"PIETRO E IL MONDO"

Il "Capo" della "Chiesa Latina" di Gerusalemme ha "responsabilità" anche su Cipro:
«Meditiamo i "Discorsi" del Papa,
perché le sue "Visite" non siano un momento "transitorio" di "emozione".
La nostra situazione è difficile,
l’"occupazione Israeliana" dei "Territori Palestinesi" spinge molti ad "emigrare"».

RITAGLI     «Per la "pace" identità "cristiana" più forte»     DOCUMENTI

Il "Patriarca" Twal: «Viviamo immersi nella "violenza",
va accresciuto lo spirito di "comunione"
«Minaccia dagli "estremisti", manca "libertà" nei "Paesi Islamici"».

Accoglienza gioiosa dei cristiani di Cipro, per la Visita del Papa nell'Isola! Papa Benedetto XVI prega per la pace in tutto il Medio Oriente... Mons. Fouad Twal, Patriarca Latino di Gerusalemme!

Dal nostro inviato a Nicosia, Luigi Geninazzi
("Avvenire", 8/6/’10)

Cipro è un po’ la sua "seconda casa". Monsignor Fouad Twal, in quanto "Patriarca" di Gerusalemme, ha la "responsabilità pastorale" anche dei "Cattolici Latini" di quest’"Isola" e all’indomani della "Visita" del Papa ha voluto fermarsi qui per scambiare opinioni ed emozioni con la piccola "Comunità Cipriota". «Il "Viaggio" di Benedetto XVI appena concluso è in continuità con il "Pellegrinaggio" che aveva compiuto nel Maggio del 2009 in "Terra Santa". Di fatto è venuto a trovarci due volte in poco più di un anno», dice con aria visibilmente soddisfatta.

"Eccellenza", la "Visita" del Papa a Cipro ha avuto il suo momento culminante nella "consegna" ai "Patriarchi" ed ai "Vescovi" del "Medio Oriente" dell’"Instrumentum laboris" del "Sinodo" che si terrà il prossimo Ottobre in "Vaticano". Che prospettive si aprono per le "Chiese" di questa tormentata "regione"?

Voglio prima di tutto ricordare che l’idea di tenere un "Sinodo" sul "Medio Oriente" è venuta al "Santo Padre" nel corso del suo "Viaggio" in Israele e nei "Territori Palestinesi" un anno fa. Ha visto da vicino la situazione ed ha condiviso le "sofferenze" dei "cristiani" di "Terra Santa". Ebbene, era naturale che quell’idea, maturata lì, trovasse il suo momento "preparatorio" più importante qui a Cipro, il luogo più appropriato per compiere questo "gesto" che il Papa ha voluto accompagnare con un forte "appello" alla "pace".

Benedetto XVI l’ha invocata con toni "accorati", prima che si arrivi ad un «bagno di sangue»...

Il "Santo Padre" ha ben presente la situazione ed è molto preoccupato, come lo siamo anche noi. Tante ombre si sono addensate sulla sua "Visita Pastorale" a Cipro, dapprima l’uccisione dei "pacifisti" al largo di Gaza da parte dell’"Esercito Israeliano", poi l’"assassinio" di Monsignor Padovese che avrebbe dovuto essere qui a Nicosia Domenica. Era membro del "Consiglio per il Sinodo sul Medio Oriente", ci aveva lavorato con grande passione. Viviamo immersi nell’odio e nella "violenza" ed io mi chiedo continuamente: cosa possiamo fare noi, "responsabili" delle "Chiese locali", per creare una mentalità di "pace"?

Si è dato una "risposta"?

Ce la dà anche questo "testo": dobbiamo rafforzare la nostra "identità cristiana" ed accrescere lo spirito di "comunione" fra le "Chiese". È un lavoro che stiamo facendo. L’ho detto in questi giorni al "Santo Padre": stiamo meditando i "Discorsi" che ha tenuto in "Terra Santa", abbiamo organizzato momenti di ripresa in vari ambiti "pastorali", perché non vogliamo che i "Viaggi" del Papa siano semplicemente uno "show", uno "spettacolo" che ci tocca il cuore un momento e poi basta. E dobbiamo rafforzare i legami di "comunione" all’interno della stessa "Comunità Cattolica", in cui ci sono tanti "riti" che rappresentano certamente una ricchezza. Quando però li si vive con un attaccamento quasi "morboso", ripiegati sul proprio "piccolo mondo", ne soffre la "Chiesa" nel suo insieme. Insomma, stiamo cercando di portare avanti una riflessione su questi "temi". Ma sul terreno le cose peggiorano, la situazione "politica" e "sociale" è disperante, e l’"emigrazione" delle nostre giovani famiglie non si ferma, anche perché l’"occupazione Israeliana" dei "Territori Palestinesi" non accenna a finire, al contrario.

Nel "testo preparatorio" del "Sinodo" si afferma che l’"occupazione Israeliana" è ingiusta, un giudizio ormai consolidato da parte della "Chiesa". Nuova invece è l’esplicita "condanna" dei "gruppi fondamentalisti cristiani" che la giustificano...

Ci sono "Evangelici Americani" che sognano un "grande Israele" che realizzi la "promessa biblica", di modo che in seguito potrà esserci la sua "conversione" al "cristianesimo". A me sembra una "follia". Ma questi gruppi sono molto potenti, hanno una "lobby" perfino nel "Parlamento Israeliano". Magari avessimo anche noi "cristiani" una "lobby" dentro la "Knesset".

Dall’altro lato c’è il crescente "estremismo islamico". Come affrontarlo?

L’"estremismo" è sempre da condannare, da qualunque parte venga. Ed i "cristiani" in "Terra Santa" spesso si sentono presi in mezzo a due "fuochi". Il grande problema è quello della "libertà religiosa" nei "Paesi Islamici".

L’"Instrumentum laboris" fa cenno al ruolo che potrebbero esercitare le "nazioni occidentali" in questo campo. Lei vede possibilità d’"intervento"?

L’"Occidente" non è più una "realtà cristiana", ma il "mondo Islamico" vive su quest’equivoco. Capita sempre più spesso che i "Governi Occidentali" prendano decisioni che danneggiano la presenza dei "cristiani" in "Medio Oriente". Vedi la "guerra" in Iraq, che ha provocato la "fuga" di migliaia di "Caldei". Oppure, per citare l’ultimo esempio, l’"inchiesta internazionale" sull’uccisione dei "pacifisti" che è stata respinta da vari "Paesi", anche da parte dei nostri amici del "Governo Italiano". Perché, mi domando? Facciamo l’"inchiesta", magari alla fine salta fuori che Israele è meno "colpevole" di quanto si pensi.