"ASSIEME A PIETRO"

A Londra, per la "Beatificazione", dal Papa in 100mila...
Contro il "relativismo morale", l’"esempio" del "Beato" Card. John Henry Newman.

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Un "Dottore" della "Chiesa Moderna"»

Padre Hermann Geissler è "Direttore" del "Centro Internazionale di Studi",
e "custode" del "lascito spirituale".
«Il "Regno Unito" sta offrendo al mondo un "genio Santo".
Intuì le "sfide" di oggi, e propose "risposte" attualissime».

CARD. JOHN HENRY NEWMAN (1801-1890)...

Giacomo Gambassi
("Avvenire", 19/9/’10)

Cita l’Elogio Funebre che il Quotidiano Londinese "The Times" aveva pubblicato il 12 Agosto 1890, il giorno dopo la morte del Cardinale John Henry Newman. Un testo che terminava con queste parole: «Di una cosa possiamo essere certi, cioè che il ricordo di questa pura e nobile vita durerà e che nella memoria della gente pia di molte Confessioni in Inghilterra è già canonizzato».
Una testimonianza che, secondo
Padre Hermann Geissler, Direttore del "Centro Internazionale degli Amici di Newman", mostra come «il Porporato fosse venerato nel suo tempo e come adesso, alla vigilia della sua Beatificazione, possa già essere definito un Dottore della Chiesa Moderna». Austriaco, membro della Famiglia Spirituale «L’Opera», il Religioso è una sorta di «custode» dell’eredità spirituale e teologica del Cardinale che oggi verrà proclamato Beato da Benedetto XVI. Il "Centro" ha la sua sede principale a Roma, ma può contare su ramificazioni ad Oxford, Budapest e Bregenz in Austria.

Padre Geissler, come la "Gran Bretagna" guarda alla figura di Newman?

Direi che il Regno Unito sta offrendo al mondo un "genio Santo". Intuì le grandi sfide contemporanee e con i suoi Scritti ha proposto risposte che rivestono un’attualità straordinaria. Amato dai Cattolici, che lo considerano un promotore e difensore della fede, è ammirato anche dai non credenti come uomo di grande rettitudine e di vasta cultura. Ed è stimato dai Cristiani delle diverse Confessioni, che ne lodano la volontà di abbandono a Dio.

Joseph Ratzinger ha chiamato Newman «l’uomo della coscienza», per il suo contributo alla riflessione proprio su questo "tema"...

Una definizione interessante. Certo, per Newman, la coscienza non è mera opinione personale e ancor meno arbitrio. A detta del Cardinale, la coscienza è quel Santuario in cui l’uomo può sentire l’eco della voce di Dio. Una voce che lo chiama, lo rimprovera e lo conduce. Una voce che, sotto l’influsso dello Spirito, apre il suo cuore ad accogliere la rivelazione. E oggi dovremmo imparare di nuovo a discernere la voce della coscienza dalle tante voci intorno a noi.

La "lungimiranza" del "Porporato" lo ha portato a criticare il «liberalismo» nella "Religione", ossia il "relativismo"...

Secondo Newman, nel nostro tempo si assiste alla volontà di rigettare ogni Religione che si presenti come vera. Così essa diventa solo un opinione o un sentimento. Di conseguenza, ciascuno può confezionarsi una fede su misura. Non solo. Seguendo questa logica, tutte le Religioni vengono equiparate e sono anche escluse dalla vita pubblica. Però, se non esiste una verità su Dio, su noi stessi e sul mondo, manca ogni riferimento per l’uomo. E gli effetti sono preoccupanti: la morale degenera in puro soggettivismo e la politica diventa un gioco di potere. Ciò dimostra come il liberalismo religioso distrugga l’uomo.

Un "tema" caro a Newman è quello della "formazione". Come riscoprirne l’apporto, di fronte all’"emergenza educativa"?

Nel libro "L’idea di università", Newman denuncia con forza l’approccio utilitaristico dell’educazione. Non basta che un Ateneo offra un sapere specialistico. Per il Cardinale, ogni "istituzione educativa" deve innanzitutto formare l’uomo come uomo. In pratica, va proposto ai giovani un sapere universale e, oltre alla scienza, vanno insegnate la morale e la Religione. Una tale educazione presuppone che gli educatori siano non solo maestri, ma anche testimoni di vita. Per i sistemi educativi di oggi che tendono a non formare il cuore, il pensiero di Newman costituisce una salutare scommessa. E aggiungo anche che, secondo Newman, le grandi verità sono trasmesse "da persona a persona", "cor ad cor", secondo il suo celebre "Motto Cardinalizio".

Dopo un passato nella "Comunione Anglicana", Newman abbraccia la "Chiesa Cattolica". Qual è il rapporto del mondo "Anglicano" con il futuro "Beato"?

Il mondo Anglicano è piuttosto diversificato. Molti nutrono per lui una sincera venerazione. Ne è un esempio l’attuale Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che figura fra gli studiosi più noti di Newman. Invece, parte della Comunione considera il Porporato alla stregua di un traditore. Va però detto che nell’"High Church" Newman è già inserito nel Calendario dei Santi.

Come il suo "stile" può favorire il "Cammino Ecumenico"?

Newman è sempre rimasto riconoscente alla Chiesa d’Inghilterra, perché in essa ha trovato Cristo. In tal modo lui ci ricorda che tutti i Cristiani sono chiamati a rendere testimonianza delle verità di fede che hanno in comune e a collaborare nella misura del possibile per annunciare l’unico Salvatore, e per difendere le radici Cristiane della società Europea.