"FEDE" E "DIALOGO"

Perché va difesa l’"Iniziativa", di Benedetto XVI,
di replicare l’"Incontro Inter-Religioso" del 1986:
un "Missionario" di lungo corso dice la sua.

RITAGLI     Ma ad Assisi vince il "dialogo" della "vita"     DOCUMENTI

Prima del "Concilio", la logica "Missionaria" era diversa.
Oggi, le "Chiese Locali" lavorano assieme a tutti i "Credenti", con ottimi "risultati".

Papa Giovanni Paolo II, con i Rappresentanti delle Grandi Religioni, all'Incontro Mondiale di Preghiera per la Pace, il 27 Ottobre del 1986, ad Assisi...

P. PIERO GHEDDO
("Avvenire", 25/1/’11)

Fra i 16 "Documenti" del "Concilio Vaticano II" ("Costituzioni", "Decreti", "Dichiarazioni"), quello che più ha rivoluzionato la "Missione alle Genti" non è stato, come si potrebbe immaginare, l’"Ad Gentes", ma la "Dichiarazione sulle Relazioni della Chiesa con le Religioni Non Cristiane" ("Nostra Aetate"), il Testo più breve (cinque soli "Numeri"), che ha capovolto la mentalità e le prospettive delle giovani Chiese e dei Missionari.
La storia, specialmente della
Chiesa, è guidata dallo Spirito Santo e nulla avviene per caso. A distanza di tempo se ne vedono i risultati. Così, quando Benedetto XVI, nel "Messaggio per la Giornata per la Pace" del "1° Gennaio" e all’"Angelus" di quel giorno, ha rivelato che nell’Ottobre prossimo ancora ad Assisi si incontrerà con i Rappresentanti delle Religioni "Non Cristiane", ho ringraziato il Signore per questo rinnovato impulso alla conversione di atteggiamento della Chiesa verso le sterminate Popolazioni che non hanno ancora incontrato Cristo, ma che anch’esse sono assistite e ispirate dallo Spirito Santo. Ecco le parole del Papa: «In questo "Anno 2011" ricorrerà il "25° Anniversario" della "Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace" che il Venerabile Giovanni Paolo II convocò ad Assisi nel 1986. Per questo, nel prossimo mese di Ottobre, mi recherò Pellegrino nella Città di San Francesco, invitando a unirsi a questo Cammino i fratelli Cristiani delle diverse Confessioni, gli esponenti delle Tradizioni Religiose del Mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà, allo scopo di fare memoria di quel gesto storico voluto dal mio Predecessore e di rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni Religione a vivere la propria Fede Religiosa come servizio per la causa della Pace!».
Quali sono i risultati della "Nostra Aetate" e del primo
"Incontro" ad Assisi del 1986? Le Chiese locali (e naturalmente anche i Missionari stranieri) hanno percorso o stanno percorrendo un lungo e faticoso Cammino di apertura, di incontro, di accoglienza, di dialogo e di collaborazione con le Religioni "Non Cristiane". Nella Tradizione Missionaria le Religioni erano viste come nemiche di Cristo, oggi sono viste come preparazione a Cristo, quasi un "Antico Testamento" in attesa del "Nuovo". Il grande Matteo Ricci, "Cinese" con i "Cinesi", scriveva: «Contro questo mostro dell’"Idolatria Cinese", terribile con le sue tre teste ("Confucianesimo", "Taoismo" e "Buddhismo"), che tiranneggia da migliaia di anni tanti milioni di Anime trascinandole negli abissi dell’Inferno, si è levata la nostra "Compagnia" per fargli la guerra... al fine di liberare le Anime disgraziate dalla dannazione eterna!».
Prima del "Vaticano II" la mentalità dei
Missionari e dei giovani Cristiani era ancora questa e l’ho sperimentato, a quel tempo, soprattutto in Vietnam e in India.
Quando
Paolo VI venne a Bombay nel Novembre 1964 per il "Congresso Eucaristico Internazionale", il suo "Incontro" con i Rappresentanti delle Religioni Indiane fu aspramente contestato (anche da Vescovi) nell’India stessa, e in Vietnam nell’Ottobre 1966 dovette andare Monsignor Pignedoli, "Delegato" di Paolo VI, per combinare un inizio di dialogo fra Cattolici e "Buddhisti", anche là avversato da Vescovi e Missionari. Oggi, negli stessi Paesi, la situazione è del tutto diversa e tra i fedeli Cattolici e di altre Religioni si pratica «il dialogo della vita», come lo definiva Giovanni Paolo II: non il «dialogo Teologico» come si immaginava al tempo del "Concilio" (rifiutato perché visto come tentativo di "proselitismo"), ma la vita assieme, collaborando per il bene pubblico e la salvaguardia della Pace, della giustizia, dell’aiuto ai poveri e della "Libertà Religiosa" per tutti. Le Chiese locali e le Diocesi partecipano a Comitati di "Dialogo Inter-Religioso" e "Inter-Ecumenico" che creano un’atmosfera di conoscenza e stima reciproca, che favorisce la Pace. Non importa che poi, in India ad esempio, l’estremismo "Indù", quasi sempre generato e guidato da Partiti Politici che strumentalizzano la Religione Nazionale, perseguiti i Cristiani, perché questo succederebbe anche senza il dialogo, anzi sarebbe peggio! La grande maggioranza degli Indiani apprezza il Cristianesimo e l’opera sociale della Chiesa. Nel Gennaio 2005 andai in India, poco dopo lo "Tsunami" che il 26 Dicembre 2004 aveva spazzato le Coste Orientali del Paese, con decine di migliaia di morti e milioni di profughi.
L’organizzatore degli aiuti ricevuti dalla Chiesa di
Chennai (Madras) era Padre Anthony Thota, del "Pime" Indiano, che mi accompagnò in visita ai "Progetti" che si stavano realizzando. Gli chiesi se aiutasse solo i Cattolici o anche gli altri. Mi rispose: «Aiuto quasi solo gli altri. I Cattolici se la cavano da soli, gli "Indù" invece sono fatalisti e passivi di fronte alla disgrazia. Se non li stimoli con aiuti e controlli, muoiono d’inedia!». E aggiunse: «Però, vent’anni fa l’"Induismo" non aveva "Volontariato". Poi, sull’esempio delle Missioni Cristiane, oggi ci sono numerosi "Organismi di Volontariato", "Indù", che lavorano con noi, e come noi, Cattolici e Protestanti!». Stando in Italia, è difficile conoscere questi risultati del dialogo. Bisogna fidarsi dello Spirito Santo!