"ECONOMIA MONDIALE"...

RITAGLI     "Crisi" provvidenziale,     DOCUMENTI
per ripensare il "benessere"!

Ormai, il "totem" del "Pil" è in "crisi" ovunque.
Si avverte l'"urgenza" di nuovi "parametri",
per "misurare" l'autentica "qualità della vita".
Ma perché il "mondo economico", e la "politica", faticano tanto a "svoltare"?

Papa Benedetto XVI dona luce e pace a tutti i cuori del mondo, perché regni giustizia e amore in ogni ambito della vita umana...

Gerolamo Fazzini
("Mondo e Missione", Gennaio 2012)

La "crisi economica" continua a "mordere"! E tutti, in misura diversa, ne soffriamo le conseguenze! Nasce così, e si diffonde da un capo all’altro del mondo (Loretta Napoleoni, nel suo ultimo Libro, ha parlato di "contagio"), un senso di ribellione, contro politiche e strutture economiche ingiuste. Dalle tende che presidiano le fortezze della Finanza Mondiale (la "City" di Londra, e "Wall Street") sale una richiesta di cambiamento profondo delle logiche economiche dominanti, profondamente disumane. Una richiesta legittima e condivisibile, almeno fino a quando non sfocia nell’ideologia che vede complotti ad ogni angolo, e vorrebbe spazzar via la Finanza in quanto tale!
La crisi perdurante, che ormai attanaglia l’Occidente come mai sin qui, conferma che rimangono irrisolti una serie di problemi, che la
"Caritas in Veritate" aveva sollevato. Alcune delle indicazioni suggerite da Papa Benedetto XVI, lì per lì, sembravano aver raccolto un certo consenso. Non è così! L’Appello del Papa sembra caduto nel vuoto! In particolare, il richiamo al fatto che qualsiasi modello di sviluppo basato sul "Pil", ovvero sulla crescita economica esclusivamente quantitativa, non funziona. Attenzione: non «è difforme dall’Etica Cristiana». No: non è adeguato... Punto!
La crisi, allora, va interpretata come l’opportunità per un urgente ripensamento globale. Dalle fondamenta!
Ad oggi, invece, a leggere i Giornali non risulta nemmeno scalfito l’"assunto-chiave", che identifica lo sviluppo umano con la crescita economica "tout court" e, di conseguenza, apre la via all’avidità e ai profitti scandalosi della Finanza. Con tutti gli effetti collaterali che conosciamo: dallo sfruttamento delle persone, a quello dell’ambiente.
Il paradosso è che, negli ultimi anni, il mondo politico sembrava aver preso coscienza dell’urgenza di sostituire, al "totem" del "Prodotto Interno Lordo", altri parametri, per pensare e misurare un autentico "ben-essere".
Dopo il Rapporto chiesto da Sarkozy a tre Economisti del calibro di Fitoussi, Sen e Stiglitz, e uscito nel 2009, solo poche settimane fa il "Premier" Britannico David Cameron ha lanciato il «National Well-Being», ovvero un nuovo indice che contempla altri parametri, oltre il "Pil", ai quali normalmente associamo l’idea di "felicità". Con tale mossa, Cameron si è attirato l’ironia di chi giudica questo tipo di ricerca – in tempi difficili come i nostri – un lusso inutile, a discapito delle "cose importanti".
E se fossero queste le "cose importanti", le famose priorità?
Un gruppo di
Cattolici Italiani lo va dicendo da tempo! Basti ricordare che il 13 Ottobre 2007 si tenne a Padova il primo Seminario sui "Nuovi indicatori di benessere", promosso dalla Rete "Inter-Diocesana" dei "Nuovi stili di vita" (che oggi raduna una cinquantina di Diocesi). Tra i Relatori c’era Enrico Giovannini, allora Direttore dell’"Ufficio Statistico" dell’"Ocse", ed oggi ai vertici dell’"Istat". Ebbene, "Istat" e "Cnel" sono i promotori di un’iniziativa rivoluzionaria: il "Progetto Bes" ("Benessere equo e sostenibile"), che punta a riformulare alla radice la concezione di "benessere", ripensato con riferimento a 12 parametri (lavoro, salute, relazioni, ambiente...) per definire in modo più pregnante la "qualità della vita".
Chissà, forse il Governo troverà un pacchetto di misure per «rilanciare l’economia»! Ma sarà sempre insufficiente, se questo rilancio non si accompagnerà a una revisione globale, e se il tanto sbandierato rigore non andrà davvero a braccetto con l’equità (che pure Monti ha evocato). Lo sviluppo autentico è di tutto l’uomo e di tutti gli uomini: se al "tornado" della crisi dovessero sopravvivere solo alcuni, sarà una mezza vittoria... Anzi: una sconfitta!