MADONNA DI FATIMA

RITAGLI     «Da Maria l’"appello" a costruire il "bene"»     DOCUMENTI

Il "Mariologo", Padre De Fiores:
«Il "segreto" mostra a tutti l’attuale "urgenza" di contrastare il "male" nella storia».

Il Papa celebra l'Eucarestia, nella Spianata di Fatima! Preghiera di Benedetto XVI, davanti alla Statua di Maria... Lucia, Giacinta e Francesco, i tre Pastorelli di Fatima!

Matteo Liut
("Avvenire", 13/5/’10)

Fatima lancia un "appello" a un deciso e responsabile impegno per la costruzione del "bene" nella storia e offre un modello "antropologico" ben preciso: l’uomo è chiamato ad "affidarsi" a Dio e a vivere per gli altri. Secondo Padre Stefano De Fiores, "Mariologo", "Docente" alla "Pontificia Facoltà Teologica Marianum", quello delle "visioni" portoghesi del 1917 è un "messaggio" «particolarmente legato alla storia del "XX Secolo"», percorso da pericolose "ideologie individualiste".

Padre De Fiores, secondo questa prospettiva, che significato ha il "viaggio" del Papa a Fatima?

Benedetto XVI si è recato in Portogallo con una precisa intenzione: pregare per la "pace" e per i "Sacerdoti" nell’ambito dell’"Anno" a loro dedicato. Un "gesto" che riporta l’attenzione sul significato delle "apparizioni" di Fatima. Esse si distinguono dalle altre per il loro impatto nella storia: il "segreto", in particolare nella sua seconda e terza parte, è collegato in particolare con la storia del "XX Secolo" e con la storia della "Chiesa" che continua. Non possiamo, infatti, ridurre il "messaggio" di Fatima a una prospettiva solamente "spirituale". La seconda parte del "segreto" in particolare mostra come a Maria stia a cuore la preghiera della "pace", un’intenzione che il Papa ha fatto propria. Questa preoccupazione sfocia nella richiesta di "consacrazione" al suo "Cuore Immacolato". Ratzinger ha spiegato molto bene come da questa richiesta emerga una chiara visione "antropologica" che Maria viene a proporre.

E in cosa consiste?

Maria propone il suo "Cuore Immacolato" che, come diceva il Curato d’Ars, è uno "scrigno" che contiene i "misteri" di Cristo e il suo "progetto salvifico". Propone cioè una "spiritualità" che si fa solidale con Cristo nel togliere il "peccato" del mondo. E la "riparazione" cos’è se non la voce del verbo "amare"? Cioè essere con e per gli altri. Maria punta su questa "trasformazione" dell’uomo che si "consacra" e che si "affida". Un "atto" che non è un gesto "vuoto" senza implicazioni nella vita ma che è anzi, secondo la "tradizione" della "Chiesa", un’espressione di un impegno e che esercita un profondo influsso di "cambiamento" nella vita.

E la "terza parte" del "mistero", che significato ha?

Secondo l’interpretazione della stessa Suor Lucia e di Giovanni Paolo II, la scena dei "Martiri" si riferisce all’"attentato" del 13 Maggio 1981. Ma l’altra scena, dove appare l’"Angelo" con la "spada" fiammeggiante che sta per incendiare il mondo, è un richiamo al rischio oggi davvero concreto di distruzione del "pianeta" e dei suoi abitanti. Solo la scelta di vivere il "mistero" custodito nel "Cuore Immacolato" di Maria potrà neutralizzare queste forze "negative". La terza parte quindi è un "appello" a tutti i membri della "Chiesa", perché affrontino con responsabilità le "lotte" future per l’affermazione del "bene" messo continuamente alla prova dalle forze del "male". Fatima non è un "fuoco d’artificio" ma è una "tromba", che appella alla "pace" e alla "responsabilità" delle decisioni umane in vista dei "tempi ultimi".

Che importanza, ha allora, il mese di "Maggio", tradizionalmente dedicato alla Madonna?

È un "tempo propizio", che con l’aiuto di Maria, ci può aiutare a meditare le "verità eterne". Oggi però esso ha bisogno di nuovo impulso, in una "società" che non è più "agricola". Inoltre, è necessario ritrovare una nuova "armonia" con la "vita liturgica": il "Mese Mariano" dovrebbe essere sempre più occasione per riflettere sulla presenza di Maria nel "Mistero Pasquale". Di certo entrambe queste necessità avranno ottimi spunti dal "viaggio" del Papa in Portogallo.