Le "parole", i "mandati" e la "mappa" di Rio

RITAGLI     È "bella", la "strada"     DOCUMENTI

Francesco celebra la Messa Conclusiva della "Gmg", sulla spiaggia di Rio de Janeiro!

Nel volo aereo, di ritorno dal Brasile, Papa Francesco ricorda ai giornalisti l'importanza delle missione della Chiesa... Il Papa, durante la Veglia di Preghiera con i giovani, a Copacabana!

Stefania Falasca
("Avvenire", 29/7/’13)

La pioggia battente di emozioni, parole, immagini, abbracci, sorrisi e lacrime, che è caduta copiosa sulle Giornate di Papa Francesco in Brasile, ci metterà del tempo a depositarsi, come un ricordo caro, nel fondo della memoria dei milioni di persone che vi hanno preso parte dal vivo, e dell’immenso popolo che, in tutto il mondo, le ha seguite grazie ai "Media"! Ma già ora il mosaico, composto dalle mille tessere delle "Giornate di Rio", più che a una "foto-ricordo", assomiglia a una "Road-Map"... È come il punto di ripartenza di una bella strada, che si srotola all’orizzonte, su cui camminare! Perché queste non sono state "solo" le "Giornate dei Giovani", ma l’"Epifania", il disegno di tutta la Chiesa di Francesco. Questo è stato il "sentire" del Papa fin dall’inizio, fin dal primo, voluto gesto, di "ritorno" ad Aparecida, cuore della Chiesa. Un sentire, sottolineato da due Incontri Ecclesiali, conclusivi e "paradigmatici"!
La strada che Papa Francesco ha indicato, nelle Giornate "speciali" del
Brasile (ma lo stesso fa a Roma, nella trama dei giorni ordinari, scandita dalle Messe quotidiane a "Santa Marta"), è quella dell’avventura Cristiana vissuta e riproposta nei suoi termini elementari. Lo spettacolo che ha commosso tutti, e incuriosisce il mondo, è quello sempre nuovo del Vangelo, vissuto "sine glossa". Quello dello stupore dirompente e dell’allegria contagiosa, che scattano quando si sperimenta che Gesù ci vuole bene, e la sua misericordia abbraccia ogni peccatore. Questo, ha mostrato Francesco! E ha ripetuto a tutti che, sulla strada bella del Vangelo, non s’inizia a camminare, e nemmeno si va avanti, per sforzo o per applicazione propria. Il primo passo, e ogni passo successivo, lo si compie per attrattiva. Tutto, può iniziare solo da lì! Perché «Cristo stesso ti attira, e ti porta in braccio, col suo perdono»... «La via di Dio è l’incanto, il fascino», ha detto Sabato, nel suo Incontro con i Vescovi Brasiliani, aggiungendo che anche «la missione nasce proprio da questo fascino Divino, da questo stupore dell’incontro»!
A una simile avventura, sono chiamati tutti, e tutti possono venire. Tutti gli uomini, così come sono, con le loro fragilità e debolezze. Non piccole congreghe di iniziati con le carte in regola, ma le moltitudini, dove ognuno è un tesoro, più prezioso di tutti i "Pil" del mondo, e di cui erano figura le folle festanti e commosse, che hanno assediato la "Jeep" e l’"utilitaria" Papale, nei giorni di Rio.
Papa Bergoglio ha parlato ai giovani, li ha paragonati alle «pupille degli occhi», ha esaltato il dono e lo spettacolo imparagonabile della gioventù dimentica di sé, dei milioni di ragazzi e ragazze a cui ha riproposto la vittoria, «più grande della "Coppa del Mondo"», promessa da Cristo: una vita, «feconda e felice, e un futuro con Lui che non avrà fine, la Vita Eterna»! Nelle parole e nei gesti di Francesco, le "Giornate di Rio" non si sono mai ridotte a una "kermesse" giovanilista, a un momento magico o, secondo certe letture, un "parco-giochi" riservato, su base generazionale. I riferimenti agli anziani, alle donne – senza le quali, anche «la Chiesa rischia la sterilità» – , e il richiamo ai problemi che i ragazzi si trovano ad affrontare – a partire dalle difficoltà a trovare un lavoro – , hanno sempre tenuto desta la percezione della realtà concreta e del destino comune, che lega tutte le generazioni nella società del mondo globale!
Nel rilanciare la dinamica, con cui la redenzione di Cristo può essere riproposta e sperimentata nel tempo presente, Papa Francesco ha delineato, come in un affresco e con parole potenti, anche la funzione che spetta alla Chiesa, in tale mistero di salvezza e nella società. Le parole e le immagini chiave, che l’attuale Successore di Pietro aveva finora disseminato, in Omelie e interventi "a braccio", hanno trovato espressione organica nei due Discorsi ai Vescovi Brasiliani, e all’Incontro con i Rappresentanti del
"Consiglio Episcopale Latino-Americano" ("Celam"). Interventi calibrati, per ripetere e indicare nuovamente, con immagini originali e suadenti, che la Chiesa non si ringiovanisce con i "lifting" o le operazioni di ingegneria istituzionale, ma solo riabbracciando la sua natura di "Mysterium Lunae", realtà che cammina nella storia splendendo – come accade, appunto, alla Luna – , non di luce propria, ma solo della luce di Cristo...
Ogni volta che nel Corpo Ecclesiale si eclissa questa "auto-coscienza", già affermata dai Padri dei Primi Secoli Cristiani, ha detto Papa Bergoglio, la Chiesa pretende di costruirsi da se stessa, e così «diventa ogni volta più "auto-referenziale" e si indebolisce la sua necessità di essere missionaria. Smette di essere Sposa, per finire con l’essere "Amministratrice"; da Serva, si trasforma in "Controllore"»! Così, lascia intendere Papa Bergoglio, a volte anche apparati e iniziative d’impianto Ecclesiale finiscono per fare velo, e ostruzionismo, al lavoro della grazia. Mentre, nell’ora presente, la passione traboccante «della Chiesa per il suo Sposo» si misura, non nella produzione di ipotetici anatemi, o progetti di «riconquista», ma nel saper «uscire nella notte», dove vagano gli uomini, per «camminare assieme a loro», ridando cittadinanza a «tanti dei suoi figli, che camminano come in un esodo». La Chiesa di Francesco è chiamata a «intercettare la strada» dei nuovi Discepoli di Emmaus, «ad aprire un varco nel disincanto che c’è nei cuori»!
Con queste parole di salvezza e redenzione, sarà chiamata a misurarsi tutta la vita della compagine Ecclesiale nei prossimi anni. La «conversione Pastorale», richiamata da Papa Bergoglio, potrà declinare in chiavi inedite quella predilezione per i poveri e per gli ultimi, che qualche accigliato intellettuale Europeo si ostina ancora a definire «pauperismo», e che altro non è che il riflesso più splendente della "legge nuova" del Vangelo!
Gli Incontri, che Papa Francesco ha voluto realizzare a cornice della
"Gmg" (quelli con i "tossico-dipendenti" nell’Ospedale "Sao Francisco", con i "Favelados" di Varginha, con i giovani detenuti...), disegnano al presente la mappa della predilezione, che da sempre la Chiesa riconosce ed esalta, nelle opere di misericordia spirituale e corporale. Nelle Carceri e nelle "Favelas" Brasiliane, come in tutto il mondo, il miracolo che più rende evidente a tutti la gloria di Dio è quello delle vite deragliate che vengono redente, dei cuori spezzati che ricominciano a battere, dei figli che sembravano perduti, e sono tornati a vivere. Sono loro, i tesori più preziosi di una Chiesa che è, e sa di essere, amica degli uomini. Che si offre al mondo come preziosa alleata, per trovare antidoti anche a quella «cultura dello scarto», descritta da Papa Bergoglio nei suoi Discorsi Brasiliani come feroce distillato dei processi di disumanizzazione, in atto nel cuore delle società avanzate!
Non mancheranno problemi! Ci sarà da faticare! Ma, di certo, la direzione indicata a tutti da Papa Francesco, anche con le sue "Giornate Brasiliane", appare chiara... Ed è bella, la strada!