PIETRO E IL "MONDO"

Alla vigilia del "viaggio" del Papa, "intervista" al "Patriarca" di Lisbona,
Mons. Josè da Cruz Policarpo:
«Con
Maria, ci riporterà all’essenza del "Vangelo"».

RITAGLI     «Fatima svela il "senso" della "storia"»     DOCUMENTI

«Dal "Pontefice", un "soffio" nuovo:
una ripresa di "dinamismo interiore", per poter essere più "cristiani"».

MADONNA DI FATIMA, PREGA PER NOI...

Dal nostro inviato a Lisbona, Luigi Geninazzi
("Avvenire", 9/5/’10)

«Ma lei lo sa che ben 500 "Diocesi" nel mondo hanno avuto origine da una "missione portoghese"?». Il "Patriarca" di Lisbona, Cardinale José da Cruz Policarpo, ci tiene a presentarsi come l’erede di una grande "tradizione missionaria" che continua ancora oggi. Sarà lui ad accogliere dopodomani Benedetto XVI che, subito dopo l’arrivo, celebrerà una "Messa" sulle rive del Tago e pronuncerà un’"Omelia", non a caso, su «Santità e Missione». 74 anni, fisico robusto e intelligenza "vivace", Policarpo è noto per la sua capacità di "dialogo" unita alla difesa "intransigente" delle ragioni della "fede". Uomo di vasta "cultura", è stato "Docente" e "Rettore" dell’"Università Cattolica" del Portogallo. Dal 1998 è "Patriarca" di Lisbona.
L’abbiamo incontrato nella sua "residenza privata", alla "periferia" della "capitale", un antico palazzo decorato con magnifici "azulejos" (le bellissime "formelle" decorative), dove il "Cardinale" abita insieme con tutti i suoi "Vescovi Ausiliari".

Eminenza, il Papa arriva in Portogallo in un momento particolarmente difficile, segnato da una grave "crisi", che suscita forti "preoccupazioni" ed anche paura per il futuro. Cosa si aspetta dalla "visita" di Benedetto XVI?

Non so se il Papa si riferirà esplicitamente a questa situazione, che non riguarda solo il Portogallo ma tutta l’Europa. Io penso che la sua "visita" rappresenterà un momento intenso di "spiritualità" e di "fede" che potrà dare un "soffio" nuovo, una ripresa di "dinamismo interiore" per essere più uomini e più "cristiani". E spero proprio che il mio "Paese" sappia aprirsi a questo messaggio di "speranza".

A suo avviso, il Portogallo può ancora essere definito come uno dei "Paesi" più "cattolici" d’Europa?

Le "statistiche" affermano che poco meno del 90 % dei "portoghesi" si dice "cattolico". Ma c’è un "paradosso". Nella città di Lisbona è risultato che la frequenza alla "Messa Domenicale" è del 13 %. Ma quando si è andati a chiedere ai cittadini della "capitale" se si definiscono "cattolici praticanti", il 33 % ha risposto di sì. Vuol dire che lo stesso concetto di "pratica religiosa" sta cambiando: se uno si reca al "Santuario" di Fatima una volta l’anno (e questo è molto diffuso da noi), gli basta per definirsi come "buon cattolico". Qui emerge in tutta la sua gravità la sfida della "secolarizzazione", che ha investito anche il nostro "Paese".

Dopo la "liberalizzazione" dell’"aborto" e il "divorzio veloce", adesso è in arrivo il "matrimonio omosessuale", tutte "leggi" volute dal "Governo Socialista". C’è un "conflitto" tra "Chiesa" e "potere" in Portogallo?

Sui "contenuti" certamente esiste un "conflitto". Ma questo non significa che si siano rotti i "ponti" del "dialogo". Io sono a favore di un rapporto franco e schietto su tutti i "problemi". Ovviamente questo non significa negare ai "cattolici" il diritto di "protestare". Io però come "Vescovo" non scendo in piazza a "manifestare".

E questa "strategia" funziona?

Io ci credo e sono convinto che sia più feconda delle "manifestazioni" di "protesta". Anche perché i "Governi" eletti "democraticamente" risultano ormai vaccinati contro "dimostrazioni" e cose di questo genere. Naturalmente non escludo che in situazioni limite anche l’"Episcopato" possa scendere in piazza. Ma la via maestra resta quella del "dialogo" nella "verità". La "Chiesa" riconosce l’autonomia dello "Stato", ma fa appello perché questo non diventi una "laicità negativa" che mette a rischio i fondamenti della nostra "civiltà", come c’insegna continuamente Benedetto XVI.

Tra il "Santuario Mariano" di Fatima e la "figura" del Papa, c’è un legame molto "speciale". Lo si è visto con Giovanni Paolo II. Cosa rappresenta per Benedetto XVI?

Credo che sarà lui stesso a spiegarlo nel corso della "visita". Io noto due cose. La prima è che Benedetto XVI, fin dal giorno della sua "Elezione" a "Pontefice", ha desiderato venire a Fatima. Ed anche quando in Portogallo circolavano dubbi sul suo "viaggio", dal "Vaticano" mi hanno fatto sapere che il Papa ci teneva moltissimo e, appena possibile, l’avrebbe compiuto. L’altra cosa riguarda il "terzo segreto" di Fatima, di cui l’allora "Cardinale Ratzinger" si è occupato personalmente, producendo un bellissimo "commento teologico" che resta il punto più "alto" di tutto quanto è stato scritto sull’argomento.

Il "messaggio" di Fatima è ancora "attuale"?

Certamente. E Benedetto XVI ce lo ridirà con la profondità di "pensiero" che lo caratterizza. A Fatima la Madonna ha avuto l’"arte", che spesso noi non abbiamo, di presentare l’"essenza" del "Vangelo" in modo semplice e immediato. Invita tutti alla "conversione" e svela il senso delle "sofferenze" della "Chiesa" e del "Vicario di Cristo". Oggi vediamo che anche Benedetto XVI viene "colpito", sottoposto ad "attacchi" e "calunnie" da parte di coloro che vogliono distruggere la "credibilità" della "Chiesa" e l’"autorità" del "Pontefice". Ancora una volta, Fatima ci svela il "senso" della "storia".