LA "SAGRADA FAMILIA" DI BARCELLONA

RITAGLI     «In quel "Tempio" il riflesso     DOCUMENTI
delle radici "Cristiane" dell’Europa»

"Intervista" allo "Storico Gesuita", Garcia de Cortazar:
«Il "Progetto" di Gaudì nasce da ricerca "Mistica" e "dialogo" tra "fede" e "ragione"».

La Cattedrale della "Sagrada Familia", a Barcellona, in Spagna... ANTONI GAUDÍ I CORNET (1852-1926), l'Architetto ideatore della Cattedrale Spagnola!

Michela Coricelli
("Avvenire", 9/11/’10)

Un Inno alla Divinità, alla natura, all’uomo e alla sua famiglia: la "Sagrada Familia" di Barcellona ha conquistato il Pontefice. Un Tempio con un’infinita simbologia, aperto a diverse interpretazioni, come spiega ad "Avvenire" una delle voci storiografiche più autorevoli nel Paese Iberico: quella del "Gesuita" Fernando Garcia de Cortazar, Professore di "Storia Contemporanea" all’Università di Deusto e Autore di 59 Libri (fra i quali una «Storia della Spagna» in Italiano). Una delle chiavi per comprendere l’«Opera magistrale di Antoni Gaudì – afferma – è che fu un Tempio espiatorio per i peccati del mondo operaio, del Movimento Anarchico, ma anche della Borghesia. Dopo i problemi della Rivoluzione Liberale del XIX Secolo, la Chiesa Spagnola decideva di ostentare in modo grandioso la fede con questo Tempio e con la Cattedrale di Madrid, l’"Almudena"».

Cosa "sintetizzò" Gaudì nella "Sagrada Familia"?

Da una parte il Tempio riflette le inquietudini Religiose del Genio del Modernismo Catalano, che si apprezzano nella ricchissima simbologia Cristiana dell’edificio. Ma esprime anche la ricerca di Gaudì dell’Arte globale. La "Sagrada Familia" è segnata dal carattere profondamente Mistico dell’Architetto, ma contiene anche l’altra anima di Gaudì: risponde, in fondo, al desiderio di affermazione "Catalanista", in linea con il "Parco Guell", altra grande Opera dell’Artista a Barcellona.

Il Papa, durante la "Cerimonia di Consacrazione", sembrava affascinato dalla "bellezza" del "Tempio"...

È un’Opera realmente abbagliante. Non a caso è "Patrimonio dell’Umanità". Ed è anche il Monumento più visitato a Barcellona.

Il Pontefice, proprio dalla "Capitale Catalana", ha lanciato un forte "Messaggio", in difesa della "famiglia" e della "vita"...

È stato un Discorso in linea con la sensibilità della Chiesa, che considera alcune Legislazioni un attentato contro la famiglia, il nucleo fondamentale della società. Naturalmente la Visita ha avuto un carattere "Europeista", non solo Spagnolo. Pensiamo all’importanza di Santiago de Compostela come primo battito del cuore d’Europa. Quanto alla rivendicazione delle radici Cristiane dell’Europa, credo che solo un’interpretazione settaria potrebbe negare il contributo del Cristianesimo alla costruzione del Continente. Ovviamente, bisogna sempre evitare la tentazione del "Nazional-Cattolicesimo".

Paradossalmente, in Spagna, c’è chi si stupisce del "Messaggio Papale" in difesa della "vita". Cosa ne pensa?

Mi sembra realmente magnifico lo sforzo del Pontefice che, con il suo grande livello intellettuale, cerca sempre di unire fede e ragione, dimostrando che non sono antagoniste, ma al contrario: entrambe si fecondano e si complementano. Lo ha sempre fatto, fin dagli inizi del suo Pontificato, ribadendo che la scienza non è nemica della Religione e che la fede si manifesta anche attraverso la ragione.

Non pensa che anche la "Sagrada Familia", in fondo, sia proprio una "sintesi" fra "fede" e "natura", "Religione" e "scienza"?

Effettivamente questo era un dibattito molto acceso ai tempi di Gaudì: la natura o il "sovrannaturale"? Ma Dio manifesta la sua bellezza attraverso la natura. Come "Gesuita", sono rimasto colpito dalle citazioni che ha fatto il Pontefice nei suoi Discorsi: due dei quattro Santi che ha nominato erano "Gesuiti". E proprio Ignacio de Loyola, il nostro Fondatore, aveva sviluppato quest’idea nei suoi Esercizi Spirituali: la contemplazione per raggiungere l’amore – diceva – era anche nell’osservazione della natura, che ci porta a Dio. L’Arte, in generale, ci porta a Dio!