Nella "Festa" risuona l’eco dei "Salmi"

RITAGLI     I passi dei "Santi" compagnia per la vita     DOCUMENTI

"La Comunione dei Santi ci riporta alla partecipazione alle cose sante!"...

Elio Guerriero
("Avvenire", 1/11/’09)

Una delle "massime" preferite di Benedetto XVI, desunta dalla "Regola Benedettina", dice: «La nostra mente concordi con la nostra voce». Spiega il Papa: quando noi vogliamo far conoscere i nostri "sentimenti", cerchiamo dentro di noi le parole adeguate a esprimerli. Nella "Liturgia", invece, le parole ci sono già state suggerite da Dio nei "Salmi". Diceva Giovanni Calvino: «Non c’è sentimento dell’uomo che non sia qui rappresentato come in uno specchio», e lo scrittore ebreo Chouraqui: «Il "Salterio" narra la storia di tutti». I "Salmi" sono allora una via privilegiata per entrare nella "Comunione dei Santi", per far propri i "sentimenti" di quanti sono stati vicini a Gesù e hanno acquistato un’anima "ecclesiale". Qui di seguito ricordo alcuni degli atteggiamenti fondamentali suggeriti dal "Salmista", che delineano un percorso attraverso la "communio sanctorum".
Il primo atteggiamento è quello dello "stupore" di fronte alle grandi opere compiute da Dio: «O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, che cosa è l’uomo perché di lui ti ricordi?». Lo "stupore" del "Salmista" è simile a quello della Vergine Maria il cui "canto", dopo l’annuncio dell’"Angelo", il "Magnificat", è un "inno di lode" a Dio per le meraviglie operate nella sua "serva".
Similmente il fedele può far suoi i "sentimenti" della Beata Elisabetta della Trinità, che scriveva: «Una lode di gloria è un’anima di silenzio che si tiene come una "lira" sotto il tocco dello "Spirito Santo", per farne uscire delle armonie divine».
Gli "inni di lode" sono accompagnati dai "Salmi di Supplica". «Sorgi, Signore, nella tua ira... Cessi la cattiveria dei malvagi, rendi saldo il giusto». L’uomo "innocente" chiede al Signore di intervenire, di svegliarsi, di emettere un "giudizio". Sembra di assistere alla scena di Gesù che "dorme" mentre il lago è in tempesta.
Gridano gli "Apostoli": «Maestro, maestro, siamo perduti!». È la "supplica" di tanti Vescovi e Sacerdoti, che vedono la loro "navicella" esposta agli assalti del "nemico" e non riescono a tenere diritto il "timone" in direzione di Gesù. Il pensiero va a San Gregorio VII, che muore in "esilio" dopo aver lottato a lungo per la giustizia, ma anche a
San Giovanni Battista Vianney, il "Curato d’Ars", il "Santo" che il Papa ha proposto come "modello" ai "Sacerdoti". Solo la sua "lotta spirituale" contro il "nemico" gli permise di far rinascere Gesù in molti cuori.
Vi sono poi i "Salmi Penitenziali", nei quali l’"orante" apre il suo cuore a Dio riconoscendo il proprio "peccato" e invocando il "perdono". Qui è d’obbligo citare il "Salmo 130": «Dal profondo a te grido, o Signore... Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi ti può resistere?». Questi "versi" sono risuonati inquieti nell’animo di tanti poeti e scrittori. Ma qual è la via che l’uomo deve seguire per uscire dal baratro della "perdizione" e orientare la propria vita al bene? La indicano i "Salmi della Sapienza", che illuminano e orientano i passi dell’uomo sulla via dell’onestà. Perfezionano l’itinerario dell’uomo a Dio i "Salmi di Ringraziamento", che danno espressione alla gratitudine dei "poveri", dei "miti", degli "oppressi": «Hai mutato il mio lamento in danza, mi hai tolto l’abito di sacco, mi hai rivestito di gioia».
La "Comunione dei Santi" ci riporta così alla partecipazione alle "cose sante", all’"Eucarestia" che è la fonte e il culmine della "vita cristiana".
Al riguardo dicevano i "Martiri Scillitani": senza la partecipazione all’"Eucarestia", non possiamo vivere. Noi possiamo aggiungere: il "cristiano" non può fare a meno della "Comunione dei Santi", che è la "compagnia" indispensabile per seguire Gesù.