Il "boom" degli "Oratori Estivi"

RITAGLI     L’"abbraccio" che allarga il cuore     DOCUMENTI

Umberto Folena
("Avvenire", 20/6/’10)

Se "mezzo milione" di ragazzi si mettesse "pacificamente" in "marcia" da Bergamo a Milano, farebbe fermare l’Italia, si parlerebbe di "fenomeno sociale" e perfino la "politica" sarebbe costretta a porsi qualche "domanda". Niente di tutto questo accade né accadrà. Ma il "mezzo milione" esiste, e soltanto tra Milano e Bergamo. In tutta Italia sono "un milione e mezzo", e stiamo escludendo i loro circa 100mila "animatori", in grandissima parte "adolescenti".
Sono il "popolo" degli "Oratori Estivi", che non si fermano mai ed anzi accelerano quando gli altri rallentano. Nel momento in cui la «
"Chiesa" dei "vertici"» raccontata da certi "giornali" sembra un "imputato" che vede continuamente erosa la sua "base popolare", la "Chiesa vera" – fatta di "Vescovi" e "popolo", di "Preti" e di "laici" – accoglie e testimonia, raccogliendo "fiducia" e "consenso". Mai, probabilmente, la partecipazione agli "Oratori Estivi" ha toccato le "cifre" di quest’anno: soltanto a Milano, circa 400mila ragazzi con 40mila "animatori". A Bergamo gli "iscritti" sono 90mila, a Brescia 70mila. In totale, gli "Oratori" mobilitati sono seimila, la metà dei quali in Lombardia e "Triveneto". È l’"estate alternativa" di ragazzi e "giovani normali", di cui non si dice nulla perché non si sa che cosa dire.
Un discorso "vecchio", inutile ripeterlo. La sorpresa con il "timer" a ogni
"Giornata Mondiale della Gioventù"; le solite "copertine" dei "rotocalchi" e la solita "trash-tv" che tende a "spacciare" (letteralmente: vendere agli "inserzionisti") i "giovani" come tutti "borderline", "impasticcati", "inebetiti" e "bamboccioni"... Un discorso "vecchio", sbagliato e inutile. Che non prevede questa "Chiesa" che vive tra la gente e tra la gente tiene ben salde le "radici", che non ammette l’esistenza del "popolo" degli "Oratori Estivi", dei loro "animatori", dei giovani "Preti" che li seguono per "vocazione" e "passione". Un discorso "miope" che ignora l’esistenza di una "Comunità Ecclesiale" dalle "radici" profonde tra la gente; una "Comunità" di cui la gente si fida perché la conosce e la sperimenta di persona, perché vede con i propri occhi che cosa fa e ascolta con le proprie orecchie che cosa dice. Una "Comunità" a cui nessuno "sciagurato scandalo" potrà togliere "credibilità"; la costringerà a sostare e a riflettere, a moltiplicare "cautele" ed "attenzioni"; a pregare; ma non la fermerà né le toglierà "energie".
Ma quegli "adolescenti", perché frequentano l’"Oratorio"? Il "segreto" è semplice e lo rivela
Don Marco Mori, "Presidente" del "Forum" degli "Oratori Italiani": «L’insegnamento più importante che i ragazzi portano a casa da questa "esperienza" è la "fiducia" che ripone in loro il mondo degli "adulti"». Non è molto diverso dal "segreto condiviso" di Giovanni Paolo II, dall’"insegnamento incessante" di Benedetto XVI. Abituati a troppi "adulti acidi" e "invidiosi", preoccupati di far calare sul capo dei giovani "giudizi" senza "appello" e atti di "sfiducia" da lasciare "annichiliti"; con l’"autostima" troppo spesso sotto i tacchi; i ragazzi sentono allargarsi il cuore non appena incontrano "adulti" che innanzitutto spalancano le braccia e li accolgono, senza "giudizi" né "pregiudizi"; e li invitano a dare tutto quello che possono dare; e dimostrano loro che possono dare tanto, tantissimo, molto più di quanto nessuno abbia mai fatto immaginar loro. E se "sbagliano", e se "cadono", anziché sottolineare la loro "incapacità" e lasciarli per terra, gli danno una mano per rimettersi in piedi e "ripartire", sorridendo.
Un "Oratorio" così un ragazzo lo frequenta eccome.
Inverno ed estate.