"MESSAGGIO PER LA 10ª GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO"

1 Settembre 2015

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("Avvenire", 26/6/’15)

1. Leggere i segni, per comprendere i tempi

"Quando si fa sera, voi dite: ‘Bel tempo, perché il cielo rosseggia!’; e, al mattino: ‘Oggi, burrasca, perché il cielo è rosso cupo!’. Sapete, dunque, interpretare l’aspetto del cielo, e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?" ("Mt 16,2-3"). La risposta di Gesù, ai Farisei e Sadducei, invita a leggere i segni – quelli nel cielo, come quelli nella storia – , per vivere il tempo con saggezza, cogliendo, nella sequenza dei momenti, il "kairòs" – il tempo favorevole – , in cui il Signore chiama a seguirlo!

Quest’anno, a dare un particolare significato alla "Giornata per la Custodia del Creato", vengono a convergere tanti elementi, a partire dall’Enciclica "Laudato si’" (cfr. Papa Francesco, Lettera Enciclica "Laudato si’", 24 Maggio 2015, n. 14), che Papa Francesco ha dedicato alla questione ambientale! Assume, poi, un forte rilievo il "5° Convegno Ecclesiale Nazionale" ("In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo", Firenze, 9-13 Novembre 2015), così come il "Giubileo della Misericordia", che si aprirà l’8 Dicembre 2015... Uno sguardo credente cercherà di cogliere, nei momenti evidenziati, i legami che lo Spirito intesse, con una lettura, in profondità, dei segni dei tempi, secondo l’indicazione formulata, proprio cinquant’anni fa, dalla Costituzione Conciliare "Gaudium et spes"! In questa direzione, vorremmo riscoprire, in questo "Messaggio", una "sapienza dell’umano", capace di amare la terra, per abitarla con sobria leggerezza!

2. Per un umano rinnovato

L’orizzonte, del "Convegno Ecclesiale" di Firenze, orienta la Chiesa Italiana ad una rinnovata meditazione dello stile di umanità, che scaturisce dalla contemplazione di Gesù Cristo, il Figlio dell’Uomo! Come ci ricorda il Papa, Gesù "invitava a riconoscere la relazione paterna che Dio ha con tutte le creature, e ricordava loro, con una commovente tenerezza, come ciascuna di esse è importante, ai suoi occhi" ("Ibid.", n. 96)... Un Creato, dunque, da gustare, in tutta la sua bellezza, ed in rendimento di grazie, da abitare con coraggio, sobrietà, e in solidarietà con i poveri, entro la grande comunione delle creature! Un Creato riconosciuto, alla luce della Pasqua, come la grande opera del Dio "uni-trino", vivificata, e condotta a compimento, dallo Spirito creatore (cfr. "Rm 8,19 ss."): costituito, "secondo il modello Divino", è, quindi, esso stesso, "una trama di relazioni" ("Ibid.", n. 240)...

La Creazione appare, così, come spazio da abitare, nella pace, coltivandolo, e custodendolo, per costruirvi una vita buona condivisa! L’esperienza di tante generazioni credenti si fa, così, invito, per noi, perché impariamo, anche oggi, a vivere, in tale orizzonte, la nostra umanità, abitando la terra con una sapienza, capace di custodirla, come casa della famiglia umana, per questa, e per le prossime generazioni!

3. Una casa abitabile, per la vita di tutti

Tale sapienza porta, in sé, sfide e compiti impegnativi! Emerge, anzitutto, una forte istanza di giustizia, per superare, con decisione, un sistema economico, che non si cura dei soggetti più fragili, ma anche una profonda esigenza di ripensamento, dei nostri stili di vita... Mossi da una spiritualità, orientata alla "conversione ecologica" ("Ibid.", n. 216), essi dovranno essere leggeri, orientati alla giustizia, e sostenibili, sul piano personale, famigliare, e comunitario! Occorre tornare ad apprendere cosa significhi sobrietà, ripensando anche i nostri stili alimentari, privilegiando, ad esempio, le produzioni locali, e quelle che provengono da processi rispettosi della terra...

Strettamente connessa, a tale importante questione, è la difficoltà a garantire il diritto al cibo, in un tempo di instabilità climatica crescente! Sempre più spesso, eventi "meteorologici" estremi devastano la terra, e la vita delle persone! Siamo invitati a quella "responsabilità di proteggere" (Card. Pietro Parolin, "Intervento al ‘Summit Onu sul Clima’, del Settembre 2014"), che impegna le Nazioni a un’azione condivisa, per contenere le emissioni che modificano il clima, e riscaldano il pianeta... È "urgente, e impellente, lo sviluppo di politiche", affinché, "nei prossimi anni, l’emissione di anidride carbonica, e di altri gas, altamente inquinanti, si riduca drasticamente: ad esempio, sostituendo i combustibili fossili, e sviluppando fonti di energia rinnovabile" (Lettera Enciclica "Laudato si’", n. 26)!

Il 2015 vedrà un appuntamento fondamentale, in tal senso: la "Conferenza delle Parti" ("COP 21"), che si terrà, a Parigi, per definire il quadro di riferimento per la tutela del clima, nei prossimi anni... La Comunità Internazionale è chiamata a raggiungere accordi vincolanti, capaci di limitare l’entità del mutamento, condividendo impegni, e rischi, secondo giustizia! Vorremmo richiamare, in particolare, l’esigenza di un forte impegno del Governo Italiano, per un accordo di alto profilo, che garantisca un futuro sostenibile al clima planetario... Contribuire a tale impegno significherà, anche per l’Italia, rafforzare la sostenibilità dell’economia, privilegiando, sempre più, le energie rinnovabili, e potenziando l’"eco-efficienza": offrendo, così, anche nuove opportunità di lavoro!

4. Per una Chiesa in uscita

La Chiesa Italiana si sente profondamente coinvolta, in tale impegno, ed avverte la responsabilità di contribuirvi, per quanto le è possibile! Alcune indicazioni, in tal senso, possono venire da una ripresa delle "cinque vie", proposte dalla "Traccia", per il "Convegno Ecclesiale" di Firenze! Leggendole, in relazione alla "Giornata per la Custodia del Creato", vi scopriamo l’invito ad essere:
• una Chiesa, che sa "uscire" da ambiti ristretti, per assumere il Creato tutto – anche nelle ultime "periferie" – , come orizzonte della propria Missione, e della propria cura;
• una Chiesa, che sa "annunciare" il Vangelo, come "buona novella" per l’intera Creazione, come orientamento ad un umano, capace di coltivarla, in modo creativo, e rispettoso;
• una Chiesa, che "abita" la terra, come "sentinella", custodendone la bellezza, e la vivibilità, contro tante forme di sfruttamento, rapace ed insostenibile, contro le diverse forme di illegalità ambientale;
• una Chiesa, che "educa" – con parole, gesti, e comportamenti – a stili di vita sobri, e sostenibili, amanti della giustizia, ed allergici alla corruzione;
• una Chiesa, che "trasfigura" il Creato, celebrando il Creatore, e facendo memoria del suo dono, nell’Eucaristia, spazio di benedizione vivificante!

5. Su vie di pace

Percorrendo tali vie, accadrà, spesso, di incontrarvi Cristiani di altre Confessioni, pure impegnati nella celebrazione di questo tempo del Creato, e mossi dalla stessa profonda preoccupazione (cfr. "Ibid.", n. 7)! Accadrà pure, talvolta, di scoprire percorsi condivisi con i credenti di altre fedi, e con tanti uomini e donne di buona volontà... La collaborazione alla custodia del Creato costituisce, infatti, anche uno spazio di dialogo fondamentale, un contributo alla costruzione di pace al cuore della famiglia umana, in un tempo in cui essa appare minacciata! Accogliamo, in quest’anno, l’invito alla riconciliazione, che viene da Dio, sapendo che la pace con il Creatore – lo ricordava il Santo Papa Giovanni Paolo II, nel "Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace", del 1990 – chiama a vivere una pace profonda, con tutto il Creato!

Roma, 24 Giugno 2015
Solennità della "Natività di San Giovanni Battista"

La "Commissione Episcopale per i Problemi Sociali e il Lavoro,
la Giustizia e la Pace".
La "Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo".