"MESSAGGIO" DELLA "GIORNATA PER LA VITA 2015"

"Giornata della Vita", il "Messaggio" della "Cei": «Che "mondo", e quali "figli", lasceremo, al "futuro"?».

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"Denatalità", e "aborto", guariscono, grazie a «forme "creative", di "solidarietà"»:
ad esempio, l’"adozione" di bambini "soli", o di mamme in "difficoltà"!
Il "dovere", di dare risposta al "grido", che risuona, dalla "genesi" umana: «Dov’è, tuo "fratello"?».

Il "Consiglio Episcopale Permanente" della "CEI"
("Avvenire", 7/11/’14)

(AUDIO)

"37ª GIORNATA PER LA VITA": 1 Febbraio 2015

«SOLIDALI PER LA VITA»

Pubblichiamo il Testo del "Messaggio", della "37ª Giornata Nazionale per la Vita", del 1° Febbraio 2015, dal Titolo: «Solidali per la vita»...

«I bambini, e gli anziani, costruiscono il futuro dei Popoli; i bambini, perché porteranno avanti la storia: gli anziani, perché trasmettono l'esperienza, e la saggezza, della loro vita!». Queste parole, ricordate da Papa Francesco, sollecitano un rinnovato riconoscimento della persona umana, e una cura più adeguata della vita, dal concepimento, al suo naturale termine... È l’invito, a farci servitori, di ciò che "è seminato, nella debolezza" ("1 Cor 15,43"), dei piccoli, e degli anziani, e di ogni uomo, e ogni donna, per i quali va riconosciuto, e tutelato, il diritto primordiale alla vita!
Quando una famiglia si apre ad accogliere una nuova creatura, sperimenta, nella carne del proprio figlio, "la forza rivoluzionaria della tenerezza" e, in quella casa, risplende un bagliore nuovo, non solo per la famiglia, ma per l’intera società!
Il preoccupante declino demografico, che stiamo vivendo, è segno che soffriamo l’eclissi, di questa luce! Infatti, la denatalità avrà effetti devastanti, sul futuro: i bambini, che nascono oggi, sempre meno, si ritroveranno ad essere come la punta, di una piramide sociale rovesciata, portando su di loro il peso schiacciante, delle generazioni precedenti... Incalzante, dunque, diventa la domanda: che mondo, lasceremo, ai figli, ma anche, a quali figli, lasceremo il mondo?
Il triste fenomeno dell’aborto è una delle cause di questa situazione, impedendo, ogni anno, a oltre centomila esseri umani, di vedere la luce, e di portare un prezioso contributo, all’
Italia... Non va, inoltre, dimenticato, che la stessa prassi della fecondazione artificiale, mentre persegue il diritto del figlio ad ogni costo, comporta, nella sua metodica, una notevole dispersione di ovuli fecondati, cioè di esseri umani, che non nasceranno mai!
Il desiderio di avere un figlio è nobile, e grande; è come un lievito, che fa fermentare la nostra società, segnata dalla "cultura del benessere, che ci anestetizza", e dalla crisi economica, che pare non finire... Il nostro Paese, non può lasciarsi rubare la fecondità!
È un investimento necessario, per il futuro, assecondare questo desiderio, che è vivo, in tanti uomini, e donne! Affinché questo desiderio non si trasformi in pretesa, occorre aprire il cuore anche ai bambini già nati, e in stato di abbandono. Si tratta di facilitare i percorsi di adozione, e di affido, che sono, ancora oggi, eccessivamente carichi di difficoltà, per i costi, la burocrazia e, talvolta, non privi di amara solitudine. Spesso, sono coniugi che soffrono la sterilità biologica, e che si preparano a divenire la famiglia di chi non ha famiglia, sperimentando "quanto stretta è la porta, e angusta la via, che conduce alla vita" ("Mt 7,14")!
La solidarietà, verso la vita – accanto a queste strade, e alla lodevole opera di tante Associazioni – , può aprirsi anche a forme nuove, e creative, di generosità: come una famiglia, che adotta una famiglia! Possono nascere percorsi di prossimità, nei quali una mamma, che aspetta un bambino, può trovare una famiglia, o un gruppo di famiglie, che si fanno carico di lei, e del nascituro, evitando, così, il rischio dell’aborto, al quale, anche suo malgrado, è orientata...
Una scelta di solidarietà per la vita che, anche dinanzi ai nuovi flussi migratori, costituisce una risposta efficace al grido, che risuona, sin dalla genesi dell’umanità: "Dov’è, tuo fratello?"(cfr. "Gen 4,9"). Grido, troppo spesso soffocato, in quanto, come ammonisce Papa Francesco, "in questo mondo, della globalizzazione, siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza... Ci siamo abituati, alla sofferenza dell’altro: non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!".
La fantasia dell’amore può farci uscire, da questo vicolo cieco, inaugurando un nuovo "umanesimo": «Vivere, fino in fondo, ciò che è umano (...), migliora il Cristiano, e feconda la città!». La costruzione, di questo nuovo "umanesimo", è la vera sfida, che ci attende, e parte dal "Sì" alla vita!

Roma, 7 Ottobre 2014,
Memoria della "Beata Vergine del Rosario".

Il "Consiglio Permanente" della "Conferenza Episcopale Italiana".