MISSIONE GUINEA BISSAU...

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Piange, ancora, l’Africa, e per tante "ragioni"...
«Ma che fare?», si chiedono i "Missionari", e gli "operatori umanitari, sul "posto"!

P. GIORGIO LICINI*
("Mondo e Missione", Gennaio 2017)

Per venti giorni su strade sconnesse, il caldo a trentacinque gradi, zanzare e notti afose... E dire che Novembre non è il mese più difficile, per la Guinea Bissau, spazzata in altri periodi dell’anno da piogge torrenziali, o con l’asticella di mercurio oltre i quaranta gradi! Eppure, provo una sensazione particolare, in ogni visita alle missioni, e ai Missionari, alla loro gente, ai problemi che affrontano ogni giorno, e alle loro storie, circa le diversità culturali, e psicologiche, rispetto a noi...
La Guinea Bissau è un Paese di solo un milione e ottocentomila abitanti, nell’
Africa Occidentale! I Missionari del "Pime" vi sono arrivati nel 1947, quando i Portoghesi ancora dominavano Stato e Chiesa, con criteri tipicamente coloniali! Negli Anni Settanta e Ottanta, anche i Religiosi hanno attraversato le sofferenze della lotta di indipendenza (1975), delle divisioni ideologiche, dei tentativi controversi di fare missione, in modo più incarnato e radicato, nella povertà delle campagne, nella solitudine delle isole, nel profondo della foresta, e a contatto con le ricche e contraddittorie tradizioni ancestrali Africane, che i colonizzatori avevano, semplicemente, liquidato in blocco, come superstizioni e manifestazioni diaboliche!
Oggi i Missionari, in
Africa come altrove, sgranano gli occhi, quasi increduli, di fronte alla velocità del cambiamento, che porta in massa i giovani in città, nel mondo "moderno", addirittura altrove! Cala l’urgenza per gli studi antropologici, linguistici e delle religioni tradizionali; cresce la necessità di saperci fare nel mondo dei "Media", della scuola, del disagio urbano, delle migrazioni, della formazione catechetica e teologica, sempre più esigente nel metodo, e rigorosa nelle risposte... Occorre diventare mobili, e flessibili, anche nella missione!
L’Africa intanto continua a piangere, sotto il peso del perdurante sfruttamento "post-coloniale", ma ancor più della corruzione delle "leadership" locali, che hanno rimpiazzato, spesso senza fare meglio, i padroni e gli amministratori Europei! Piange, l’Africa, anche per il retaggio di credenze ancestrali dannose e devastanti, come gli "iran" della Guinea Bissau, in cui vengono identificati anche i bambini nati "diversamente abili", e quindi destinati alla morte, perché incarnazione di spiriti maligni e minacciosi... Piange, il Continente, per la scarsità di piogge in molte aree, o il fenomeno più recente dei cambiamenti climatici, fatali per l’agricoltura e causa di fame! I giovani, che non vogliono "piangere" per tutta la vita, si dirigono verso le coste del Mediterraneo e, se sono fortunati, arrivano da noi! Sappiamo che la cosa non fa bene all’Africa, e pone seri problemi all’
Europa! «Ma, che fare?», si chiedono i Missionari, e gli operatori umanitari, sul posto... Anch’essi, ho visto, senza poter dare una risposta!

* Missionario nelle Filippine e in Papua Nuova Guinea,
e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano