LA "CHIESA" IN AFRICA

RITAGLI     Dal "Sinodo Africano",     DOCUMENTI
un nuovo sguardo di fede

Il "Vescovo" di Sarh (Ciad):
«La "Chiesa Africana" ha preso coscienza, una volta di più,
dell’urgenza di mettersi a servizio della "pace" e della "riconciliazione".
Partendo non da "analisi politiche", ma dal "Vangelo"».

Mons. Edmond Djitangar*
("Mondo e Missione", Dicembre 2009)

Il secondo "Sinodo dei Vescovi" per l'Africa, concluso da poche settimane, si è svolto in un clima di "famiglia", segnato da grande serenità e fiducia. La presenza silenziosa e permanente del "Santo Padre" è stata di grande conforto. Come lui stesso ha fatto notare, «il tema, di per sé, era una sfida non facile», perché c'era il rischio di una «deriva» politica. È infatti difficile parlare della "persona" senza considerarla in tutte le sue dimensioni umane ("socio-politiche" ed economiche) e spirituali. Senza un radicamento nella "Bibbia", una base "teologica" sicura e una visione chiara del nostro «essere-Chiesa», il discorso su "riconciliazione", "giustizia" e "pace" poteva facilmente sfuggire di mano.
La contemplazione del "Cristo-servo" e la relazione nuova stabilita tra Dio e gli uomini e tra di loro attraverso la sua "Croce" ci hanno mantenuti all'interno del senso della "Chiesa" e delle nostre responsabilità di "Pastori". Lo testimoniano le proposte del "Sinodo", in cui si ricapitolano le situazioni "socio-economiche" che interpellano l'impegno concreto della "Chiesa" e i mezzi da utilizzare per favorire una cultura di "solidarietà" e "pace".
Tra i temi che maggiormente hanno richiamato l'attenzione dei "Padri Sinodali" c'è senz'altro quello della "famiglia", intesa come "santuario" della vita e «Chiesa domestica». Si tratta di un pilastro fondamentale della "Chiesa" in Africa, purtroppo minacciato da "ideologie" contrarie alle nostre culture. La "famiglia africana" ha bisogno di essere sostenuta "pastoralmente". Una formazione adeguata dei suoi membri può trasformare la "famiglia cristiana" in una scuola di vita della "riconciliazione", della "giustizia" e della "pace". È destinata a diventare "missionaria" negli avvenimenti della vita quotidiana, attraverso la testimonianza del suo impegno cristiano.
Il secondo tema forte è la coscienza che tutta la "Chiesa-famiglia di Dio", nei suoi vari membri, è destinata a mettersi al servizio della "riconciliazione", della "giustizia" e della "pace": "Pastori", persone "consacrate", "catechisti", "laici", bambini, giovani, donne... È apparso urgente che la "Chiesa" in Africa debba organizzarsi (a livello "diocesano", nazionale o regionale) per essere presente in tutte le sfere della vita "socio-economica", culturale e politica, e partecipare ai grandi dibattiti della società: istruzione, sanità, alimentazione, sicurezza, ambiente, "emigrazione"... In questo modo potremo tradurre nella realtà dei fatti quello che suggeriva il titolo di questo secondo "Sinodo": «La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace».
Ma la "Chiesa-famiglia di Dio" in Africa si inserisce anche in un contesto di "Chiesa universale".
Per me il "Sinodo" non è stato una semplice riunione di "Vescovi africani" a Roma come temevo, ma è stato un "kairós" per tutta la "Chiesa universale", che non solo ha sentito il «grido dell'uomo africano», ma si è messa all'ascolto delle gioie, delle inquietudini e delle speranze della "Chiesa-famiglia di Dio" in Africa, nel contesto di una nuova "Pentecoste".
C'è una netta presa di coscienza che la "missione" della "Chiesa-famiglia di Dio" in Africa è, prioritariamente, annuncio della "Buona Novella". La proclamazione del "Vangelo" trova nel servizio alla "riconciliazione", alla "giustizia" e alla "pace" un terreno d'applicazione concreto.
"Riconciliazione", "giustizia" e "pace" non possono realizzarsi senza l'esigenza della verità a tutti i livelli della nostra vita "ecclesiale" ("famigliare", "sociale", "sacerdotale" e "religiosa"), delle nostre responsabilità e impegni. È per questo che siamo incoraggiati a portare uno sguardo di fede rinnovata e positiva sulle realtà particolari dei nostri "Paesi" e del nostro "Continente".

* "Vescovo" di Sarh, in Ciad