Il "tema" della prossima
"Giornata delle Comunicazioni Sociali"

RITAGLI     Accompagnati dai nuovi "media"     DOCUMENTI
nel viaggio di fede tra la gente

Tonino Lasconi
("Avvenire", 30/9/’09)

Nell’"Anno" dedicato ai "Sacerdoti" il tema scelto da Benedetto XVI per la "Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2010" – «Il Sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi "media" al servizio della "Parola"» – è un dono sapiente, da accogliere con una riconoscenza e una gioia che non si esauriscono nel facile sentimentalismo ma vanno concretizzate in stimoli efficaci in grado di smuovere e rinnovare la quotidianità del lavoro "pastorale".
Il primo di questi stimoli dovrà consistere nel prendere sul serio questa "Giornata", che tra le tante – qualcuno dice persino troppe – è probabilmente la più trascurata, ridotta spesso a qualche intenzione di preghiera quando non si risolve in scontate "reprimende" contro i "mass media".
Questo primo stimolo dovrà trascinarne un altro determinante: la coscienza della positività dei nuovi "media". Concetto che Papa e Vescovi italiani propongono da tempo: basti ricordare il
"Messaggio" di Benedetto XVI per il "2009" (dove parlava dell’«enorme potenziale dei nuovi "media" nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità»). Una sensibilità che però non si è ancora affermata nella maggioranza delle "Parrocchie", dov’è prevalente la preoccupazione dei possibili risvolti negativi. Un timore che a volte, magari inconsciamente, giustifica la rinuncia alla fatica di affrontare quel rinnovamento della mentalità che i nuovi "mezzi di comunicazione" inevitabilmente esigono in chi ha maturato la propria "formazione" prima che essi prendessero campo. Nelle "comunità parrocchiali" dove i "media" sono entrati, e in quelle nelle quali, per fortuna, sempre più velocemente stanno entrando, il tema individuato dal Papa – che sarà certamente sviluppato dal "Messaggio" che lo illustrerà, nel Gennaio prossimo – sarà prezioso per indirizzare i nuovi "media" sulla strada giusta, ovvero il rinnovamento della "pastorale". Può succedere infatti – come sta succedendo – che essi siano adoperati al livello più rudimentale, ad esempio per inviare gli "avvisi", mettere in "rete" nozioni sulla storia della "Parrocchia", sulla vita del "Santo Patrono", o raccontare quanto è stato bello l’ultimo "pellegrinaggio"... Ma i nuovi "media" vanno accolti dai Sacerdoti e dagli "operatori pastorali" per adeguare l’annuncio del "Vangelo" all’oggi. Educati e abituati a "insegnare" la fede, non è facile trasformarsi in "comunicatori" della fede. La gente di oggi, a cominciare dai ragazzi del "catechismo", non ama le lezioni. Reagisce invece alle provocazioni, al dialogo, al confronto.
Non regge alle "lungaggini", alle argomentazioni complicate e contorte.
Si apre viceversa ai messaggi brevi, immediati, "immaginifici". Benedetto XVI nel "Messaggio" per la "Giornata 2009" scriveva: «Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al dialogo tra persone di differenti Paesi, culture e religioni». Queste «persone di differenti Paesi, culture e religioni» non sono soltanto quelle dell’"America Latina" o dell’"Oriente", con le quali possiamo comunicare via "e-mail", "Skype" o "Face-book". Sono in ogni "comunità parrocchiale".
I "media" possono aiutarci ad abbandonare la mentalità dell’insegnante che aspetta coloro che "devono venire", per passare a quella del "Missionario" che sa di "dover" andare. I "Vangeli" ci raccontano di Gesù che si muove continuamente: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto», dice a Simone che vorrebbe fermarlo a Cafarnao, dove la "Parrocchia" è bene avviata. I "media" ci permettono di riprendere il suo stile itinerante per portare dovunque la sua "Parola", anche sui viottoli, tra i sassi, in mezzo alle spine, dove essa sa trovare sempre quel "terreno buono" che noi non immaginiamo nemmeno. Sarebbe imperdonabile per noi Sacerdoti non cogliere questa opportunità.