni di lavoro missionario e dei volti di amici molto cari. Ho trovato le une e gli altri. Con questi ultimi ho trascorso giornate intense.
E poi le grandi città,
San Paolo conta circa 20 milioni di abitanti, e i fiumi, e la foresta.
Poi la gente. Un incredibile mosaico di popoli arrivati da tutte le parti del globo, che si sono fusi od hanno deciso di conservare gelosamente la loro identità. Gente comunque bella, cordiale e simpatica. Come le loro Messe, accompagnate da una musica che varia dal lento al "valzer", ma sempre ritmata dalla batteria elettronica.
Mi ha colpito, nella Parrocchia di San Paolo
nella quale lavorano i Padri del "Pime", ma non credo sia un caso isolato, la Processione di "intronizzazione" del Vangelo. Molte delle persone presenti avevano in mano la Bibbia aperta sul brano del giorno, ed hanno seguito il Sacerdote che apriva la Processione. Un modo per mettere in risalto l’importanza che la Comunità riconosce alla Parola.
Certo i problemi non mancano: ci sono le cosiddette "sette evangeliche" che contendono, per così dire, il primato della Chiesa Cattolica, e il problema dello sfruttamento razionale e sostenibile dell’immensa
Foresta Amazzonica. Anche in Brasile, come nel resto del mondo, il bisogno di consolazione a buon mercato tende a prevalere sulla libertà responsabile, che in alcun modo contraddice la fede autentica, e il denaro acceca l’uomo impedendogli di abitare il mondo in modo da poterlo consegnare, sempre abitabile, alle generazioni future.
Una "sfida" grande che fa grande l’uomo, che l’accetta con coraggio ed umiltà.
Ed io come sono tornato? Che bilancio ho fatto al termine del mio viaggio?
Non so dirvelo perché, mentre sto scrivendo, dalla mia finestra posso ancora contemplare la foresta e l’immensità liquida e fuggevole del Rio. Ma ne parleremo in uno dei prossimi
Editoriali.
Per ora non mi resta che augurarvi un sereno e fruttuoso anno di lavoro!