IL PAPA IN LIBANO

RITAGLI     Mounir Khairallah:     DOCUMENTI
«Noi "Cristiani",
chiamati ad una "Missione"
di "comunione" e di "testimonianza"»

Il Vescovo "Maronita" di Batroun: «Essere "pochi", non ci mette paura!
La "qualità" di una "presenza", non dipende dal "numero"!».

Il Libano si prepara ad accogliere Benedetto XVI, testimone di pace per il Medio Oriente!

Allegria ed amcizia tra i fedeli, pronti a festeggiare Papa Benedetto...

Benedetto XVI, accanto alla folla in festa, venuta a dargli forza nel suo Viaggio!

Messaggi di Benvenuto segnano il cammino, nella Visita del Papa in Libano...

Papa Benedetto saluta i giovani, nell'Incontro alla Piazza di Bkerké! Benedetto XVI firma l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale, "Ecclesia in Medio Oriente"...

Tanti cuori Libanesi festeggiano il Papa, mentre arriva tra le vie di Beirut!

Camille Eid
("Avvenire", 11/9/’12)

«Non è sufficiente una "mobilitazione", per poter parlare di successo della Visita! Il successo dipende, anzitutto, dalla nostra attitudine di accoglienza di ciò che il Papa ci dirà, riguardo i Temi trattati dal "Sinodo sul Medio Oriente", e per confermarci nella nostra Missione!». Mounir Khairallah, Vescovo "Maronita" di Batroun, parla di successo già assicurato, «visto che il Papa viene, nonostante le circostanze sfavorevoli nella Regione».

Quando il "Sinodo" si è tenuto, non era cominciata la "Primavera Araba"...

È cambiato il contesto Regionale, ma la Missione dei Cristiani è sempre la stessa: testimoniare l’amore, l’apertura all’altro, il rispetto della diversità e del "pluralismo"... E questo è, oggi, più urgente che mai! Se vogliamo assistere ad una vera "Primavera Araba", dobbiamo garantire a tutti la libertà di opinione, di espressione e di coscienza. Ed assicurare ai Cristiani, quali cittadini "autoctoni" ed autentici, pari diritti e doveri.

Non le sembra troppo, chiedere ai "Cristiani", di pensare ad una «Missione», quando sono preoccupati per la loro "sopravvivenza"?

Noi Cristiani non abbiamo paura, né per la nostra presenza né per il nostro ruolo! La presenza non dipende dal numero, bensì dalla qualità della nostra testimonianza. Il Papa ci richiamerà al "Titolo" del "Sinodo", «Comunione e Testimonianza». Comunione di veduta tra tutti i Cristiani, attraverso un rinnovato impegno Ecumenico: testimonianza, davanti ai non Cristiani... Per questo serve un attaccamento alla Fede, un attaccamento alla terra, che è una terra "benedetta", e un attaccamento ai nostri valori!

Cosa significa, per lei, l’aver scelto il Libano, per mandare un "messaggio" ai "Cristiani" di tutta la "Regione"?

Se il Papa ha scelto il Libano, è perché il Libano offre un esempio! Ne sono consci anche i nostri "connazionali" Musulmani. Nei loro "Discorsi", i "Leader" Musulmani riprendono molti degli "Slogan" lanciati da Giovanni Paolo II, nel corso della sua memorabile Visita: il «Libano messaggio», il Libano modello di convivenza, il Libano del "pluralismo", e del rispetto della diversità Religiosa e Culturale. Ciò significa che loro aspettano che il Papa torni ad affermare il ruolo dei Cristiani. Ma c’è un’altra scelta significativa!

Quale?

Quella di arrivare il "14 Settembre", giorno dell’"Esaltazione della Santa Croce", che i Cristiani Orientali celebrano con grande Solennità, perché rappresenta la vittoria della Croce, che è insieme amore e perdono, sulla Morte!

"Festa della Croce", "perdono"... Queste "parole", la toccano da vicino...

Sì, è l’anniversario dell’assassinio dei miei genitori, nel lontano 1958! Mia zia Suora, che aveva preso in custodia me e i miei piccoli fratelli, ci esortava a pregare, non tanto per i nostri genitori, accolti dal Padre nel suo Regno, bensì per il loro assassino. Quando ho raccontato questa mia esperienza, davanti ai Profughi "Sciiti" accolti nella mia Diocesi, molti hanno capito il valore Cristiano del perdono!

"Profughi Sciiti", a Batroun? Quando mai?

È successo durante la Guerra del 2006, tra Israele ed "Hezbollah"! Abbiamo accolto per un mese decine di Famiglie di Touline, nel "Sud"... Da questa accoglienza gratuita, è nata una solida amicizia tra le nostre Comunità. Quando mi sono recato con i miei Fedeli a trovarli, siamo stati festosamente accolti dagli «Scout Musulmani», che portavano in mano una Croce. Molte Famiglie "Sciite" mi hanno addirittura chiesto di benedire le loro case, ricostruite dopo i bombardamenti!