IL SIGNIFICATO "SIMBOLICO" DEI "MONDIALI"

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La grande "kermesse" inizierà, fra due settimane, a Johannesburg:
Dominique Lapierre, lo "scrittore" amico di Madre Teresa,
interpreta il "gioco" come «partita» della "riconciliazione".

Un barbiere tira un calcio ad un pallone, per ingannare l’attesa dei clienti, a Durban, in Sudafrica...

Dominique Lapierre
("Avvenire", 30/5/’10)

Sono felice che un "Paese" come il Sudafrica, che per tanti anni è stato la «pecora nera» del mondo, possa oggi avere l’onore di ricevere le "Nazionali di Calcio" di tutto il "globo": credo che meriti quest’onore. Non solo: è la prima volta che l’Africa accoglie il "Campionato Mondiale di Calcio" ed è dunque tutto il "Continente" che può rivendicare l’onore e la felicità di organizzarlo. Il Sudafrica, grazie a "giganti dell’umanità" della stessa dimensione del Mahatma Gandhi, uomini come Nelson Mandela, ha impartito un’indimenticabile lezione di "tolleranza" e di "compassione" al resto del mondo, nel momento in cui è terminata la tragedia dell’"apartheid". Una tragedia che di norma avrebbe dovuto concludersi in un "bagno di sangue": dopo i "crimini" perpetrati per 55 anni contro i neri, costoro avrebbero dovuto infatti scatenare una "vendetta apocalittica". Ma quei neri erano diretti da un uomo che ha detto loro: «Stiamo creando una "nazione arcobaleno", dove i bianchi, i neri, i "meticci", gli indiani, tutti insieme costituiranno un "Paese" di "tolleranza"». Ebbene, un atto di tale "generosità", ma anche di così grande "intelligenza politica", è davvero diventato una lezione per il resto del "pianeta". E i "Mondiali" sono un’occasione "internazionale" per dire al Sudafrica che è definitivamente tornato nel "concerto delle nazioni". Spesso mi dico che è una sfortuna per il mondo che non ci sia in Israele e in Palestina un altro Nelson Mandela, un uomo cioè con una visione avanzata nel "futuro", capace di imporre la "riconciliazione" tra i "nemici"... Il giorno in cui divenne primo "Presidente" della "Repubblica Sudafricana Indipendente", col mondo intero venuto a presenziare, Mandela invitò due uomini ai primi posti della sala dove si svolgeva la "Cerimonia": il "Procuratore" che aveva chiesto contro di lui l’"ergastolo" e il "Giudice" bianco che l’aveva decretato. Mandela è stato un grande "ammiratore" di Gandhi: il "Profeta" dell’India, altro "Paese" che amo moltissimo.
E forse non a caso Gandhi ha cominciato la sua "crociata" proprio in Sudafrica: partendo da lì è riuscito a liberare centinaia di milioni di uomini senza un colpo di "fucile", è stato un "messaggero" dell’"amore", dell’"indipendenza", della "liberazione" ovunque sia passato. Ancora oggi ci sono molti giovani sudafricani che si richiamano al suo "messaggio" e io credo che Mandela esprima le medesime "virtù", le stesse "qualità" del Mahatma: anche lui è una «grande anima».
Nel "film" «Invictus», Mandela convince il capitano (bianco) della "Nazionale Sudafricana" di "rugby" a svolgere un’importante missione di "unità nazionale" dopo la fine dell’"apartheid": che lo "sport" sia usato per arrivare a questa "riconciliazione" è una cosa magnifica. Spero che anche il calcio, che è stato il "gioco" di tutti i neri anche al tempo dell’"apartheid", possa oggi unire le "nazioni" del mondo per una grande "festa" dello "sport." È un’opportunità stupenda e tutti i giorni benedico Dio per questo "miracolo".
Del resto, credo che l’"evento" sia stato organizzato benissimo, che bianchi e neri insieme abbiano investito tutto il loro orgoglio per fare di questa "festa" dello "sport" un successo. Ho trascorso tre anni a ricostruire la vicenda "tumultuosa" di questo "Paese", a ripercorrere dei "destini" eccezionali come quello di Nelson Mandela, e sono entusiasta che finalmente il "pianeta" si interessi più a fondo di questo "Paese", che ospita persone eccezionali. Chi non ha letto i sette "volumi" di "testimonianze" della "Commissione di Verità e Riconciliazione", creata dall’"Arcivescovo Anglicano" nero
Desmond Tutu, non può immaginare gli "orrori" commessi in Sudafrica. Ebbene, che invece di condannare i "colpevoli" di tali "orrori" si sia potuto proporre loro di andare a testimoniare davanti a una "Commissione", davanti alle famiglie delle "vittime" sulle "atrocità" commesse e domandare un’"amnistia" piuttosto che una "condanna", è una possibilità verificatasi molto raramente nella storia. Il Sudafrica ovviamente ha ancora gravissimi problemi: la "disoccupazione", la "criminalità", soprattutto quella terribile "malattia" che si chiama "Aids"; oggi il 20% della popolazione sudafricana è affetta da "Hiv", ma per fortuna il nuovo "Presidente" ha preso le misure dell’"epidemia" e ha cominciato a dare ai sudafricani malati i benefici delle "terapie" che permettono almeno di prolungare la vita. Un altro problema può essere quello del "razzismo" tra neri e neri: la maggioranza della popolazione vive in condizioni di grande "povertà" e non accetta facilmente l’"immigrazione" delle popolazioni nere "miserabili" che provengono dai "Paesi" confinanti, come lo Zimbabwe, per cercare lavoro o condizioni di maggiore "sicurezza". Se ci saranno azioni di "rivendicazione" contro gli "organizzatori" del "Campionato del Mondo", dunque, saranno per ragioni di "stato sociale", non di "colore"; problemi e rischi ci sono sempre, però il "razzismo istituzionale" – così com’è esistito ai tempi del "regime diabolico" dell’"apartheid" – è scomparso per sempre. E questo è il miglior "messaggio" che l’esperienza del Sudafrica, magari anche attraverso i "Mondiali di Calcio", può lanciare al mondo. Perciò sono davvero felice che centinaia di migliaia di "visitatori" vengano da tutto il "pianeta" per scoprire questo "Paese": uno dei più "magnifici" dell’Africa.

( Testo raccolto da Roberto Beretta )