"PIETRO E IL MONDO"

RITAGLI     «Difensore della "vita"     DOCUMENTI
nella Spagna di Zapatero»

L’"Intervista" ad Ignacio Camacho, ex "Direttore" del "Quotidiano" «Abc»...
«Quella del Papa è una "Visita Pastorale", non di "Stato"!».

Il Magistero di Papa Benedetto XVI, e le parole che rivolge al mondo, sono un aiuto alla vita, per crescere secondo l'amore...

Michela Coricelli
("Avvenire", 7/11/’10)

Le tensioni non sono mai mancate. Una lunga serie di Riforme radicali – dal matrimonio tra "omosessuali" alla ricerca scientifica sugli "embrioni" – hanno alimentato, negli ultimi anni, le controversie fra gli Elettori Cattolici, la Chiesa e la linea politica del "Premier" José Luis Rodriguez Zapatero. Ma l’attuale Visita di Benedetto XVI coincide con «un momento ragionevolmente e moderatamente tranquillo», per quanto riguarda i rapporti fra il Governo di Zapatero e la Santa Sede. Secondo Ignacio Camacho, ex Direttore e attuale Editorialista del Quotidiano "Abc", «l’Esecutivo di Zapatero ha sviluppato politiche mirate a segnare una chiara distanza dalla Chiesa. Lo ha fatto sia per condurre il Paese verso uno Stato specificamente Laico, sia per provocare delle divisioni interne in seno alla "Destra" e al "Centro-Destra"».

Qualcosa è "cambiato"?

Fondamentalmente, in questo momento, nell’Agenda del Governo ci sono ben altre preoccupazioni. Rispetto agli ultimi sei anni del Governo Zapatero, questo mi sembra il momento più tranquillo nelle relazioni con il Vaticano.

Che importanza ha, per il "Paese Iberico", la "Visita" del Papa?

Dal punto di vista Pastorale è ovvio: è un Viaggio molto importante. Anche perché è composto da due Visite altamente simboliche. Santiago, il "Cammino", che per secoli è stato il principale Itinerario Religioso del Cristianesimo. E poi la Consacrazione della "Sagrada Familia", da sempre considerato un elemento fondamentale della Catalogna.

È vero che la Catalogna è una delle "Regioni" più "secolarizzate" d’Europa?

A livello Europeo non posso assicurarlo, ma certamente è una delle aree più secolarizzate della Spagna. In qualsiasi caso si tratta di una secolarizzazione pacifica, non "belligerante".

Secondo lei, la "Chiesa" prova una "preoccupazione" particolare, per la crescita del "Laicismo" in Spagna?

La Chiesa è sempre preoccupata dell’avanzata del Laicismo. Ed è vero che la Spagna ha sempre avuto un ruolo storico di grande rilievo nella Tradizione Religiosa Cristiana. Ma credo che la preoccupazione sia più generale, a livello di fenomeno globale: non c’è un’angustia specifica Spagnola.

Il "Premier" Zapatero ha ridotto al minimo la sua "presenza", in questa "Visita Papale": saluterà il Papa, questa sera, quando ripartirà da Barcellona per Roma...

Io non lo critico per questo. Quella di Benedetto XVI non è una Visita di Stato, bensì una Visita Pastorale. Un’eventuale presenza di Zapatero ad un Atto Religioso – lui che non è uomo Religioso – secondo me sarebbe "posticcia", addirittura irritante. È vero, Zapatero ha limitato al minimo del Protocollo la sua partecipazione durante questo Viaggio, ma in ogni Atto il Governo viene rappresentato bene, attraverso il "Vice-Presidente" e altri Ministri.
Trovo molto più grave che dall’inizio del 2010 il "Premier" abbia ignorato del tutto l’
"Anno Santo Compostelano": non solo non gli riconosce un valore Religioso, ma neppure culturale, storico ed Europeo, quindi. Per me questo è scandaloso, molto più criticabile.

L’ultima "tappa" del "Viaggio" di Benedetto XVI, questa sera, sarà un "Istituto" che si occupa di bambini ed adulti "disabili"... Si attende un "messaggio" in difesa della "vita": domani, qui in Spagna, si riapriranno le "polemiche" sulla recente "Riforma" dell’"aborto"?

La Chiesa è obbligata a difendere la vita: è logico che venga ribadito nel Discorso del Pontefice. L’intenzione della Visita è chiara.
Ma non credo che questo ravviverà in modo particolare il dibattito sull’aborto, che del resto – ormai – riguarda tutto il mondo Latino.