IL PAPA A MALTA

RITAGLI     Mons. Penna: «Sui "passi" di Paolo»     DOCUMENTI

Parla uno dei più grandi "esperti" degli "scritti paolini":
«Il Papa ci ricorda che, anche qui, l’"Apostolo" seppe tenere alto l’onore del "Vangelo"».

SAN PAOLO DI TARSO, l'Apostolo delle Genti...

Matteo Liut
("Avvenire", 17/4/’10)

Un "viaggio" sui "passi" di San Paolo, che con coraggio ha saputo far dialogare "popoli" e "culture". Così Monsignor Romano Penna, "docente" emerito dell’"Università Lateranense", uno dei più noti "specialisti" su Paolo di Tarso, definisce il "viaggio" di Benedetto XVI a Malta.

San Paolo ha fatto "tappa" anche a Malta: che importanza ha questo "episodio"?

Recandosi da Roma a Malta, Benedetto XVI compie un "viaggio" a ritroso rispetto a quello compiuto da Paolo, che, partito come "prigioniero" da Cesarea Marittima in Palestina, soggiornò a Malta sulla strada per Roma. Il suo era stato un "soggiorno" non programmato ma forzato a causa di un disastroso "naufragio". Comunque i "Capitoli 27-28" degli "Atti degli Apostoli" vi dedicano un’attenzione tutta particolare, poiché è l’unico descritto con molti dettagli persino "avventurosi". A Malta Paolo dovette rimanere tre mesi per l’"inclemenza" della stagione, agganciando la fine di un anno con l’inizio di un altro. La "datazione" precisa dell’evento non è facile da stabilire, e gli "studiosi" propongono varie ipotesi, che vanno dagli "anni 57-58" agli "anni 61-62". Il "Libro" degli "Atti 28,1-10" racconta due episodi "miracolosi" di cui l’"Apostolo" fu protagonista in quell’occasione: il morso di una "vipera" esente da ogni conseguenza e la procurata "guarigione" del padre del "governatore" dell’"Isola". Entrambi hanno degli "addentellati" con parole o gesti di Gesù (come si vede rispettivamente in "Mc 16,18" e in "Lc 4,40").

A un anno dalla "conclusione" dell’"Anno Paolino", che significato ha questo «viaggio della memoria» sui "passi" dell’Apostolo?

Con questo "viaggio" il Papa richiama prepotentemente all’attenzione la figura di quel Paolo che sta davanti ai nostri occhi sia come emblema di un "Apostolo" instancabile, sia come interprete originalissimo del "Vangelo" e di che cosa significa essere "cristiani".

E come si inserisce questo "messaggio" nell’"Anno Sacerdotale"?

L’opportuna "rievocazione" di San Paolo non può non incidere sul discorso che riguarda la figura del "Presbitero". Paolo non impiega mai la qualifica di «Sacerdote» per i "Ministri" della "Chiesa", ma in compenso offre in se stesso un esempio ineguagliabile di dedizione al "Vangelo" e alla "comunità cristiana". Se pensiamo che il suo "soggiorno" a Malta, in ultima analisi, è stato semplicemente una "tappa" nell’itinerario della sua incrollabile "testimonianza" a Gesù Cristo, che lo portò fino al "tribunale" dell’"imperatore romano", allora ci si rende conto che, sempre e davanti a tutti, occorre tenere alto l’onore del "Vangelo". Paolo vale anche come promotore di una intelligente "inculturazione" del "Vangelo" stesso. Perciò ogni "annunciatore" deve pure conoscere la "cultura" del mondo in cui vive. Entrambi questi poli, la necessità dell’"evangelizzazione" e la sua "traduzione culturale", non sono altro che aspetti della stessa "incarnazione", sicché, come fecero Gesù in Israele e Paolo nel mondo "greco-romano", vanno salvaguardati come elementi inscindibili del "dovere pastorale".

Malta accoglierà il Papa come accolse Paolo?

Gli "Atti" elogiano gli abitanti di Malta col dire che essi «trattarono con rara umanità» Paolo e "compagni" ("At 28,2"), colmandoli di «molti onori» ("At 28,10"). Certamente così sarà anche per Benedetto XVI, che, non dimentichiamolo, è "Successore" non solo di Pietro ma anche di Paolo.