"VIAGGIO A NORD-EST"

Don Franco Gismano: «Il Papa "testimonia" l’"amore" di Pietro per Gesù».

RITAGLI     «Dal Pontefice l’"invito"     DOCUMENTI
a vivere con "gioia" la "Fede"»

Parla il "Direttore" del "Centro Pastorale" dell’"Arcidiocesi" di Gorizia:
«Ci ha ricordato lo "stile" che oggi deve "ispirare" la "Nuova Evangelizzazione"».

I Fedeli accolgono con gioia Papa Benedetto XVI, pronti a pregare con lui nella Santa Messa, a Mestre...

Dal nostro inviato ad Aquileia (Udine), Matteo Liut
("Avvenire", 10/5/’11)

La Nuova Evangelizzazione passa attraverso la testimonianza della bellezza del messaggio Cristiano, in un atteggiamento di dialogo e apertura verso la Società Civile. È questo l’appello che riassume in sé il significato del "Discorso" tenuto dal Papa Sabato scorso ad Aquileia secondo Don Franco Gismano, Direttore del "Centro Pastorale" dell’Arcidiocesi di Gorizia e membro della Presidenza del "Comitato Regionale di Preparazione" al "Convegno Ecclesiale del Triveneto", in programma nel 2012.

Qual è stato l’aspetto più "significativo" delle "parole" di Benedetto XVI?

Ci ha ricordato quale deve essere lo stile dell’Evangelizzazione nel contesto odierno, dove, ha ricordato, il Vangelo va «portato con delicata fierezza e con profonda gioia nei vari ambiti dell’esistenza quotidiana». Nei primi Secoli dell’Era Cristiana la grande diffusione della Fede in Cristo è avvenuta grazie a una visione dell’esistenza vissuta come gioia e come dono, di fronte invece a un diffuso pessimismo scettico e "realista" dei grandi Filosofi e degli uomini di Cultura della Società Latina. Sono convinto che anche oggi l’Evangelizzazione sia legata alla capacità che i Cristiani hanno di vivere con gioia la propria Fede. Alle volte, invece, l’attenzione si concentra troppo sulla contrapposizione tra il senso Cristiano della vita e gli altri significati dell’esistenza, che però sono più riduttivi e si "depotenziano" da sé.

E questo come si "traduce" anche per il "Nord-Est"?

Il Papa ci ha chiaramente invitato a continuare a mantenere collaborazione con le Istituzioni Sociali e con il Mondo. Collaborazione che va intesa come dialogo, apertura e sfida Educativa. Di fronte ad altri Progetti Culturali, insomma, occorre mostrare come l’originale Progetto della Tradizione "Giudaico-Cristiana" sia molto più affascinante perché molto più umano, molto più vero. Ratzinger, citando la "Lettera a Diogneto", ci ha invitati a stare in mezzo agli uomini con simpatia. Lo stile, insomma, dev’essere quello dell’«empatia», per dirla con Edith Stein, che intendeva questo concetto come capacità di entrare in relazione con l’altro. Un atteggiamento che ha la propria forma più radicale e compiuta nel Mistero dell’Incarnazione. In qualche modo questo concetto si ritrova anche nel "Cor ad cor loquitur", il "Motto" del Beato John Henry Newman citato anche dal Rettore del "Marcianum", Monsignor Brian Ferme, durante l’Incontro con il Mondo della Cultura nella "Basilica della Salute" Domenica scorsa a Venezia.

Che importanza ha il "richiamo" per un rinnovato "impegno" in "Politica", soprattutto ai "giovani"?

Il "Nord-Est", forse più il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige che il Veneto, è una Società sempre più anziana. Il richiamo a una nuova generazione di giovani in Politica, quindi, è un’indicazione vitale per il "Triveneto". Ed è un richiamo riguardante anche la realtà Ecclesiale, che ha bisogno di puntare sui giovani in ogni sua dimensione. Anche la Chiesa ha bisogno di nuove forze, di vite spese per l’annuncio del Vangelo.

Lei è un "moralista": da "Teologo", che effetto le ha fatto vedere il «Papa Teologo» nella "Basilica" di Aquileia?

L’impressione che ho avuto nella "Basilica" è che il Pontefice ci dà l’immagine di come Pietro abbia amato Gesù. Il richiamo continuo di Ratzinger è, infatti, alla figura di Cristo. Appare, insomma, come un uomo la cui forza sta nel rapporto con il Maestro!