IL PAPA AD ASSISI

RITAGLI     Il Sindaco di Assisi, Ricci:     DOCUMENTI
«Come nel "1986"... Per la "città",
è una nuova "data di nascita"!»

«Un "evento",
che ricorda il primo "Incontro" fra le "Religioni" del "Mondo",
in "Preghiera" per la "Pace"».

La Cattedrale di San Rufino, ad Assisi...

Paolo Lambruschi
("Avvenire", 4/10/’13)

Il Papa ad Assisi, il giorno del Patrono, resterà nella storia, come l’Incontro del 1986, quando Giovanni Paolo II volle la grande Preghiera, con gli uomini di tutte le Fedi! Claudio Ricci, al secondo mandato di Sindaco, ripete, quasi a memoria, l’itinerario che Papa Bergoglio compirà oggi, nelle quasi dodici ore del suo primo Viaggio ad Assisi. «Si tratta del Pellegrinaggio più lungo di un Papa, ad Assisi, in epoca moderna... Prima di lui, diciotto Papi hanno visitato la città del Santo, con trentotto Visite totali!». Imponente la macchina organizzativa, ma qui sono abituati agli eventi speciali, alle transenne sul percorso, come all’accoglienza con cappellini, mappe e bottigliette d’acqua, alle decine di migliaia di Pellegrini: fanno il callo persino ai mille e cento giornalisti accreditati... Eppure, stavolta, si respira qualcosa di nuovo!

Cosa ne dice, "Sindaco"?

«Ho due sensazioni! La prima, è la consapevolezza che questo evento, con i suoi significati, Spirituali e Culturali, potrebbe determinare qualcosa di simile, a ciò che avvenne il 7 Ottobre 1986, con il primo Incontro fra le Religioni del Mondo, in Preghiera per la Pace. Questo è il primo Papa, che sceglie il nome di Francesco, e dimostra di volerne fare una "linea-guida", Teologica e Spirituale. Per giunta, viene per la prima volta nella vita ad Assisi, proprio il 4 Ottobre, e per giunta nell’anno in cui è l’Umbria a offrire l’olio, per la lampada votiva... Per Assisi, sarà una nuova data di nascita, come minimo!».

In che "senso"?

«Questo Papa, che pone gli insegnamenti del "Poverello" davanti alla Chiesa e alla società, apre, per Assisi, un nuovo tempo, dove qualunque cittadino, e chi si riconosce nello spirito della città, dopo la Visita odierna, dovrà dare qualche esempio in più... Lo stile "Francescano" di andare verso l’altro, perché in lui, ultimo o "Sultano", perché porta un dolore, o un valore!».

La seconda "sensazione"?

«Mi è venuta, durante la prima Messa di insediamento, sfogliando il Libretto, dove era scritto "Francesco, Vescovo di Roma"... Mi pace vedere questa Visita, come la conclusione di un percorso durato ottocento anni: San Francesco, nel 1209, si recò a Roma! In "San Giovani in Laterano", è custodita la Scultura, che raffigura il suo arrivo, e l’incontro con Innocenzo III, cui enuncia la prima "Regola". Il Papa Francesco, che pone il suo Pontificato sotto il nome del Santo, in qualche modo, offre la misura di un dono reciproco, che viene riportato nella città, da cui era arrivato, otto secoli fa!».

C’è stato un "effetto" Bergoglio, che ha incrementato l’"interesse" per San Francesco e, quindi, per Assisi?

«Sì, e lo confermano le cifre, con un aumento, nei primi sette mesi dell’anno, del 6% di presenza, nonostante la crisi! Diciamo che la Cultura Teologica e Spirituale di Papa Francesco sta orientando gli atteggiamenti, non solo nella Chiesa, ma si sta trasformando in un atteggiamento Culturale di massa. Penso all’idea "Francescana" che si declina nell’attualità, ad esempio con l’idea di dialogo, e di economia della condivisione... Tutto questo si riverbera su Assisi, in modo più forte! Ad esempio, c’è richiesta di organizzare, qui, un numero crescente di eventi e iniziative... La Cultura "Francescana", sembra diventata una prospettiva di speranza!».