ACCANTO AGLI "ULTIMI"

Prima al "Vertice" nella sede dell’organismo "Onu",
poi al "Sinodo dei Vescovi",
la denuncia del "Direttore Generale" della "Fao":
«A metà secolo, saremo oltre 9 miliardi di persone».
Serve uno "sviluppo agricolo" senza precedenti,
combattendo contro la riduzione delle "aree coltivabili"
e l’aumento della "temperatura globale".
«Dalla "Chiesa", un impegno decisivo contro la "miseria"».

RITAGLI     «Per vincere la "fame"     MISSIONE AMICIZIA
il 70% di cibo in più»

Jacques Diouf: «Senza una forte crescita della "produzione agricola",
nel 2050 il mondo potrebbe trovarsi con la "credenza" vuota».
Piena "sintonia" con il Papa: «L’"economia" ha bisogno dell’"etica"».

Con l'aumento della popolazione mondiale, servirà cibo sufficiente per sfamare tutti...

Bimbi dall'Africa: sguardi di speranza attendono vita e nutrimento!

Da Roma, Giovanni Grasso
("Avvenire", 13/10/’09)

La popolazione mondiale nel 2050 arriverà, secondo le proiezioni degli "esperti", a superare 19 miliardi di persone. Una "domanda" sorge spontanea: ci sarà cibo a sufficienza per sfamarli tutti? L’interrogativo evoca uno scenario da romanzo di "fantascienza", eppure il 2050 è praticamente dietro l'angolo. La risposta degli "esperti", riuniti da ieri alla "Fao" nel "seminario", «Come nutrire il mondo nel 2050», è positiva: sì, dicono all'unisono, il cibo per tutti (o quasi) ci sarà. Ma soltanto a certe, stringenti condizioni. E qui le note si fanno dolenti.
Il nodo della questione sta tutto in un "assioma": per far fronte alla "nutrizione" di 9 miliardi di persone occorrerà aumentare la produzione "agro-alimentare". Le stime di questo incremento sono, però, da capogiro: servirà più del 70 per cento dell'attuale produzione, altrimenti il rischio paventato da
Jacques Diouf, "Direttore Generale" della "Fao", è quello che il mondo si svegli a metà del secolo e si trovi davanti alla «credenza vuota».
La questione è tutt'altro che semplice. La nuova, crescente domanda di cibo dovrà intanto fare i conti con una progressiva riduzione delle aree "coltivabili". A contendere la terra ai contadini per la produzione alimentare, infatti, ci sarà l'aumento della produzione di "bio-carburanti", che tra l'altro fa lievitare i prezzi delle "derrate agricole"; e la necessità di tutelare l'ambiente, il clima e di assicurare il mantenimento delle "bio-diversità". Come dire, insomma, non possiamo "disboscare" l'intero pianeta per coltivare di più.
Contemporaneamente gli spazi riservati alla coltivazione saranno ridotti dall'avanzata delle zone "urbane", destinate ad ospitare la massa crescente di popolazione. Poi ci si mette anche l'aumento della temperatura terrestre, dovuta a cambiamenti climatici, che «brucerà» una parte di terre attualmente "coltivabili". Una sorta di "desertificazione", che la "Fao" stima tra il 9 e il 15 per cento, con punte del 21 per cento in Africa.
Da qui la necessità di pianificare, fin da oggi, uno sviluppo agricolo "intensivo" senza precedenti: «Il futuro aumento della produzione – spiega Diouf – deve in definitiva venire da un aumento produttivo "sostenibile" e maggiore intensità di "semina", piuttosto che da più terra a disposizione per le "colture"». E fondamentale sarà eliminare la "fame", le malattie, il "sottosviluppo", la mancanza di istruzione e le guerre nei Paesi del "Terzo Mondo", che sono destinati nel medio termine a diventare i «granai» dell'intero pianeta.
Parlando successivamente al
"Sinodo dei Vescovi per l'Africa", l'"islamico" Diouf ha dato atto alle "religioni" e, in particolare, alla "Chiesa Cattolica", di operare concretamente per «combattere la "miseria" dei più svantaggiati». E ha parlato di grande "assonanza" tra l'impegno della "Fao" e l'"insegnamento" di Benedetto XVI: «L’economia per funzionare ha bisogno dell'"etica", di un'"etica" amica della persona. La "Fao" si sforza, nonostante le difficoltà, di mobilitare tutti per la lotta contro la "fame". Ciò che ci anima è il principio della centralità della "persona umana"».
Ma non sono affatto buone le notizie che arrivano dagli "esperti mondiali" sul dimezzamento della "fame nel mondo", "obiettivo" che si sarebbe dovuto raggiungere, dopo il solenne "accordo" tra i "Governanti" di tutto il mondo, entro il 2015. Continuando di questo passo, il risultato sarà raggiunto molto più tardi, ovvero nel 2050. E anche in quella data, il 5 per cento della popolazione mondiale (circa 370 milioni di persone) rimarrà in condizioni di grave "sotto-alimentazione".
Non c'è alcun "catastrofismo" nei "Discorsi" ascoltati ieri alla "Fao". Ma la lucida consapevolezza che se non si faranno rapidamente investimenti consistenti nel settore "agricolo" e nella "ricerca", la scena di metà secolo potrebbe davvero presentarsi a tinte "fosche". I "potenti della terra" sono avvisati.