Si "rinnova" lo «Spirito di Assisi»

RITAGLI    "Religioni" audaci sulla Via della "Pace"     DOCUMENTI

La città di ASSISI, patria di San Francesco, e simbolo di Pace, tra le Religioni del Mondo...

Marco Impagliazzo
("Avvenire", 4/1/’11)

Il Papa ha annunciato, nell’"Angelus" del "Primo Gennaio", che ad Ottobre si recherà da Pellegrino ad Assisi per «rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni Religione a vivere la propria Fede Religiosa come servizio per la causa della Pace». È un Pellegrinaggio che cade esattamente a 25 Anni dalla "Giornata di Preghiera per la Pace" con le Grandi Religioni Mondiali voluta da Giovanni Paolo II. Quella decisione del 1986 fu un’intuizione Profetica in un Mondo ancora diviso dalla "Guerra Fredda": veniva da una storia più lunga che aveva avuto nel "Concilio Vaticano II" il suo punto culminante. È la Chiesa che si fa dialogo, come diceva Paolo VI, un dialogo così sentito e necessario oggi, in un Mondo minacciato dalla violenza e dal terrorismo, ma che in tutti questi anni ha avuto un profondo significato nel costruire percorsi di Pace e di Riconciliazione. Nel 1964, infatti, il Concilio approvò la Dichiarazione "Nostra Aetate", che indicava alla Chiesa e al Mondo l’importanza fondamentale delle relazioni di amicizia e collaborazione tra i Cristiani e le altre Grandi Religioni Mondiali, in particolare l’"Ebraismo" e l’"Islam". Giovanni Paolo II, il 27 Ottobre del 1986, le convocò tutte ad Assisi per una grande e comune Invocazione per la Pace. Quella "Giornata Mondiale di Preghiera" si colloca storicamente sul crinale di cambiamenti epocali, la cui portata e i cui effetti stiamo valutando ancora oggi. Assisi non ha aperto la strada ad alcun tipo di "Sincretismo", che peraltro è privo di risultati. Le vicende del Mondo contemporaneo hanno subìto da allora una significativa accelerazione, con esiti imprevedibili, come è stata la fine dell’Impero Sovietico, lo sfaldamento dei blocchi esistenti nel cosiddetto "Terzo Mondo", l’avanzata del processo di Globalizzazione. Lo stesso quadro Internazionale, dopo l’"11 Settembre 2001", mostra come il rapporto tra le Religioni sia un elemento di vitale importanza "Geo-Politica". Il 27 Ottobre 1986 rimane, ancor più di ieri, icona del futuro in un Mondo in cui si parla di Guerre di Religione o di Civiltà. Resta un’indicazione anche quando lo sconcerto e lo spaesamento divengono più forti con la Globalizzazione e i conflitti. Ed ecco che la figura di Francesco d’Assisi risalta in tutta la sua forza. Un "Incontro Mondiale per la Pace" doveva cominciare sul Colle di Assisi, presso la Tomba del Santo. Si riunirono allora, attorno a Giovanni Paolo II, 124 fra Rappresentanti delle Confessioni Cristiane e delle Grandi Religioni Mondiali, in questa Città, «luogo che la figura serafica di Francesco ha trasformato in Centro di Fraternità Universale». Uno Storico ha notato come questa Iniziativa straordinaria sia stata vista come «una svolta dell’atteggiamento del Cattolicesimo contemporaneo verso le Religioni», ma allo stesso tempo abbia rappresentato anche una svolta per la visione che le Religioni "Non Cristiane" hanno del Cristianesimo. Lo "Spirito di Assisi", ancora nel quadro della "Guerra Fredda", intuiva il rapporto profondo tra Religione e Pace: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni accanto agli altri, come disse il Papa. Oggi quello "Spirito" da Assisi si è diffuso in molte parti del Mondo grazie anche alle Iniziative della "Comunità di Sant’Egidio", che con i suoi Incontri ogni anno ha rievocato quell’Evento.
L’Immagine del 27 Ottobre del 1986 resta una delle grandi Icone di Speranza del "Novecento" Religioso che abbiamo ereditato anche nel nuovo Secolo. È ormai l’emblema del dialogo tra le Religioni. È una delle chiavi di volta per la costruzione di una nuova civiltà nell’odierno Mondo conflittuale: una civiltà del convivere che si fonda sull’arte del dialogo. La stessa Immagine rivivrà, con forme nuove e in un nuovo contesto "Geo-Politica", nel prossimo Ottobre, ma continuerà a segnare il Cammino delle Religioni, che vogliono essere strumento di Pace e non la caricatura dello scontro e del conflitto, come troppo spesso sono state dipinte. Anzi, Assisi chiederà alle Religioni di essere più audaci sulla Via della Pace!