"GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ"

RITAGLI   «"Lievito"per la "pastorale ordinaria"»   DOCUMENTI

Don Nicolò Anselmi ("Cei"):
«Le "Gmg", "eventi" che incontrano la "vita" dei "ragazzi"».

DON NICOLÒ ANSELMI, responsabile del "Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile"...

Matteo Liut
("Avvenire", 28/3/’10)

«Le "Gmg"? In 25 anni sono diventate sempre più come «i giorni "festivi" che danno e ricevono luce da quelli "feriali"». Un "dialogo" fecondo che, per la "Pastorale Giovanile Italiana", sull’erba di "Tor Vergata" nell’Agosto 2000 ha cominciato a trasformarsi in una vera e propria «agorà», in grado di far incontrare le "generazioni" ed esprimere tutte le dimensioni della vita dei "giovani". È il "bilancio" tracciato dal "responsabile" del "Servizio Nazionale" per la "Pastorale Giovanile" della "Cei", Don Nicolò Anselmi, che non nasconde il grande impatto avuto nelle "Diocesi" della "Penisola" dalla "Gmg 2000" di Roma.

Come è cambiata la "Pastorale Giovanile" in Italia?

L’incontro di "Tor Vergata" è stato un autentico momento di "comunione". Da lì in poi in Italia l’attenzione per le "Gmg" è cresciuta e ogni "Gmg" è un evento che dà "fiato" e "spirito" a tutte le "attività giovanili". E tuttavia sono eventi che non sono affatto in contrasto con la "vita ordinaria" delle "comunità cristiane". Oggi, infatti, la "Pastorale Giovanile" è cambiata, perché i "delegati" "diocesani" e "regionali" non sono più solo coloro che organizzano grandi "eventi" (ormai questo lo facciamo molto bene), ma sono chiamati sempre più a coltivare una serie di attenzioni "ordinarie". Come quella di coltivare la "comunione" tra coloro che possono spendersi per i "giovani" o di raccogliere attorno al "Vescovo" "Associazioni", "Movimenti", "Istituti" od "Enti" impegnati in questo campo. E la vera "sfida" è quella di far sì che, una volta spenti i "riflettori", i "giovani" vivano nella loro "quotidianità" la loro vita di "fede".

La «formula "Gmg"» è diventata il "modello" anche per molti eventi "diocesani" o "regionali". Perché tanto "successo"?

Perché sintetizza, pur distinguendole, molte "dimensioni", dando espressione a numerose esigenze dei "giovani": la "vita fraterna", la "festa", l’"amicizia", la "catechesi", la "spiritualità", la vita di "fede", la "cultura". Però in "Diocesi" di certo non è l’unica formula usata negli "eventi" per i "giovani", perché le "Pastorali Giovanili" hanno a disposizione "strumenti" propri cresciuti in molti anni di esperienza.

Da cosa è caratterizzato principalmente il "cammino" della "Pastorale Giovanile" di questo periodo?

Camminando sul solco tracciato dal "triennio" dell’"Agorà dei Giovani", guardiamo alla "Gmg" di Madrid, mettendo in primo piano tre "aspetti": il primato della "persona" di Gesù e della "vita spirituale"; l’impegno nel curare e far crescere la "comunione" tra le componenti della "Pastorale Giovanile"; il costante lavoro a favore di una rinnovata "soggettività" dei "giovani" sia nella "Chiesa" che nella "società italiana". Il tutto nell’ottica della "sfida" lanciata dalla "Chiesa Italiana" per il prossimo "decennio", quella "educativa", che chiede agli "adulti" di essere "testimoni" della bellezza della vita di "fede". Inoltre, in questo "Anno Sacerdotale", sta trovando una rinnovata ricchezza anche il rapporto tra "mondo giovanile" e "Preti".