RIFLESSIONE

RITAGLI     Difficile "libertà"     MISSIONE AMICIZIA

Vorrei, questa volta, parlare della "libertà",
più precisamente della "fatica" che comporta
il retto "esercizio" della "libertà".

P. MASSIMO CASARO
("Missionari del Pime", Febbraio 2011)

Vorrei, questa volta, parlare della "libertà", più precisamente della fatica che comporta il retto esercizio della libertà. Ma soprattutto della tentazione, sempre incombente, di volerla in qualche modo limitare. Tentazione alla quale allude Fëdor Dostoevskij, ne "I fratelli Karamazov", quando delinea la figura del "Grande Inquisitore". Un uomo pratico che vuole rendere la vita più sicura e rassicurante, limitando drasticamente la libertà che la discrezione Divina ha reso disponibile all’uomo. Lui sa, infatti, che la libertà è troppo pesante per le deboli spalle dell’uomo e che, quindi, ha da essere governata e, alla fine, negata; che gli uomini, in fondo, preferiscono la sicurezza garantita all’incertezza che accompagna sempre il faticoso esercizio della ricerca e del confronto. «Tu volesti il libero amore dell’uomo – quasi sibila rivolgendosi a Gesù – , volesti che Ti seguisse liberamente, incantato e conquistato da Te! Al posto dell’antica Legge fissata saldamente, da allora in poi era l’uomo che doveva decidere con libero cuore che cosa fosse bene e che cosa fosse male, e come unica guida avrebbe avuto davanti agli occhi la Tua immagine: ma è possibile che Tu non abbia mai pensato che alla fine avrebbe discusso e rifiutato anche la Tua immagine e la Tua verità, se lo si opprimeva con un peso così spaventoso come la libertà di scelta?».
Tuttavia, se è faticoso e potenzialmente rischioso l’esercizio della libertà, è certamente nocivo volerla costringere. Il permanere e, forse, l’affermarsi del bene dipende, infatti, dalla libera decisione degli uomini di continuare a cercarlo, liberando e abitando lo spazio pubblico, luogo privilegiato in cui la responsabilità prende forma nel confronto delle idee e nella testimonianza delle vite. È una sfida che noi Cristiani dobbiamo accettare, con consapevolezza tipicamente Evangelica, che la fedeltà ottenuta con il controllo non solo è illusoria ma soprattutto impedisce alla Fede di fiorire, in modo tale da essere presente al Mondo in quella forma che solo la libertà sa trovare e offrire!