RIFLESSIONE

RITAGLI     L’insostenibile "pretesa"     MISSIONE AMICIZIA

Che cosa vuol dire, oggi, riflettere sulla "Missione"?

P. Massimo Casaro
("Missionari del Pime", Ottobre 2011)

Che cosa vuol dire, oggi, riflettere sulla Missione? Prima di tutto significa accorgersi che è un concetto bisognoso d’un intenso processo di chiarificazione! Perché la Missione, così come noi la intendiamo, ha da fare i conti con la Verità. Ma quando nella Missione fa la sua comparsa la verità, le difficoltà non tardano ad apparire.
"Siamo, infatti, persuasi!", afferma l’
Apostolo Paolo. E la sua persuasione si fonda su ciò che gli è accaduto sulla Via di Damasco. Senza quell’esperienza, che si è "imposta" come s’impongono tutte le vere esperienze che ci sottraggono alla nostra smania di controllo, lui, Paolo, non si sarebbe potuto riferire ad alcun convincimento che fosse strettamente legato alla Verità.
La verità, infatti, può essere un’altra cosa, cioè qualcosa che non si è conosciuto attraverso la dura esperienza della sottrazione a se stessi, ma tramite un procedimento di "predazione". Di qui il degenerare anche della "verità" religiosa in ideologia di conquista, e sempre di qui l’istintiva diffidenza che la riguarda.
Nel tempo, il problema di sottrarre la verità al pericolo della sua metamorfosi violenta è stato risolto con l’elaborazione del concetto di tolleranza, cioè riducendo la verità ad opinione. A questo proposito, tuttavia, il Priore di
Bose, Enzo Bianchi, fa giustamente osservare che se l’affermazione della tolleranza, cioè della pluralità, della diversità, delle relatività dei punti di vista rende ciascuno creatore autonomo di fini e di mezzi, il cui unico limite consiste nel rispetto di regole necessarie a evitare la degenerazione dei conflitti di interesse, questo, lo si voglia o no, non fa altro che innalzare un canto all’indifferenza. Cioè lasciare inevase le domande tipiche dell’animo umano, quelle che fioriscono, anche se non esclusivamente, nell’intimo di un grande dolore.
Noi, infatti, cerchiamo la verità non per dominare, ma per amare, e la offriamo perché la gioia di tutti sia piena!