"LIBERTÀ RELIGIOSA"

RITAGLI     Vivere il "pluralismo":     DOCUMENTI
un cambiamento "culturale"

Se si vuole essere "credibili", nella "battaglia" per la "Libertà Religiosa", «Via alla Pace»,
non si deve farne una questione "Confessionale".

Papa Benedetto XVI abbraccia tutti i Cristiani del mondo, pregando per la loro libertà di fede...

Gerolamo Fazzini
("Mondo e Missione", Gennaio 2011)

Gli "Ahmadi" sono i membri di un Movimento Musulmano, nato in ambito "Sunnita". Benché sia diffuso in molti Paesi e vi risultino affiliate decine di milioni di membri, alcuni Governi lo considerano alla stregua di un gruppo eretico. Ebbene, secondo uno "Studio" di "Tempi", gli "Ahmadi" risultano essere la categoria Religiosa più perseguitata in Pakistan dalla famigerata "Blasphemy Law", la stessa sulla base della quale la Cristiana Asia Bibi di recente è finita nel mirino, suscitando vibrate reazioni da parte della Comunità Internazionale. Partiamo da questa considerazione, a commento del Tema scelto da Benedetto XVI per la "Giornata Mondiale della Pace 2011" (al momento di andare in Stampa il Testo del "Messaggio" non è ancora stato diffuso). Per ribadire, ancora una volta, che se si vuol essere credibili nella battaglia per la Libertà Religiosa «Via alla Pace», non si deve farne una questione Confessionale, bensì sostenere il diritto di tutti a professare la propria fede. Fatta questa premessa, ci interessa sottolineare qui che la Libertà Religiosa, perché sia affermata, richiede un cambio di prospettiva culturale e, di riflesso, un'attuazione che chiama in causa la politica. Detto in altro modo: la tutela della Libertà Religiosa sarà tanto più efficace quanto più ogni Religione imparerà a pensarsi in un contesto di pluralismo. Per la Chiesa Cattolica questa è un'acquisizione relativamente «pacifica» e – tutto sommato – recente, legata com'è al Concilio Vaticano II. Altre Tradizioni Religiose faticano a pensarsi in quest'ottica. Nei Paesi dove l'"Islam" è Maggioranza le altre presenze Religiose sono, nel migliore dei casi, tollerate. In Arabia Saudita – è noto – la Libertà Religiosa per i non Musulmani non esiste (e, di recente, la Norvegia ha giustamente negato la costruzione di una "Moschea Saudita", di stampo "Wahabita", proprio in risposta a tale diritto negato). Ancora, in India una corrente di pensiero, numericamente minoritaria ma politicamente rilevante, insiste nell'equazione "Indiano" uguale "Indù". E potremmo continuare... Ma a noi interessa qui soprattutto far conoscere ciò che si muove sotto l'ufficialità, dietro le notizie quotidiane che ci arrivano dal Medio Oriente, dal Pakistan, dall'India, come dalla Nigeria e via dicendo... Ci interessa presentare storie e volti di persone che si stanno impegnando, a partire dalle rispettive Tradizioni Religiose di appartenenza, per la Libertà di Credere. Un caso per tutti, che raccontiamo nei dettagli nel "Servizio Speciale": Asma T. Uddin, Cittadina Americana di Religione Musulmana, brillante Avvocatessa, che lavora con le armi della Legge proprio su questo Tema. Sorprendente quanto afferma: «Molti Osservatori e Governi hanno paura che l'autorizzazione a professare la propria fede possa portare all'anarchia; essa in realtà favorisce un maggior ordine pubblico: le società infatti prosperano quando ai Cittadini è permesso di esprimere liberamente e pacificamente le proprie convinzioni profonde». Un invito del genere viene anche dal "Libro-Intervista" a Benedetto XVI, "Luce del mondo", laddove il Papa dichiara: «I Cristiani sono tolleranti e permettono anche agli altri la loro peculiare comprensione di sé. Ci rallegriamo del fatto che nei Paesi del "Golfo Arabico" (Qatar, Abu Dhabi, Dubai, Kuwait) ci siano Chiese nelle quali i Cristiani possono celebrare la Messa e speriamo che così accada ovunque. Per questo è naturale che anche da noi possano riunirsi in Preghiera nelle "Moschee"». Vale a dire: pregare per la sorte dei Cristiani Iracheni e chiedere ai politici di difenderli va di pari passo col garantire ai Musulmani in Occidente la possibilità di realizzare Luoghi di Preghiera degni di tale nome! Sapranno i politici di casa nostra raccogliere la sfida?