"INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE"

RITAGLI    "Minori stranieri",    DOCUMENTI
"Cittadini" come noi...

Abbiamo il "mondo" in "casa", ma fatichiamo ancora a "vederlo".
"Esempio" lampante: il "riconoscimento" dei "diritti" dei "minori",
nati in Italia.
All’"Incontro Mondiale delle Famiglie", si parlerà anche di questo...

VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE: Milano, 30 Maggio / 3 Giugno 2012...

Gerolamo Fazzini
("Mondo e Missione", Maggio 2012)

Il prossimo "Incontro Mondiale delle Famiglie" sarà, come ha detto il Cardinale Scola in una recente Intervista, «un grande Evento di Popolo», che vedrà protagoniste «Famiglie appassionate, perché hanno scoperto e vivono la ragionevolezza e la "convenienza" della Fede Cristiana per la vita di tutti i giorni»!
Ma, se vogliamo che il
"VII Incontro Mondiale" non passi come puro Evento Celebrativo, occorre che la Comunità Cristiana riesca a coinvolgere l'intera Società e la Classe Politica per aprire gli occhi sul "Mondo in casa" che il fenomeno dell'immigrazione porta in dote, in Italia come altrove. Accanto alle riflessioni su temi quali il rapporto tra tempi della Famiglia e del lavoro, la riscoperta del senso Cristiano della Festa, il ruolo sociale ed economico della Famiglia, si dovrà necessariamente porre l'attenzione alla questione, ormai ineludibile, non solo della presenza degli immigrati fra noi, ma delle Famiglie "dell'altro Mondo", che ormai sempre più spesso abitano nei nostri condomini!
La Famiglia, infatti, è un fattore insostituibile di integrazione sociale! Lo hanno ricordato ripetutamente, fra gli altri, il Presidente della Repubblica e il Ministro per la
"Cooperazione Internazionale e l'Integrazione", Andrea Riccardi. Se, quindi, vogliamo che il «"meticciato" di Popoli e Culture» generi una convivenza armonica e feconda, è indispensabile creare le condizioni perché le Famiglie straniere mettano davvero radici qui. Una revisione dei meccanismi dei ricongiungimenti famigliari e, ancor di più, la concessione della Cittadinanza Italiana ai minori che nascono in Italia, sono due premesse, in tal senso, irrinunciabili. Lo sottolinea un recente "Pronunciamento" del "Consiglio Pastorale Diocesano" di Milano: una "Lettera-Appello" ai Politici "Ambrosiani", in cui si chiede una Riforma delle Norme sull'Acquisizione della Cittadinanza Italiana, riconoscendola ai minori stranieri nati in Italia, senza dover attendere la maggiore età. Di recente il Card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del "Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti", citando il Papa, aveva affermato: «Una persona che è nata, cresciuta e formata in un dato Paese, ovviamente, se ne sente Cittadina, ed è giusto che lo sia anche giuridicamente, anche se i suoi genitori provengono da un'altra Nazione!», aggiungendo che «la Cittadinanza non è solo atto giuridico: è un atto di Cultura».
Milano – Sede dell'imminente "Incontro Mondiale delle Famiglie" (per la prima volta nella storia, una Città Italiana, che non sia
Roma, ospita un Evento Ecclesiale Internazionale di tale portata) – rappresenta, dal punto di vista dell'immigrazione, una "Città-Laboratorio". Nel Capoluogo Lombardo – che contende a Roma il primato di Città più "globale" d'Italia – vivono, infatti, oltre 105mila Famiglie in cui entrambi i coniugi sono nati all'estero (quasi 120mila, se si considerano anche i nuclei nati da Matrimoni misti): il 20 per cento circa delle Famiglie residenti! Una presenza destinata ad aumentare, visto che da tempo ormai le Famiglie degli immigrati non sono più una variante "esotica" del nostro paesaggio sociale, ma costituiscono una minoranza via via sempre più significativa, che oltretutto offre un contributo decisivo alla crescita demografica.
Ebbene, gli
Immigrati Cattolici Milanesi prenderanno voce all'"Incontro Mondiale delle Famiglie" per manifestare le proprie istanze, e lo faranno con un "Documento" che sarà presentato al Papa. Luis Gomez, uno degli Estensori del Testo, spiega: «Per lo Stato Italiano, gli stranieri sono solo lavoratori! Invece, noi siamo ormai Famiglie che, come tali, vogliamo essere riconosciute!».
A noi, ora, raccogliere l'Appello di quanti chiedono solo di essere considerati Cittadini come gli altri, con pari doveri e diritti!