LA "TRAGEDIA" DIMENTICATA

«Quando mi trovo di fronte a tali "drammi", mi metto in gioco con la mia "Fede":
a che vale, se non mi sento "chiamato" in causa?
Dopo, in un secondo momento, vedremo che cosa "fare":
ma il primo "passaggio" è non stare "indifferenti"!».

RITAGLI     P. Gheddo:     DOCUMENTI
«"Catastrofe" che non ha "paragoni"!»

«È l’"Apocalisse" di un "Popolo":
è come se 25 milioni di "Italiani" stessero morendo per "denutrizione".
E Gesù ha "ordinato": ‘Il vostro "superfluo" datelo ai "poveri"!’».

P. PIERO GHEDDO, Missionario del Pime, Giornalista e Scrittore...

Lucia Bellaspiga
("Avvenire", 30/7/’11)

C’è la crisi economica, in Italia, è vero! Ci sono troppe emergenze nel Mondo ed è facile distrarsi, è vero anche questo. «Ma io mi rivolgo ai Cristiani: a persone che non hanno diritto di distrarsi!». Padre Piero Gheddo, Missionario del "Pime", nella sua vita le ha viste da vicino le «troppe emergenze» che piagano il Mondo, e più volte in passato ha toccato con mano anche la miseria che annienta la Somalia.

Come tenere desta l’"opinione pubblica", di fronte ad una "tragedia", che non può più aspettare?

Io faccio leva su noi Cristiani, a partire da me stesso. Quando vedo situazioni "Apocalittiche" come quella della Somalia, mi metto in gioco con la mia Fede. La mia Fede in Cristo che cosa vale, se non mi sento chiamato in causa di fronte a catastrofi simili? Dopo, in un secondo momento, vedremo che cosa fare, ma il primo passaggio è non restare indifferenti. Noi Cristiani non siamo spettatori seduti davanti alla "Tivù" a dire «poveretti» e poi cambiare "Canale": un fatto del genere chiama la mia umanità, il mio senso di fratellanza con tutti i Popoli.

Che cosa è urgente che i nostri "giovani" capiscano?

Che noi siamo i privilegiati dell’umanità! Che tutti vorrebbero vivere come noi, in un Paese in cui sono garantiti il benessere, lo sviluppo, la libertà. Che il più povero che vive in Italia è comunque ricco di fronte alle vere Carestie. Che l’abisso tra la nostra crisi economica e la Somalia che muore è spaventoso.

E non solo la Somalia: sono tante le "Nazioni" allo "stremo"...

No, ai livelli della Somalia non c’è nessuno! Stiamo assistendo all’"Apocalisse" di un Popolo. Facciamo le dovute proporzioni: sarebbe come se in Italia, dove siamo 65 milioni, 25 milioni di abitanti stessero morendo denutriti.
Gesù ci ha comandato: «Il vostro superfluo datelo ai poveri!»; non era un modo di dire, dobbiamo farlo, ed il nostro superfluo è un’enormità. Non ci accontentiamo mai, aspiriamo ad avere sempre di più. Ecco, è dicendo queste cose che si svegliano le coscienze.

La gente ha paura che i "soldi" e gli "aiuti" non arrivino a chi ha bisogno, ma restino nelle "maglie" delle grandi "Agenzie Internazionali", o dei "Dittatori Locali"! In Somalia, c’è il rischio "Shabaab", i violenti "Guerriglieri Islamici"...

Bisogna affidarsi alle persone giuste. In Somalia operano "Ong" Italiane validissime, come ad esempio "Agire", e la stessa "Caritas". Sono molto ammirato da questi Volontari che, non so come, sono riusciti a entrare a Mogadiscio. Hanno grande coraggio, in passato proprio in Somalia ne ho visti di torturati e uccisi. I Volontari in genere sono rispettati, persino dagli "Shabaab", perché anche loro hanno bisogno. Il pericolo non è mai escluso, è vero, ma chi va in Missione lo mette in conto. Quanto alle grandi Agenzie dell’"Onu", è vero che sprecano molto e pagano profumatamente i loro dipendenti in giro per il Mondo: ma i tanti Volontari delle "Ong", invece, mettono a rischio la loro vita gratuitamente, o al massimo con lo stretto necessario per un rimborso spese. Ed ancora di più si donano i Missionari.

Nei luoghi in cui il "Cristianesimo" ha messo "radici", lo "sviluppo" è evidente: altrove, invece, il "cammino" dei "Popoli" è frenato...

In quasi tutti i Paesi Islamici, pur ricchi di risorse, i problemi sono forti, questo è evidente. Ci sono radici Culturali e Religiose che bloccano lo sviluppo, e non occorre pensare ai "Taleban", basta guardare all’Egitto di Mubarak. A proposito di questa domanda, però, voglio tornare al discorso degli aiuti: il Cristiano ha insita in sé la buona volontà di salvare l’uomo, basti vedere l’abnegazione dei Missionari nel Mondo, e pensare che solo in Africa oggi operano settemila Italiani tra Preti e Suore, Fratelli e Laici. Anche le "Ong" sono quasi tutte di ispirazione Cristiana, e questo dimostra come la coscienza del Popolo Italiano sia profondamente Cattolica, e il forte senso di solidarietà passi in concreto attraverso la vita delle Parrocchie e dei Movimenti. In quest’ottica va letta la grande "Colletta Nazionale", istituita dalla "Cei" per il 18 Settembre, quando in tutte le Chiese d’Italia verranno raccolte offerte per il Popolo Somalo.

Una "Coscienza Cristiana" che fa parte, volenti o nolenti, delle nostre "radici" e che, quindi, si "riverbera" anche nella "mentalità" degli "Italiani" non "Credenti"... Non è vero?

Certamente sì, almeno finora! Perché da qualche tempo la crisi morale sta cambiando le cose, le Famiglie non ci sono più, si dissolvono, i genitori non educano, e così questo patrimonio morale, prima solido, oggi è a rischio e va assolutamente recuperato: la nostra capacità di essere solidali e metterci in gioco per la vita degli altri passa proprio da qui!