Sconvolgente "coincidenza"

PRECEDENTE     Il "sangue" e la "parola"     SEGUENTE

MONS. LUIGI PADOVESE (1947-2010), Vicario Apostolico dell'Anatolia, ucciso ad Iskenderun (Turchia)...

Papa Benedetto XVI, durante il suo Viaggio a Cipro, prega per Mons. Padovese e chiede pace per la Turchia!

Luigi Geninazzi
("Avvenire", 4/6/’10)

La "pugnalata" che ha colpito a morte il "Vicario Apostolico" dell’Anatolia è arrivata alla vigilia del "Viaggio" del Papa a Cipro, l’ultimo "Paese" diviso d’Europa, occupato per un terzo del suo territorio dall’"esercito" di Ankara, ma anche laboratorio di "dialogo" e "riconciliazione" tra le "fedi". Probabilmente (così almeno vogliamo sperare!), il "Turco" che ha spento per sempre il sorriso di un uomo "saggio" e buono come Monsignor Luigi Padovese ne era ignaro.
Ma la "coincidenza" è sconvolgente e non fa che aggiungere ulteriore sgomento e preoccupazione al grande "turbamento" e alla profonda "tristezza" di queste ore. «È stato il gesto di uno "squilibrato"», si sono subito affrettati a dichiarare le "Autorità Turche", mentre l’effettiva dinamica del brutale "omicidio" resta tutta da spiegare. Atto di "follia"? Può darsi, ma non possiamo non domandarci come mai siano così numerosi nel "Paese" della "Mezzaluna", e perché siano quasi sempre diretti contro gli esponenti delle "minoranze religiose".
È una lunga scia di "sangue", iniziata quattro anni fa con l’"assassinio" di
Don Andrea Santoro a Trebisonda, proseguita con l’uccisione in pieno "centro" ad Istanbul del "Giornalista Armeno" Hrant Dink, simbolo di una diversità "etnica" e "religiosa" aperta al "dialogo", e poi con la macabra "esecuzione" a Malatya di tre "Protestanti Evangelici", senza contare le "minacce" e le "aggressioni" ai "Preti Cattolici" fra cui il ferimento del "Padre Cappuccino" Adriano Franchini di Smirne. Tutti uomini di "pace", colpiti dall’odio e dalla "violenza". Lo era in modo del tutto speciale Monsignor Padovese, impegnato nel "dialogo" con il "mondo musulmano" e tenace "negoziatore", stimato anche dalla "contro-parte governativa", deciso a strappare spazi sempre più larghi per la "libertà religiosa" in un "Paese" dove al vecchio "laicismo nazionalista" imposto da Atatürk si è sovrapposto il recente "islamismo politico" del "Premier" Erdogan. Sognava «una "Chiesa Turca" rinvigorita e più consapevole della propria "fede"» il "Vescovo" dell’Anatolia. L’aveva affermato in un’"intervista" pochi giorni fa, mentre si preparava a partire per Cipro dove Domenica prossima, insieme con i "Capi" delle "Chiese Orientali", avrebbe ricevuto dalle mani di Benedetto XVI l’"Instrumentum Laboris" in vista del "Sinodo" sul "Medio Oriente" che si terrà a Roma in autunno. La sua tragica scomparsa ci ricorda l’estrema "precarietà" della condizione dei "cristiani" in questa "regione", dove la "Chiesa" mosse i suoi primi passi.
«Le "radici" sono in
Terra Santa, i "rami" sono in tutto il mondo ma il "tronco" dell’"albero" è cresciuto qui in Turchia», era solito dire Monsignor Padovese. Parole che suonano come "viatico" alla "Visita Pastorale" di Benedetto XVI a Cipro dove ha sede la più antica "Comunità Cristiana" dopo quella di Gerusalemme. Fu qui che San Paolo compì il suo primo "Viaggio Missionario" che, secondo la "tradizione", si concluse a Pafos, legato e "flagellato" a una colonna. E oggi, per la prima volta in duemila anni, giunge il "Pontefice" di Roma, «l’uomo che costruisce i "ponti"». Ma qualcuno ha voluto metterci una "mina distruttiva", tanto più "deflagrante" quanto più l’intero "Medio Oriente" è tornato in questi ultimi giorni a "riesplodere" pericolosamente.
Tante, troppe "coincidenze" inquietanti che aleggiano su quella che intende essere una "Visita" nel segno della "pace", del "perdono" e della "riconciliazione". Improvvisamente e brutalmente il "Viaggio" di Benedetto XVI a Cipro inizia nel segno del "sacrificio", con il "sangue versato" di un "testimone" della "fede" che, come diceva Tertulliano, è fecondo di "nuova vita".